Ballardini: “Arbitri influenzano. Gasp? Oltre è peccato”

Ballardini: "Arbitri influenzano. Gasp? Oltre è peccato"

Davide Ballardini, intervenuto ai microfoni di Radio TuttoNapoli, ha affrontato con serenità e lucida analisi il tema caldo delle polemiche arbitrali che da settimane tengono banco nel campionato di Serie A. Il tecnico, noto per la sua esperienza nel massimo campionato italiano, ha mostrato un approccio pragmatico rispetto alle numerose discussioni alimentate anche dalle recenti dichiarazioni di Daniele De Rossi.

“Non sono uno che ama commentare le decisioni degli arbitri, non è mai stata una mia abitudine e, sinceramente, non è una priorità per me”, ha spiegato Ballardini. “Tuttavia, osservando i campionati esteri come quello inglese, tedesco, francese o spagnolo, si nota una tendenza diversa. I direttori di gara tendono a lasciar correre più spesso il gioco, con meno fermi e interruzioni. Da noi invece c’è una sensibilità maggiore verso i dettagli, un’attenzione quasi maniacale su certi episodi che altrove magari non sarebbero rilevati”.

Secondo l’allenatore, il confronto con le best practice europee evidenzia come in Italia il ritmo del gioco spesso venga spezzettato da molte decisioni arbitrali, alimentando così anche un dibattito mediatico molto acceso che raramente si riscontra nelle altre leghe. “È un dato di fatto che nel nostro calcio si parli più spesso di arbitri, proprio per questa maggiore attenzione alle singole situazioni. Personalmente, continuo però a pensare che qualunque decisione l’arbitro prenda, anche se si grida al “grave errore”, va comunque accettata ed è parte integrante del gioco”, ha aggiunto Ballardini.

Il clima intorno agli arbitri resta particolarmente complesso, complici alcuni episodi recenti che hanno scatenato indignazione e discussioni. “Siamo in un periodo delicato: certe decisioni hanno suscitato molto clamore – ha dichiarato – ma a volte si rischia di “andarle a cercare” con critiche forse inutili. Nessuno nega che migliorare l’arbitraggio sia fondamentale, ma anche i calciatori e le squadre devono imparare ad affrontare meglio i momenti di gioco sospesi o le scelte arbitrali. Guardando agli altri Paesi, il gioco è più fluido e dinamico, con meno interruzioni e meno discussioni sul direttore di gara”.

Non poteva mancare il riferimento alle parole di Gian Piero Gasperini, che nei giorni scorsi ha sollevato dubbi circa l’impiego di ex arbitri da parte di alcuni club per ottenere “vantaggi” legati al VAR. Ballardini ha offerto una lettura più equilibrata: “Se una società assume un ex arbitro, secondo me lo fa esclusivamente per educare i propri giocatori. Non si tratta di ‘furbate’ o scorrettezze, ma di fornire strumenti d’interpretazione attraverso riunioni tecniche e momenti di confronto”.

Il tecnico ha spiegato: “Ho vissuto personalmente queste situazioni, lavorando in società che si avvalevano della collaborazione di ex fischietti. Questi professionisti aiutavano la squadra a comprendere meglio certi atteggiamenti arbitrali, quali situazioni privilegiano, come gestire rapporti con direttori di gara più aperti al dialogo o con altri più rigidi. Tutte indicazioni che servono a preparare al meglio i calciatori alla gestione delle fasi delicate della partita”.

Ballardini ha però sottolineato che oltre questo confine etico non si deve andare: “Se si ipotizzano altri scopi, allora si entra in un terreno gravemente compromettente e io personalmente non ci penso nemmeno. La nostra passione per il calcio ci spinge a voler vivere questo sport nella sua purezza, e quindi mai vorrei immaginare che questi strumenti vengano usati in modo scorretto”.

In un campionato di Serie A sempre più sotto i riflettori e con il Napoli di Antonio Conte protagonista nelle sfide più importanti, il tema arbitrale rimane un tema delicato da affrontare. Le parole di Ballardini offrono spunti di riflessione utili per comprendere meglio la complessità del ruolo degli arbitri e dell’utilizzo del VAR, in un contesto che richiede gioco più fluido e meno tensioni tra tecnici, giocatori e direttori di gara.

In conclusione, il messaggio è chiaro: il calcio italiano deve cercare di migliorare l’interpretazione delle regole e la gestione delle partite, ma senza cadere nella spirale delle polemiche continue. Il rispetto per il lavoro degli arbitri, così come la preparazione tecnica delle squadre, deve andare di pari passo per garantire uno spettacolo sportivo di qualità e trasparente.