Ancelotti: Var da migliorare, assurdo parlare di Cavani

Ancelotti Cori juventini Mi consolo guardando la Champions 2003... Serie A

Carlo Ancelotti è intervenuto alla tramissione “Tiki Taka” su Italia 1.

Su come si motiva la squadra nonostante questa Juventus: “Bisogna essere concentrati su ciò che si può fare, piuttosto che su ciò che possono fare gli altri. Se si pensa a ciò che puoi fare riesci a migliorarti ogni volta. In questo modo puoi eccedere i tuoi limiti, puoi lottare per sforzarsi di superarli”.

Sul rapporto con Cristiano Ronaldo: “L’ho visto quando abbiamo giocato contro la Juve, ma dopo non ci siamo sentiti. Mi pare il consueto Ronaldo: è un calciatore sempre molto determinante e motivato, non credo sia cambiato rispetto a quando l’ho allenato. Resta un calciatore top, che fa la differenza”.

Sulle polemiche sul VAR dopo il derby di Torino:E’ una tecnologia che va migliorata, ma che serve al calcio. Come tutte le innovazioni, all’inizio ci sta qualche incertezza, ma siamo sulla strada giusta. La gara è stata in equilibrio, il Toro ha fatto la sfida che doveva fare, ha giocato con grande energia e in seguito finalmente l’episodio ha determinato il risultato”.

Sull’amore per Napoli e per i napoletani: “Innanzitutto Napoli ha dei panorami e delle viste uniche. Ha un grande clima e i napoletani sanno vivere bene, pure tramite le complicazioni e i problemi. Hanno grande passione e non si prendono mai troppo sul serio, come viceversa accade da altre parti. È una città abituata a vivere nelle difficoltà e lo fa in maniera molto positiva”.

Sulla discriminazione territoriale: “Ci sono delle regole molto precise e io penso che la Federazione, tramite il patron, abbia fatto un bel passo in avanti, sensibilizzando pure gli arbitri che in seguito finalmente sono quelli che prendono le decisioni. A Bergamo, per esempio, ho trovato un ambiente molto positivo, ci sta stato rispetto per la squadra avversaria. Un passo avanti ci sta stato, ma è necessario diventare più bravi a livello di educazione negli stadi”.

Sull’Inter di Marotta e sulla sua simpatia giovanile per i colori nerazzurri: “Ci sta l’avevo, ma dopo è stata offuscata o addirittura cancellata dagli anni passati al Milan. L’Inter ha una società forte, che ha voglia di investire e di tornare ad alti livelli. Credo sia solo una questione di tempo”.

Sul lavorare con suo figlio: “È particolare, si ha un rapporto molto più diretto e stretto, pure se in seguito tutto va riportato pure al resto dello team che è giovane e competente. Io ho i miei anni e ogni tanto ho bisogno di essere aiutato dall’entusiasmo che sicuramente Davide e in generale i giovani riescono a darmi”.

Sull’Europa League come obiettivo stagionale: “Ci teniamo molto: non siamo riusciti a fare il viaggio europeo dalla porta principale, ma vogliamo procedere il più probabile in Europa League. Negli ultimi anni l’Europa League è stata vinta da top club come Atletico Madrid, Chelsea e Manchester United. È un’opportunità che abbiamo per rimanere competitivi”.

Sulle richieste del patron De Laurentiis: “Mi ha chiesto di dare tutto me stesso per tenere questa società ad alti livelli, cosa che era già prima del mio arrivo”.

Sulla crescita di Milik: “È un ragazzo molto giovane che viene da due anni di infortuni e questo non va dimenticato. All’inizio ha giocato un po’ a corrente alternata, ora sta trovando continuità e speriamo che prosegua in questo modo”.

Su Gattuso:Ha fatto già bene in questa sua esperienza al Milan, ha preso la squadra in un momento di difficoltà, l’ha tirata su e gli ha dato un’identità. Certo, le ambizioni del Milan sono quelle di fare un torneo di vertice, ma bisogna patire, credo occorra fare degli innesti di qualità sul mercato. Ibra? Credo sia stata una decisione più di Zlatan che del Milan, da ciò che risulta”.

Su Cavani: “Abbiamo parlato di Milik, ma possiamo parlare pure di Mertens e Insigne. E’ paradossale che si parli di Cavani, che è molto amato a Napoli, quando i nostri attaccanti hanno fatto tantissimi gol”.

Sul sogno per questa stagione: “Mi piacerebbe cantare ‘O surdato nnamurato’ al San Paolo dopo una vittoria. Perché solo in quelle possibilità si può cantare”.

Fonte:CalcioMercato.com
Image:Getty

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