Cagliari, la certezza per l'avvenire risponde al nome di Vicario

Cagliari, la certezza per l'avvenire si chiama Vicario

Una vigilia di tensione, legittime paure e, simultaneamente, una gran voglia di dimostrare di essere un elemento su cui puntare fin da subito, una certezza insomma. Guglielmo Vicario era l’uomo più atteso alla vigilia di Inter-Cagliari, gara nella quale il portiere friulano ha fatto il suo esordio in Serie A con la casacca numero 31 rossoblù. Una prova superata a pieni voti nel palcoscenico della Scala del calcio, teatro hanno recitato negli anni parecchi campioni Il primo intervento di rilievo della sua prima da titolare in completo giallo è stato un gran volo plastico sulla grande conclusione da fuori area di Christian Eriksen, tocco con la mano di richiamo e pallone spedito sopra la traversa. Seconda istantanea: una parata semplice, soltanto in apparenza, su un altro tentativo dello stesso giocatore della fascia centrale del campo danese, autore di una traiettoria difficile da interpretare e assai insidiosa. Una sorta di match durante la partita fra l’ex Tottenham e Vicario, vinto alla grande dal portiere rossoblù: alla fine dei 90 minuti contro l’Inter per lui soltanto complimenti. Nel giorno della sua prima presenza in Serie A con addosso il rossoblù del Cagliari, insomma, Vicario si è preso la scena.

ASPETTATIVE CONFERMATE – E peccato per il tocco da pochi passi di Darmian giunto ad infrangere l’imbattibilità pregustata fino a 13 minuti dal termine dell’incontro, unica macchia di un pomeriggio che poteva trasformarsi in quello perfetto per lui e la sua squadra. Dopo gli anni di apprendistato in Serie B, fra Venezia e Perugia, nel 2020-21 il ruolo di vice Cragno è stato suo: una maglia da titolare in Coppa Italia, con le tre presenze contro Cremonese, Verona e Atalanta. Partite che, dopo le ottime prestazioni in serie cadetta, avevano lasciato intendere le sue grandi doti fra i pali. A Milano, contro la capolista nerazzurra, la conferma: nessuno ha rimpianto Cragno, non proprio un nome comune da queste parti. Cui si sommano i complimenti di Antonio Conte, al momento opportuno di nomi tutt’altro che comuni. E già questo è un biglietto da visita importante, per un ragazzo nato a Udine 24 anni fa che ha appena scritto le prime pagine di rilievo sul suo libro in rossoblù.

Image:Getty

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