La Serie A continua a mostrare un volto poco incline alla valorizzazione dei giovani under 21, confermandosi un campionato dove l’esperienza prevale nettamente sulla freschezza giovanile. È quanto emerge chiaramente da un’analisi condotta dal CIES, Centro di Ricerca sullo Sport, che ha monitorato il minutaggio degli under 21 nelle principali cinque leghe europee. L’Italia fatica a competere in questa speciale classifica: tra le big, solamente il Parma figura tra le prime venti squadre per minuti giocati dai giovani talenti.
Se si focalizza l’attenzione esclusivamente sul nostro campionato, il quadro resta chiaro e senza grandi sorprese. I club che maggiormente impiegano under 21 sono spesso squadre che lottano per non retrocedere, come Parma, Cagliari e Hellas Verona, rispettivamente prima, seconda e terza in questa particolare graduatoria. Dalle grandi realtà emerge invece un chiaro segnale di scarsa fiducia nei giovani. La Juventus, pur retrocessa a quarto posto tra chi concede spazio ai più giovani, guida comunque questo gruppo di big. A seguire Lazio e Inter, con percentuali di utilizzo davvero contenute. Il dato più emblematico riguarda però il Napoli: 0%, il che significa nessun giovane under 21 ha avuto minuti in campionato sotto la guida di Antonio Conte.
La graduatoria completa racconta di questa realtà con precisione:
1. Parma – 9,5%
2. Cagliari – 8,6%
3. Hellas Verona – 7,5%
4. Juventus – 5,9%
5. Bologna – 5,5%
6. Como – 5,4%
7. Atalanta – 5,2%
8. Udinese – 5,1%
9. Lecce – 4,9%
10. Genoa – 4,5%
11. Roma – 4,0%
12. Cremonese – 3,9%
13. Fiorentina – 3,7%
14. Milan – 3,2%
15. Torino – 3,1%
16. Sassuolo – 2,3%
17. Pisa – 2,3%
18. Inter – 0,8%
19. Lazio – 0,4%
20. Napoli – 0,0%
È evidente come la Serie A, nonostante i proclami e le strategie di molte società, fatichi ancora a trasformarsi in un campionato di lancio per i giovani. Ne deriva una tendenza che vede il campionato italiano meno fertile rispetto ad altre realtà europee per quanto riguarda lo sviluppo dei talenti under 21, con importanti implicazioni anche per la crescita della nazionale italiana.
Il Napoli, allenato da Antonio Conte, si distingue in modo negativo in questo contesto: è l’unica grande squadra a non aver concesso neanche un minuto di gioco a un giocatore under 21, sintomo di una gestione tecnico-tattica che punta prevalentemente su calciatori esperti. Lazio e Inter, pur impiegando qualche giovane, seguono questa linea con percentuali ridotte. I dati evidenziano dunque una pesante mancanza di ricambio generazionale nelle formazioni più importanti del nostro calcio.
Il difficile equilibrio tra competitività immediata e scommessa sul futuro sembra ancora pendere a favore della prima. Una realtà che impone riflessioni profonde sul modello di sviluppo dei giovani talenti nel nostro massimo campionato, se si vuole veramente riportare la Serie A su un percorso di crescita sostenibile e allineato alle migliori realtà europee.