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Il Milan esce ancora una volta sconfitto dal Napoli di Antonio Conte, incapace di incidere in attacco e di trovare la via del gol contro una difesa azzurra solida e ben organizzata. Al Maradona sono stati Nkunku e Fullkrug a partire titolari insieme per la prima volta in stagione, ma l’inedita coppia offensiva non è riuscita a dare la scossa necessaria per invertire il risultato. Nel post partita, l’allenatore rossonero Massimiliano Allegri ha adottato un approccio prudente, cercando di minimizzare i problemi, ma i numeri parlano chiaro e pesano come un macigno.
Analizzando infatti lo storico delle prime punte del Milan degli ultimi anni, la crisi realizzativa appare ancor più preoccupante. La stagione in corso vede Rafael Leao come miglior marcatore della rosa rossonera in campionato, con 9 gol all’attivo, un bottino che difficilmente raggiungerà il suo record personale della scorsa annata, fermo a 15 gol. Per fare un confronto, quel numero di gol segnati in un singolo campionato è stato la cifra toccata da Olivier Giroud nell’attuale stagione 2023/2024 e da Zlatan Ibrahimovic nel 2020/2021, stagione in cui lo svedese raggiunse quei 15 gol in sole 19 presenze.
Tra le varie stagioni, si sono susseguiti attaccanti come Cutrone, Piatek, Rebic e Pulisic, che però non sono mai riusciti a superare quella soglia in maniera costante, confermando le difficoltà strutturali del Milan nell’avere un bomber affidabile e prolifico come nei grandi cicli passati. Il record moderno del periodo post-2015 per la miglior prestazione realizzativa in un singolo campionato resta saldamente nelle mani di Carlos Bacca: l’ex attaccante colombiano, in una stagione di alto livello, mise a segno ben 18 gol, un traguardo da allora irraggiungibile per le punte rossonere.
Se si vuole ambire a cifre simili a quelle dei top bomber europei, bisogna guardare ancora più indietro nel tempo. L’ultimo a superare la soglia dei 20 gol in Serie A con la maglia del Milan è stato Zlatan Ibrahimovic nella stagione 2011/2012, quando mise a segno 28 reti in 32 partite, dimostrando tutta la sua caratura di campione e trascinatore. Da allora, nessun centravanti rossonero è riuscito a replicare un rendimento del genere, segno di una fragilità offensiva su cui il Milan sta ancora lavorando senza riuscire però a colmare il gap con le altre big della Serie A e con squadre attualmente dominanti come il Napoli di Conte.