Massimiliano Rosolino, ex nuotatore olimpionico e volto noto dello sport italiano, ha espresso il suo pensiero sul delicato momento del calcio nazionale durante un’intervista rilasciata a Napoli Magazine. Il riferimento ĆØ diretto alle recenti dichiarazioni di Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC dimessosi in seguito alla clamorosa esclusione dellāItalia dai Mondiali 2026.
Rosolino ha iniziato con unāammissione di dispiacere: “Ho visto tanti sportivi che ci sono rimasti male e ci può stare. Prima di rispondere alla provocazione, dico che mi dispiace che la nostra Nazionale abbia fatto una brutta figura”. Parole che fotografano un momento di grande delusione per il calcio italiano, messo in discussione come mai prima dāora.
Lāex campione azzurro ha poi voluto difendere lo spirito del mondo dilettantistico, mettendo in luce il distacco tra questa realtĆ e la nazionale di calcio: “Uno vince perchĆ© ci crede, cosa che il calcio con la Nazionale non ha fatto. La Nazionale passa in secondo piano, puoi metterci anche i migliori allenatori del mondo, ma se i calciatori non si allenano insieme, non puoi farci niente”. Unāaffermazione che sottolinea come il gruppo e la coesione siano elementi fondamentali per qualsiasi successo sportivo, caratteristiche che sono mancate allāItalia in questa drammatica eliminazione.
Rosolino ha poi fatto riferimento alla sfida giocata contro la Bosnia-Erzegovina, una squadra “agguerrita” e favorita dal fattore campo: “Lo stadio era avverso, ma non può essere una giustificazione”. Nel calcio come nello sport dilettantistico, ha spiegato, si impara ad accettare la sconfitta e a ripartire senza cercare alibi.
Rispondendo alle critiche sul difficile clima dello stadio bosniaco, Rosolino ha ricordato con un sorriso un episodio più leggero: “Mia figlia ha guardato Potenza-Latina, avevano uno stadio bello, ma stiamo parlando della Nazionale italiana e i calciatori che hanno giocato sono anche qualificati. Donnarumma ha fatto delle cose eccellenti, bisogna accettare la disfatta e tornare a lavorare”.
In questo contesto di crisi e riflessione, il ruolo dellāallenatore Antonio Conte appare centrale. Il tecnico azzurro, chiamato a rinvigorire una squadra ferita, dovrĆ lavorare non solo sul piano tecnico, ma anche su quello della mentalitĆ e del gruppo, per riportare la Nazionale Italiana a competere ad alti livelli internazionali.
Il messaggio di Rosolino si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di una riforma profonda che parta dal settore giovanile e dal calcio dilettantistico, vera linfa vitale per il movimento azzurro. Solo attraverso un impegno costante e condiviso sarà possibile evitare ulteriori delusioni e rilanciare il calcio italiano verso un futuro di successi.