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Durante la trasmissione MaracanĆ su NEWS Radio, il giornalista sportivo Franco Piantanida ha fornito una lettura critica e approfondita sulle vicende più calde del campionato di Serie A e sullāattuale contesto arbitrale italiano.
Il caso Rocchi e le tensioni nel mondo arbitrale
Piantanida definisce la situazione che ha coinvolto la classe arbitrale un vero e proprio scontro interno: āMi sembra che siamo entrati allāinterno di una vera e propria guerra fra arbitri. Parlare di āCalciopoli 2ā sarebbe prematuro, al massimo possiamo evocare unāāArbitropoli 1ā. GiĆ prima eravamo consapevoli delle lotte intestine che attraversano il mondo arbitrale in Italia. Tuttavia, finchĆ© non emergeranno dettagli certi sulla vicenda, ĆØ difficile esprimere giudizi definitivi.ā
Il giornalista sottolinea inoltre come il problema non risieda solo nella qualitĆ dei direttori di gara, āche spesso non sono allāaltezzaā, ma anche in chi amministra questo delicato settore nel nostro calcio: āAnche i vertici che gestiscono il mondo arbitrale devono riflettere sulla loro efficacia e competenza.ā
Inter, il grande merito di un attacco prolifico e di una gestione tecnica vincente
Piantanida ha commentato poi il ruolo chiave dellāInter, prima forza offensiva del campionato a distanza: āNel corso della scorsa stagione, lāInter si ĆØ trovata con un problema rilevante: aveva soltanto due attaccanti affidabili, ossia Thuram e Lautaro Martinez. Gli altri, come Arnautovic, Taremi e Correa, hanno fornito un contributo molto limitato.ā
Questāanno, invece, la situazione ĆØ cambiata radicalmente grazie allāesplosione di Bonny e Esposito, che hanno saputo consolidare un reparto avanzato molto più competitivo: āBonny e Esposito avevano il compito di dimostrare di poter essere almeno allāaltezza della squadra, e ci sono riusciti molto bene.ā
Un elemento che Piantanida mette in luce ĆØ la stabilitĆ tecnica del club nerazzurro in questi anni: āIl grande merito dellāInter sta nel fatto di non aver mai sbagliato scelta sugli allenatori negli ultimi sette anni: prima Spalletti, poi Conte, seguito da Inzaghi e infine Chivu. A differenza di Milan e Juventus, che nello stesso periodo hanno cambiato quasi il doppio di tecnici, con sette allenatori ciascuna.ā
Milan e Napoli: percorsi diversi e consapevolezze
Interpellato sul Milan e sulle possibilitĆ che la squadra rossonera avrebbe potuto sfruttare per migliorare il proprio rendimento e giocarsi lo scudetto, Piantanida ha evitato facili critiche: āSecondo me il Napoli della scorsa stagione forse non era ancora pronto per vincere il titolo, ma ha comunque fatto il massimo. Quello che però conta ĆØ che se lāInter avesse affrontato il campionato seguendo lo stesso percorso che sta facendo questāanno, con Conte in panchina non sarebbe riuscita a ottenere questo risultato.ā
Riguardo al Milan, il giornalista evidenzia come la squadra guidata da Allegri abbia semplificato il gioco nei limiti delle risorse a sua disposizione: āIl Milan ha fatto il massimo nel contesto in cui Allegri ha potuto lavorare. Lāassenza del doppio impegno in alcuni momenti ha fatto maturare nel tecnico livornese la convinzione che lo scudetto fosse un obiettivo realmente alla portata.ā
Questa analisi di Piantanida mette in luce come il nodo principale per la lotta al titolo resti ancora la coesione tecnica, la gestione della rosa e la soliditĆ mentale, elementi su cui soprattutto Inter e Napoli ā per via del percorso intrapreso sotto la guida di Antonio Conte e Simone Inzaghi ā dovranno puntare con decisione nella volata finale della Serie A 2023-2024.