Esclusiva
Il Napoli, reduce da una serie di infortuni che continuano a condizionare la stagione degli azzurri, cerca di fare quadrato e guardare avanti. Nonostante il recupero di Politano in vista della sfida contro il Como e qualche spiraglio di ottimismo per McTominay, lāemergenza infortuni sembra non dare tregua allāambiente partenopeo. Per fare il punto sulla situazione complessiva e sulle delicate problematiche fisiche che affliggono la squadra, il Professor Enrico Castellacci, Presidente Nazionale dellāAssociazione Medici del Calcio Italiani e medico della Nazionale Italiana dal 2004 al 2018, ha concesso unāintervista esclusiva per analizzare la difficile realtĆ che il Napoli sta affrontando.
āAntonio Conte ha definito questa stagione āassurdaā per quanto riguarda gli infortuni al Napoli. Qual ĆØ il suo punto di vista?ā
āNon cāĆØ dubbio che la stagione degli azzurri sia davvero complicata sotto questo punto di vista. Conte ha ragione: la lista degli infortuni ĆØ lunga e, senza entrare nei dettagli tecnici interni, le cause possono essere molteplici. Spesso si cerca di attribuire la colpa alle metodologie di preparazione atletica, ma nello staff di Conte lavorano professionisti di primissimo piano. Sono certo che, qualora si siano riscontrati problemi, si siano prontamente messi a tavolino per correggerli. Ć un aspetto che va sempre analizzato con cautela.ā
Il tecnico del Napoli sottolinea spesso il problema delle troppe partite da disputare. Lei come lo commenta?
āConte sa fin dallāinizio di dover affrontare un calendario fitto, e il tema delle tante partite ĆØ estremamente serio. Oggi esistono squadre che arrivano a giocarne anche 70 allāanno. Come Presidente Nazionale dellāAssociazione Medici del Calcio ho denunciato questa problematica ripetutamente, coinvolgendo la FIGC, lāUEFA e la FIFA. Purtroppo, però, questi enti hanno dimostrato di non voler intervenire, spesso piegandosi agli interessi economici dominanti nel calcio. Il problema di un calendario sovraccarico ĆØ noto da tempo, ma non ĆØ mai stato realmente affrontato con la necessaria attenzione.ā
Conte ha anche lanciato una frecciata allāAssociazione Italiana Calciatori. Cosa ne pensa?
āLe critiche di Conte nei confronti dei calciatori non mi sembrano rivolte al loro sindacato, che anzi ha condotto una battaglia evidente contro UEFA e FIFA proprio su questo tema. Nessuno può negare che oggi si giochi troppo, indipendentemente dalla squadra. Quando poi succede che un club come il Napoli si porta dietro una serie di infortuni, la rosa si riduce drasticamente e si finisce per sovraccaricare gli stessi giocatori, senza un adeguato recupero. Questo provoca un circolo vizioso, difficilmente spezzabile, dove la mancanza di almeno 3-4 giorni di riposo tra un impegno e lāaltro pesa come un macigno.ā
Si ĆØ parlato anche di un possibile attacco di Conte al proprio staff medico, soprattutto dopo le parole sullāinfortunio di Anguissa, un problema alla schiena difficile da risolvere. Come interpreta questa situazione?
āMi sento sempre in dovere di difendere la professionalitĆ dei medici sportivi, molto spesso sottoposti a critiche ingiuste. Quando tutto va bene, il merito non viene quasi mai riconosciuto, mentre alla prima difficoltĆ si pensa subito a trovare un capro espiatorio. Non credo che Conte – un professionista molto esperto – si lascerebbe andare a contestazioni dirette sul lavoro sanitario svolto dal suo staff. Gestire un calciatore con problemi fisici, soprattutto in momenti delicati della stagione, ĆØ estremamente complicato. Anche i medici corrono dei rischi nel valutare i tempi e i modi del recupero: a volte si indovina, altre volte meno.ā
Sul fronte McTominay, si ĆØ parlato di una riacutizzazione di unāinfiammazione tendinea. Il quadro ĆØ preoccupante?
āNon direi. Non avendo visione diretta degli esami, posso solo ipotizzare che si tratti di una tendinopatia cronica, unāinfiammazione persistente che riguarda il tendine dalla zona glutea destra fino agli ischiocrurali. In questi casi, anche un minimo sovraccarico o uno stato di affaticamento possono far ripresentare i sintomi, costringendo il giocatore a fermarsi temporaneamente. Se la squadra dispone di una rosa ampia e ricca di alternative, questo tipo di problemi si può gestire meglio. Altrimenti, si obbliga lāatleta a giocare comunque in situazioni borderline, con i rischi che ne conseguono.ā
Per quanto riguarda Gudmundsson, infortunato alla Fiorentina, il referto esclude lesioni capsulo-ligamentose acute alla caviglia sinistra. Come valuta questo tipo di diagnosi?
āĆ certamente un segnale positivo. Nelle distorsioni alla caviglia il problema principale nasce quando si registrano danni importanti ai legamenti o alla capsula articolare. Lāassenza di lesioni gravi indica che i tempi di recupero potrebbero non essere troppo lunghi, permettendo al giocatore di tornare in campo con una buona prospettiva.ā
La gestione del turnover sembra sempre più indispensabile. Il modello adottato da Chivu è indicativo?
āSenza ombra di dubbio. Lāaumento delle rose e la possibilitĆ di effettuare più cambi in partita hanno favorito un approccio più ragionato al turnover. Nei casi in cui la rosa ĆØ numerosa e i calciatori sono sani, ruotare e preservare i giocatori diventa un arma strategica fondamentale. Ogni allenatore dovrebbe puntare a questo. Detto ciò, va considerato che non tutte le squadre possono far fronte agli infortuni come lāInter, che fino ad ora ĆØ stata più fortunata sotto questo aspetto rispetto al Napoli.ā