Allo Stadio Olimpico, la Lazio frena e incassa il primo pareggio dopo tre vittorie di fila: finisce 1-1 contro un Parma cinico e compatto, grazie al quarto gol stagionale di Tijjani Noslin che risponde al vantaggio firmato da Delprato nel primo tempo. Un risultato che lascia l’amaro in bocca ai biancocelesti, costretti ad accontentarsi di un punto nel confronto con gli emiliani.
Subito dopo il fischio finale, è intervenuto in conferenza stampa il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, per analizzare la prestazione della squadra e rispondere alle domande dei cronisti. “Con l’atteggiamento del Parma, che ha adottato un 5-3-2 molto chiuso negli ultimi trenta metri – ha spiegato Sarri – la chiave è evitare di prendere gol. A 20 minuti dalla fine, sullo 0-0, la concentrazione difensiva poteva calare e purtroppo siamo andati sotto. Noi stessi abbiamo delle responsabilità nel primo tempo, perché abbiamo giocato sempre palla addosso e contribuito a facilitare la loro fase difensiva, senza movimento senza palla. Nel secondo tempo invece siamo saliti di ritmo, abbiamo creato occasioni per vincere ma i poco più di 23 minuti di gioco effettivo non ci hanno certo aiutato”.
La domanda sulla panchina della nazionale, spesso vista come un riconoscimento alla carriera, ha suscitato da parte di Sarri una risposta condita da ironia. “No, non la vedo così – ha dichiarato – anzi, nemmeno so chi sia il presidente federale attuale. Mi è sembrato quasi che mi dicessi che sono vecchio (ride, ndr). È qualcosa a cui non ho mai pensato, sto facendo un lavoro che mi piace e quindi non ci bado troppo”.
Riguardo alle critiche di una possibile squadra svogliata, Sarri ha voluto chiarire: “No, nel secondo tempo non è stato così. Al 96’ nessuna squadra avrebbe giocato a quella velocità. È vero, nel primo tempo siamo stati più lenti, ma con tutte le difficoltà di questo momento è comprensibile. Se dovessi indicare una lista di giocatori imprescindibili in questo periodo, oggi nessuno degli elementi chiave (Provedel, Gila, Zaccagni, Rovella) era in campo. Abbiamo fatto 10 punti nelle ultime quattro partite e non stiamo andando male”.
Il tecnico ha anche aggiornato sulle condizioni degli infortunati: “L’ultimo controllo su Zaccagni ha dato segnali abbastanza positivi, Bergamo sembra un recupero certo e spero di averlo presto a disposizione in piena forma. Patric sta diventando un giocatore importante e potrebbe tornare nei prossimi nove giorni. Gila invece soffre di un’infiammazione al tendine rotuleo, che è difficile da valutare per via delle ricadute. Speriamo sia un problema di breve durata. Gli uomini più vicini al rientro sono dunque Patric e Zaccagni”.
Spazio adesso ai giovani: “Su Daniel Maldini sono soddisfatto del suo percorso – ha spiegato Sarri – anche perché si è trovato in una situazione complicata, ma non dobbiamo dimenticare che questa squadra ha conquistato 21 punti in trasferta, con vittorie importanti come quelle a Milano col Milan e a Bologna, e un pari a Napoli. Ratkov invece è ancora un gradino sotto agli altri, ha tutte le attenuanti del mondo. Anche campioni han vissuto mesi difficili cambiando campionato. Lo valuteremo settimana per settimana e lo lanceremo quando darà segnali positivi. Con me non può comunque giocare da esterno”.
Infine, sulla questione rotazioni e scelte in vista delle prossime partite, Sarri ha specificato: “Venendo da un periodo con poche alternative, sono più propenso a valutare le condizioni di tutti i giocatori partita per partita, più che ad applicare rotazioni prefissate. Cataldi oggi è rientrato, Basic è stato utilizzato con parsimonia, mentre Patric è uscito per un problema. Se Patric è quello visto nelle ultime due gare e Basic quello di novembre, meritano di essere considerati. Le garanzie non bastano da sole se non c’è forma fisica, quindi stiamo valutando tutto con attenzione”.
Con questo pareggio la Lazio spezza la sua striscia positiva e si prepara a un finale di stagione intenso e pieno di insidie. L’allenatore resta fiducioso, ma l’attenzione meglio concentrata sarà fondamentale per non perdere terreno, soprattutto in un campionato di Serie A così equilibrato come quello attuale.