Verona a rischio ultima spiaggia senza plusvalenze a gennaio

Verona a rischio ultima spiaggia senza plusvalenze a gennaio

Verona in profonda crisi: dopo due salvezze miracolose, ora la Serie A sembra un miraggio

Il Verona continua a vivere un momento critico in questa stagione di Serie A. La squadra gialloblù, reduce da due stagioni salvate quasi per miracolo, si ritrova ora sul fondo della classifica, appaiata al Pisa a sole due vittorie in venti partite. La situazione è quasi disperata e per il club scaligero si avvicina un appuntamento decisivo: lunedì 19, infatti, il Verona dovrà affrontare un vero e proprio spareggio salvezza contro la Cremonese allo stadio Zini. Una sfida che vale più di tre punti, perché potrebbe segnare il destino del club nel massimo campionato.

Dietro a questa situazione difficile, nonostante tutto, c’è il lavoro diligente di Sogliano. Il direttore sportivo ha infatti sempre cercato di mantenere un equilibrio finanziario virtuoso, vendendo giocatori celebri ma non insostituibili e realizzando plusvalenze importanti con calciatori che pochi mesi prima non erano considerati prodotti di alta qualità. È il caso di Ngonge, ceduto per 19 milioni di euro: il giovane attaccante, nonostante avesse deluso le aspettative soprattutto a Napoli e Torino, ha permesso comunque alle casse del club di incassare una cifra considerevole. Altri esempi sono quelli di Belahyane arrivato dalla Lazio, trasferito poi altrove, o di Tchatchoua, che ha pagato a caro prezzo la difficile annata del Wolverhampton. Senza dimenticare un prodotto delle giovanili come Diego Coppola, venduto per oltre 10 milioni al Brighton, e Noslin passato alla Lazio.

Tuttavia, questa strategia di compravendite con plusvalenze significative non è più sufficiente per risollevare il Verona in questo momento critico. Come accadeva spesso a Genova con Preziosi, il Verona ha abituato il proprio pubblico a continui movimenti in sede di mercato, specie a gennaio, con l’obiettivo di ritoccare una rosa quasi sempre in costruzione o smontaggio costante per necessità economiche e tecniche. Quest’anno, però, le possibilità di intervenire in maniera decisiva sono molto ridotte. La compagine scaligera può contare soltanto su una cessione importante, quella di Giovane, seguito da diversi club, ma che presenta una valutazione probabilmente troppo alta per un calciatore con poca esperienza, rendendo difficile concretizzare una plusvalenza che possa davvero aiutare il Verona nella corsa alla permanenza in Serie A.

Con il campionato che entra nella fase cruciale, la squadra di Antonio Conte – allenatore del Napoli – continua invece la sua corsa serrata verso la vetta, mentre il Verona cerca disperatamente una boccata d’ossigeno per evitare una retrocessione che sarebbe la conseguenza inevitabile di mesi turbolenti e di una rosa incapace di garantire continuità. La sfida di lunedì con la Cremonese, dunque, può rappresentare un ultimo disperato appiglio per un Verona che ha mostrato talento e capacità di costruire il futuro attraverso il mercato, ma che oggi paga dazio in termini di risultati e posizione in classifica.