Napoli, Mertens dà la scossa e Osimhen la ribalta: Spalletti riconquista il Maradona

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Napoli, Mertens dà la scossa e Osimhen la ribalta: Spalletti riconquista il Maradona

Il Napoli non ha alcuna intenzione di mollare il sogno Scudetto. La squadra di Spalletti ritrova l’affermazione al Maradona, che mancava da fine gennaio contro la Salernitana, allungando sull’Inter e mantenendosi in scia del Milan dopo una gara tutt’altro che facile – resa più complessa pure dal gran gol di Deulofeu – e che ribalta pure grazie all’aiuto di un pubblico tornato trascinante. Prima di tutto tuttavia c’è l’incisività di Victor Osimhen, salito a 11 gol in campionato (già meglio dei 10 dello scorso campionato) e che abbassa la sua media ad un gol ogni 131′, meglio praticamente di tutti gli attaccanti di massimo livello del nostro campionato se escludiamo i rigori. A questo giro tuttavia Spalletti ha rimediato in corsa con Dries Mertens, subentrato ad inizio del secondo tempo per uno spento Fabian, accantonando il 4-3-3, e avvicinando un uomo al nigeriano: da quell’istante un altro Napoli.

Il Napoli non ha alcuna intenzione di mollare il sogno Scudetto. La squadra di Spalletti ritrova l’affermazione al Maradona, che mancava da fine gennaio contro la Salernitana, allungando sull’Inter e mantenendosi in scia del Milan dopo una gara tutt’altro che facile – resa più complessa pure dal gran gol di Deulofeu – e che ribalta pure grazie all’aiuto di un pubblico tornato trascinante. Prima di tutto tuttavia c’è l’incisività di Victor Osimhen, salito a 11 gol in campionato (già meglio dei 10 dello scorso campionato) e che abbassa la sua media ad un gol ogni 131′, meglio praticamente di tutti gli attaccanti di massimo livello del nostro campionato se escludiamo i rigori. A questo giro tuttavia Spalletti ha rimediato in corsa con Dries Mertens, subentrato ad inizio del secondo tempo per uno spento Fabian, accantonando il 4-3-3, e avvicinando un uomo al nigeriano: da quell’istante un altro Napoli.

Mertens vicino Osimhen
Troppo piatto la zona centrale del campo a tre, non trovando mai verticalità, e finendo per ingolfare ulteriormente i varchi centrali già resi molto densi dall’Udinese. Innocuo pure l’accentramento di Insigne, molto dentro al campo, per assistere Osimhen: il capitano non ha la fisicità ed i movimenti per agire fra le linee quasi da trequartista centrale. Tutt’altro impatto quello di Mertens, capace di destabilizzare le certezze dell’Udinese, giostrando fra le linee e collegandosi subito ad Osimhen come nello sviluppo del secondo gol.

Le brutte notizie
A partire dall’ammonizione (inesistente, toccando il pallone mentre cade sulla schiena e dopo una deviazione) di Osimhen che, diffidato, salterà la sfida contro gli orobici che per caratteristiche l’avrebbe sofferto molto a campo aperto. Una maledizione quella con i giocatori dell’Atalanta: dopo l’andata, salterà dunque anche il ritorno. Stessa sorte per Rrahmani per un altro tocco di mano, ma a centrocampo, mentre per Giovanni Di Lorenzo è in ansia pure Mancini, ma solo in giornata gli esami strumentali chiariranno l’entità del dolore al ginocchio.

Image:Getty

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