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Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, in una recente intervista ha affrontato temi caldi riguardanti la stagione degli azzurri, analizzando con luciditĆ il rendimento della squadra guidata da Antonio Conte e le difficoltĆ incontrate in questo campionato di Serie A.
Lo Scudetto ĆØ ormai un affare dellāInter? Secondo lei il Napoli poteva fare di più in questa stagione?
Saccone ĆØ netto: “Quando si ottengono risultati, gran parte del merito va allāallenatore; quando non si raggiungono gli obiettivi, la responsabilitĆ maggiore ĆØ sempre sua e del suo staff. Ć innegabile che senza la lunga serie di infortuni il Napoli avrebbe avuto concrete possibilitĆ di bissare lo scudetto vinto lo scorso anno. Oltre alla sfortuna e agli imprevisti, però, qualche responsabilitĆ sulla gestione degli infortuni va riconosciuta anche a Conte e al suo staff. Dunque, posso affermare che il Napoli avrebbe potuto certamente fare molto di più.”
Le assenze pesanti e la gestione di un organico solitamente virtuoso in termini di tenuta fisica sono stati argomenti al centro della discussione, sottolineando come le difficoltĆ non siano soltanto frutto del caso, ma anche di fattori tecnici e gestionali.
Qualora Antonio Conte lasciasse il Napoli, chi vede come possibile sostituto ideale sulla panchina azzurra?
Risponde Saccone con una riflessione lucida sullāambiente napoletano, che richiede non solo capacitĆ tecniche ma anche grande adattabilitĆ e passione: “Ci sono molti allenatori validi in circolazione, ma Napoli ĆØ un contesto particolare, dove serve un entusiasmo infinito e il giusto spirito di adattamento. Mi piace lāidea di Fabregas come tecnico, perchĆ© credo abbia le idee giuste per guidare questo gruppo, anche se mi sembra difficile che lasci Como. Un altro profilo interessante ĆØ Simone Inzaghi, che seguo con attenzione e penso potrebbe essere adatto al Napoli.”
Due indicazioni importanti che mostrano come Saccone punti su allenatori preparati, pronti a confrontarsi con le pressioni di una piazza esigente e affamata di successi.
E per quanto riguarda la Nazionale Italiana, da chi dovrebbe ripartire il commissario tecnico?
Qui lāex preparatore atletico dĆ un consiglio preciso: “Io proverei ancora con Claudio Ranieri. Forse un anno lontano dalla panchina gli ha ridato la voglia e la motivazione giuste. Però credo che il problema non sia soltanto la scelta dellāallenatore.”
Secondo Saccone, il vero nodo da risolvere risiede nella mentalitĆ dei giocatori: “Bisogna cambiare la testa di chi viene convocato in azzurro. Devono comprendere meglio lāimportanza e il valore di indossare la maglia della Nazionale.”
Il messaggio ĆØ chiaro e diretto: rappresentare lāItalia ĆØ un onore enorme, ma anche una responsabilitĆ che va onorata con dedizione e rispetto. Saccone conclude cosƬ:
“Chi veste la maglia azzurra ha lāobbligo morale di essere un esempio per il paese e per le future generazioni. Deve mostrare volontĆ di soffrire e di raggiungere obiettivi per il nome di tutti, dimostrando di essere i migliori sul campo, non chi sfoggia il tatuaggio più “cool” o lāautomobile più lussuosa. Non ĆØ una critica sterile, ma il richiamo a non dimenticare mai che essere convocati in Nazionale ĆØ un privilegio che va ricambiato con umiltĆ .”