Il match di oggi a San Siro contro il Lecce rappresenta per l’Inter una vera e propria partita trappola, una sfida da non sottovalutare, ancor più della sfida diretta col Napoli di Antonio Conte. Il successo in questa gara consentirebbe ai nerazzurri di rafforzare la vetta della classifica, mantenendo a distanza non solo la squadra di Conte ma anche la Juventus di Massimiliano Allegri, dando un messaggio chiaro sul controllo del campionato. Sul fronte tecnico, mister Cristian Chivu potrebbe cominciare a gestire il turnover per preservare energie preziose soprattutto in vista dei prossimi impegni di campionato e Champions League.
Tra le novità possibili per la formazione nerazzurra c’è la candidatura di Carlos Augusto come terzino sinistro, mentre in attacco si valuta l’inserimento di Pio Esposito. Sui tre difensori centrali, invece, non è ancora certo che venga confermata la stessa linea che ha pareggiato 2-2 contro il Napoli. Tuttavia, questo risultato ha lasciato all’Inter una tegola non da poco: l’infortunio di Hakan Calhanoglu, elemento chiave per Chivu e per tutto il reparto nevralgico della squadra, proprio in un gennaio che si preannuncia infuocato tra campionato e Champions.
La diagnosi sull’infortunio del regista turco, emersa ieri pomeriggio, si è rivelata pesante: non si tratta infatti di un semplice affaticamento, come sperava Cristian Chivu nel post-partita, bensì di un problema serio al polpaccio che terrà il numero 20 lontano dai campi per circa tre settimane. Questo significa quasi certamente cinque partite senza Calhanoglu: dall’impegno interno con il Lecce ai match con Udinese e Pisa in campionato, fino agli appuntamenti cruciali con Arsenal e Borussia Dortmund in Champions League. Un’assenza rilevante per la squadra nerazzurra, soprattutto considerato che si tratta dello stesso tipo di infortunio muscolare che Calhanoglu ha subito un anno fa, con conseguente stop simile.
Chivu punta a riavere il suo regista in campo per il big match di febbraio contro la Juventus, anche se il ritorno potrebbe avvenire solo tra la sfida contro il Sassuolo e quella casalinga con i bianconeri. Intanto, per colmare il vuoto lasciato da Calhanoglu in mezzo al campo, il tecnico rumeno ha due opzioni sul tavolo: Nicolò Barella e Piotr Zielinski. Entrambi hanno già dimostrato di poter ricoprire il ruolo di playmaker, adattandosi con efficacia al centrocampo nerazzurro, ma le loro caratteristiche tecnico-tattiche sono decisamente diverse.
Zielinski, centrocampista polacco, sta acquisendo sempre più continuità soprattutto in fase offensiva, mentre Barella, autentico uomo-ombra del reparto mediano, garantisce intensità e copertura, anche se al momento non sembra attraversare un periodo particolarmente brillante. Sarà quindi compito di Chivu scegliere quale dei due potrà assicurare maggior equilibrio e qualità al centrocampo dell’Inter.
L’assenza di Calhanoglu pesa moltissimo sia per il contributo offensivo, visto che il turco è il secondo miglior marcatore della squadra, sia per la riduzione delle possibilità di rotazione che questo stop comporta. Lo spessore tattico e la capacità di inserirsi nel gioco dell’ex Milan e Leverkusen sono punti fermi nel progetto di Chivu, la cui squadra ora dovrà dimostrare di saper affrontare anche questo periodo delicato senza perdere slancio, a partire dalla sfida interna col Lecce.