Un episodio curioso, che ha fatto rapidamente il giro dei social e acceso un acceso dibattito tra i tifosi della Serie A: Manuel Locatelli, capitano della Juventus, è finito al centro delle polemiche per una semplice cena a Firenze. In un giorno di riposo concesso da Gennaro Gattuso, il tecnico della Nazionale, Locatelli ha scelto di passare la serata in compagnia di un gruppo di compagni azzurri, ma soprattutto di calciatori dell’Inter, club storico rivale in Serie A. Alla tavolata, oltre a Locatelli e Guglielmo Vicario — anch’egli sul taccuino dei nerazzurri — c’erano infatti nomi di spicco come Alessandro Bastoni, Federico Dimarco, Nicolò Barella e Pio Esposito, tutti pronti a rituffarsi negli impegni con la Nazionale.
La reazione dei tifosi bianconeri non si è fatta attendere, generando uno “scontro social” che ha però trovato una netta linea di demarcazione nelle opinioni degli addetti ai lavori. Tra questi, spicca quella di Gianni Balzarini, giornalista esperto di Juventus, che ha voluto smorzare i toni intervenendo sul suo canale YouTube. “Si è scatenato un putiferio, ma davvero pensate che Rivera e Mazzola non si frequentassero? O che Graziani e Scirea, se si incontravano per strada a Torino, non si salutassero o non bevessero un caffè insieme? E Bettega e Pulici sicuramente non si sputavano in faccia, vero? Sono domande retoriche, ma voglio far capire che non c’è bisogno di alimentare divisioni basate solo sul tifo”, ha sottolineato.
Balzarini ha evidenziato una realtà spesso dimenticata nello sport professionistico: “Dobbiamo uscire dall’idea del tifoso che se due calciatori militano in squadre avversarie allora non possono avere rapporti di amicizia. Amicizia forse è una parola forte, ma almeno la possibilità di una convivialità, di una cena insieme, di un incontro tra persone che condividono la Nazionale. È probabile che in quel gruppo Locatelli abbia preferito unirsi a loro piuttosto che ad altri compagni come Cambiaso o Gatti, magari per scelte di affinità personali. Che dovrebbero fare, quindi? Uscire solo i juventini da una parte, gli interisti dall’altra, i milanisti in un altro tavolo e Politano da solo?”
Il giornalista non nasconde il suo stupore di fronte alla polemica: “Davvero pensate che, di fronte alla rivalità storica tra tifoserie, ci sia lo stesso odio tra i calciatori? Non è mai stato così. Certo, ci possono essere antipatie singole o rivalità nel gruppo squadra o tra diverse società, ma nella stragrande maggioranza dei casi parliamo di colleghi di lavoro. Professionisti che non vivono il calcio come i tifosi. Montare tutto questo caos perché un giocatore va a cena con altri colleghi, anche se di club rivali come l’Inter, è semplicemente fuori dal mondo.”
Questa vicenda, entrata rapidamente nel dibattito sul rapporto tra rivalità sportive e relazioni personali tra giocatori di Serie A, getta luce sulla complessità di una realtà sempre più professionale, lontana dalla passione esasperata che si respira sugli spalti. Manuel Locatelli ha semplicemente sfruttato un momento di relax per condividere un pasto con colleghi della Nazionale, un gesto che in campo non altera la competitività ma anzi rappresenta la normalità nella vita quotidiana di molti big del calcio italiano.