Di Canio critica Serie A e Kelly: “Pisa 0-0 da ciechi”

Di Canio critica Serie A e Kelly: "Pisa 0-0 da ciechi"

Dal primo turno dei playoff europei emerge un quadro preoccupante per il calcio italiano, e a sottolinearlo con forza è stato Paolo Di Canio, ospite a Sky Sport. L’ex calciatore non ha risparmiato critiche dure, mettendo in discussione la percezione che si ha del nostro movimento calcistico. “Lasciamo stare la Premier League, che è proprio un’altra categoria,” ha esordito Di Canio. “Anche con le altre squadre europee vale lo stesso discorso: il Qarabag ha battuto il Barcellona, ma nessuno sostiene che il campionato azero sia il più forte del mondo.”

Il nodo centrale della riflessione riguarda il gap che le italiane hanno mostrato in Europa: “Abbiamo la percezione di essere fenomenali, e poi prende 6 gol dal PSV. Immaginavamo che il Napoli potesse fare strada in Champions League, invece è stato travolto da una squadra che ha fatto appena 3 punti nel girone con il Napoli stesso, e soli 5 punti nelle altre 7 partite. L’Inter, che ha raggiunto la finale con il PSG, ha incassato 5 gol, e avrebbe potuto subirne anche 10.”

Di Canio si è soffermato anche su alcune scelte di mercato e sulla narrazione che circonda certi giocatori, prendendo come esempio l’arrivo di Malen alla Roma: “Ha 27 anni e nessuno se l’è mai filato davvero. Lo abbiamo visto nelle coppe con il Dortmund, dove era poco più di un riserva, diciamo un co-titolare. All’Aston Villa era riserva di giocatori più forti come Watkins e Rodgers. Arriva alla Roma, segna 5 gol in 5 partite, e all’improvviso lo si paragona a Vialli? Fratellone mio, un bacio al cielo, ma mi dispiace che abbiano usato quel nome.”

Il discorso si è allargato alla percezione del campionato italiano, con Di Canio che ha tagliato corto su alcune retoriche: “Sento dire che è difficile andare a giocare a Pisa. Ma come si fa? Il Pisa ha segnato appena 2 gol in 12 partite in casa. Se giochi alla cieca a Pisa, finisce 0-0. La narrazione vuole che i giocatori italiani siano forti, adatti al City e a squadre top, ma chi? I calciatori italiani sono 15 anni che in Europa non vengono più presi, evidentemente non li ritengono all’altezza. Poi si dice: ‘Eh, ma il nostro campionato è tatticamente superiore…’. Ma allora gli altri sono ignoranti? Noi studiamo alla Normale di Pisa e gli altri no?”

Non ha risparmiato critiche nemmeno agli allenatori, nella loro gestione comunicativa, con una stoccata particolare rivolta ad Antonio Conte, attuale tecnico del Napoli, anche se nel discorso Di Canio ha fatto riferimento a Luciano Spalletti in modo implicito. “Conte dice ‘Kelly non sa neanche lui quanto sia forte!’, ma in realtà è un tonno. In senso buono, eh, è un bravissimo ragazzo, ma non esiste questa narrazione che porta a pensare che Kelly possa diventare un centrale della Juventus che magari vince campionato e Champions League. Certo, a volte lo si fa per stimolare i calciatori, ma poi ti capitano prestazioni come quella di Istanbul e ti ammazzano, proprio come è successo con Cambiaso.”

Il messaggio di Di Canio è chiaro: serve un cambiamento di mentalità e una maggiore consapevolezza dei reali valori del calcio italiano, a fronte degli evidenti segnali di un ritardo strutturale rispetto alle principali potenze europee. Le parole dell’ex attaccante invitano a un’analisi critica e senza ipocrisie, in un momento in cui la Serie A deve ritrovare credibilità e competitività non solo sul mercato, ma soprattutto in campo europeo.