Le polemiche sull’arbitraggio di Daniele Chiffi in Atalanta-Napoli non si spengono nemmeno a distanza di un giorno dal fischio finale. L’episodio che più infiamma gli animi riguarda le decisioni prese durante un match che, fino a un certo punto, era scivolato via senza particolari tensioni, con entrambe le squadre in campo a giocare un calcio pulito e poco falloso. A fare chiarezza sulle dinamiche arbitrali ci ha pensato Antonio Iannone, ex arbitro e oggi opinionista, intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli.
«Gli episodi valutati male», ha spiegato Iannone, «influiscono inevitabilmente sulla prestazione complessiva dell’arbitro. In una partita con un coefficiente di difficoltà medio, come quella vista tra Atalanta e Napoli, la credibilità dell’arbitro viene meno se vengono commessi errori in momenti chiave, anche quando i falli fischiati erano meno di venti e la partita sembrava scorrere tranquillamente».
Il primo episodio controverso riguarda il contatto in area tra Hojlund, l’attaccante azzurro, e un difensore della Dea. L’arbitro Chiffi assegna un calcio di rigore e ammonisce l’intervento del difensore, ma è l’intervento del VAR a sollevare dubbi. «Personalmente», ha sottolineato Iannone, «il VAR dovrebbe entrare in gioco solo con una simulazione evidente o un errore evidente dell’arbitro. In questo caso Hojlund non simula, e la revisione al monitor, durata pochi secondi e basata su un’unica inquadratura, non è stata sufficiente a prendere una decisione realmente consapevole».
Di fronte a questa dinamica, il protocollo richiede che il VAR selezioni diverse angolazioni per avere una panoramica piena dell’episodio. «Se si mostra all’arbitro solo un’immagine simile a quella vista in campo», ha aggiunto Iannone, «è difficile cambiare idea, perché anche per responsabilità serve una visione completa al fine di rivalutare l’episodio in modo corretto».
Ancora più controverso è stato il secondo episodio: il gol annullato al Napoli. Qui la situazione si complica ulteriormente, con Iannone che esprime la propria amarezza. «L’azione del gol si sviluppa in un’area molto complicata per l’arbitro, vicino alla linea di fondo, e in questi casi il supporto dell’assistente è fondamentale. Le indicazioni date da Gianluca Rocchi, responsabile della sezione arbitrale, sono chiare: nelle situazioni dubbie bisogna lasciar correre e intervenire in seguito, se necessario, attraverso il VAR. Chiffi lascia proseguire l’azione, ma fischia un fallo dopo che il gol è stato segnato».
«A questo punto», prosegue Iannone, «il VAR avrebbe potuto richiamare l’arbitro al monitor, applicando lo stesso principio adottato nel caso del rigore. Non è successo, e si tratta di un errore grave che coinvolge non solo l’arbitro ma soprattutto il VAR. Se un principio vale in un caso, lo deve valere anche negli altri».
Si apre così il dibattito su eventuali provvedimenti nei confronti di Chiffi e del VAR. «Se non emergono nuovi elementi dall’analisi di Open VAR», ha concluso Iannone, «credo che il fischietto e i collaboratori possano essere fermati per qualche tempo, come già accaduto in passato. Questa pausa può essere utile per ritrovare serenità e riflettere sulle valutazioni tecniche effettuate».
Danno e malumore non riguardano solo il singolo episodio, ma indicano una crisi più profonda legata all’arbitraggio in Serie A. «La componente federale deve prendere atto della situazione», ha spiegato Iannone, «la classe arbitrale sta attraversando un momento difficile, anche a livello dirigenziale. Gli arbitri hanno necessità di serenità e di una guida istituzionale forte. Senza questo equilibrio, gestire partite così intense diventa impresa ardua».
Un quadro complessivo che preannuncia cambiamenti importanti nel prossimo futuro: «Nei prossimi mesi potrebbe esserci una vera e propria svolta, forse addirittura prima dell’estate», ha concluso Iannone, certificando quindi l’urgenza di un intervento deciso nei vertici arbitrali per cercare di riportare equilibrio e certezza in un campionato, come la Serie A, sempre più sotto i riflettori.