Serie A a 16 squadre: la proposta di ADL dopo il flop Mondiale

Serie A a 16 squadre: la proposta di ADL dopo il flop Mondiale

Cronaca Sportiva

Un nuovo modello per la Serie A, capace di rilanciare il calcio italiano. È questa la proposta avanzata da Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che torna a puntare decisa su una riforma drastica: ridurre il numero di squadre a 16 e garantire più tempo prezioso alle Nazionali per preparare le competizioni internazionali. Una soluzione che potrebbe spezzare la spirale di difficoltà in cui è entrato il nostro calcio, tra risultati altalenanti e un evidente calo di competitività a livello globale.

Il progetto prevede di tagliare ben 8 partite dal calendario della Serie A, un format che non è nuovo alla storia del campionato italiano. Infatti, la Serie A ha già vissuto due lunghi periodi con 16 partecipanti: dal 1934 al 1943 e dal 1967 al 1988. Questo format, secondo De Laurentiis, permetterebbe di alleggerire il calendario, dando maggiore respiro alle squadre e soprattutto alle Nazionali che spesso sono costrette a preparare i grandi appuntamenti in poco tempo tra le fatiche dei club.

Risalendo agli anni Sessanta, la riduzione delle squadre da 18 a 16 nel 1967 fu una risposta dura e immediata alle delusioni sportive vissute dal nostro calcio. Dopo la clamorosa eliminazione ai Mondiali del 1966 in Inghilterra, dove l’Italia di Edmondo Fabbri venne estromessa alla fase a gironi per mano della Corea del Nord, si decise di prendere provvedimenti drastici. La prima mossa fu la chiusura del campionato agli stranieri a partire dalla stagione 1966/67. Meno stranieri significava quindi meno qualità e meno competitività, e la conseguenza diretta fu la riduzione del numero delle squadre partecipanti a 16.

Il bilancio in campo non fu però negativo come si temeva. Si iniziò la ripresa con il trionfo europeo del 1968 e la storica finale mondiale persa in Messico nel 1970 contro il Brasile. Gli anni Settanta portarono ad altre soddisfazioni: il quarto posto ai Mondiali in Argentina nel 1978, prima del capolavoro mondiale nel 1982. È significativo sottolineare che nel frattempo, dal 1970, gli stranieri tornarono nel campionato italiano, contribuendo a innalzare ulteriormente il livello tecnico delle squadre.

Si arrivò così alla fine degli anni Ottanta con un movimento in crescita; l’ultimo campionato a 16 squadre fu la stagione 1987/88, quella in cui il Milan di Arrigo Sacchi – oggi ottantenne – dominò la scena conquistando il suo 11° scudetto, riuscendo a battere il Napoli di Diego Maradona in una rimonta che ancora oggi viene ricordata come una delle più emozionanti della storia del calcio italiano. Da quella stagione in poi, la Serie A tornò a gradualmente espandersi prima a 18 e poi all’attuale formato a 20 squadre dal 2004, formato che molti oggi mettono in discussione alla luce delle nuove sfide sportive e organizzative.

La proposta di De Laurentiis, pertanto, si inserisce in un solco storico ben preciso, che ha già mostrato come un sistema a 16 squadre possa non solo migliorare la qualità tecnica, ma anche aiutare la Nazionale, in particolar modo in vista dei prossimi Europei e Mondiali. In un calcio italiano alla ricerca di una nuova identità e competitività, soprattutto dopo stagioni in cui la Serie A ha faticato a imporsi nelle coppe europee e ha visto diminuire il proprio prestigio internazionale, questa potrebbe essere la svolta.

Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, è da tempo focalizzato su un lavoro di alto livello che ha permesso ai partenopei di tornare a lottare al vertice della Serie A, dimostrando che squadre italiane competitive su tutti i fronti sono ancora possibili. Un calcio più snello e competitivo, con più spazio alle Nazionali e meno partite estenuanti, sarebbe d’aiuto anche ai club come il Napoli, che mirano a un equilibrio tra successo nazionale e ambizione europea.

L’idea di tornare a una Serie A a 16 squadre, quindi, non rappresenta solo un ritorno al passato, ma un possibile modello per costruire un futuro più solido e vincente per il calcio italiano.