Alla Libreria Feltrinelli di Padova si è svolta la presentazione del libro “I 98 eroi dell’Austria”, opera di Raffaele Campo che ripercorre le gesta e le carriere degli interpreti del calcio austriaco passati dal campionato italiano. Tra questi, protagonista dell’incontro è stato György Garics, ex difensore di Napoli, Atalanta e Bologna, che ha concesso un’esclusiva intervista ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.
Un ricordo sentito per Manninger
Il libro è dedicato alla memoria di Alex Manninger, portiere e compagno di nazionale di Garics. “Quando ho appreso la notizia della sua scomparsa, non volevo crederci. Solo due giorni prima avevamo parlato al telefono. È stata dura accettare tutto questo. In Nazionale abbiamo condiviso tanti momenti insieme, eravamo compagni di stanza e spesso ci ritrovavamo a chiacchierare anche dopo il ritiro. Nel calcio si incrociano molte persone, ma pochi diventano amici veri, e lui era uno di questi. Tutto quello che si dice su di lui è reale, non sono solo frasi di circostanza. Buffon, Chiellini e tanti altri ex campioni ne hanno parlato con grande rispetto, e io posso confermare ogni parola”.
Sul futuro di Ralf Rangnick e il calcio italiano
Garics ha commentato anche il possibile impiego di Ralf Rangnick come direttore tecnico del Milan. “Personalmente non lo considero un grande allenatore, lo vedo più adatto come dirigente. Il lavoro svolto con Red Bull e la nazionale austriaca testimonia la sua filosofia e metodologie. Certo, non è il calcio che preferisco, perchè alcune parti del suo sistema, comune a molti tecnici moderni, possono risultare limitanti, favorendo giocatori con determinate caratteristiche tecniche e fisiche. Con l’Austria ha fatto bene, soprattutto come gestore di un gruppo, ma lo vedrei più come figura dirigenziale nel nostro campionato”.
David Alaba: possibile futuro in Serie A?
Il nome di David Alaba, che si libererà a parametro zero, desta grande interesse tra i club italiani. “David è un amico, abbiamo condiviso tante esperienze insieme e ci sentiamo spesso. La sua carriera è stata straordinaria: Bayern Monaco e Real Madrid non si conquistano senza essere un campione vero. Oltre alle qualità tecniche, Alaba è un esempio di leader nello spogliatoio, qualità preziose nel calcio di oggi. Penso che potrebbe ancora dire la sua in Serie A: mi piacerebbe vederlo da noi, ha molto da offrire in termini di esperienza e professionalità”.
Retroscena di mercato e aneddoti italiani
Tra i capitoli del libro spuntano retroscena interessanti, come la trattativa sfumata con il Chievo: “Due anni prima di arrivare al Napoli potevo già trasferirmi al Chievo ma decisi di aspettare e prepararmi meglio. Napoli fu la mia occasione dopo un periodo in cui il Torino mi aveva seguito con attenzione. Poi c’era Mourinho, che mi voleva all’Inter nel 2010: se non fosse andato al Real Madrid, probabilmente sarei finito in nerazzurro. Avevo fatto un buon campionato e Costinha, mio compagno, mi diceva sempre che Mou era interessato. La società me lo confermò: se lui fosse rimasto, sarei andato all’Inter”.
I ricordi più belli tra Napoli, Atalanta e Bologna
Garics ha trascorso anni importanti in Italia: “Ogni squadra mi ha lasciato qualcosa di speciale. Napoli è stata la mia porta d’ingresso nel calcio italiano e qui ho trovato anche l’amore: incontrai mia moglie, con cui sto da 18 anni. A Bergamo, con l’Atalanta, ho probabilmente vissuto la mia migliore stagione sotto la guida di Delneri. A Bologna invece, dove vivo ancora oggi, ho passato cinque stagioni da calciatore. Ogni esperienza ha arricchito il mio percorso”.
Segui ancora da vicino le tue ex squadre?
“Nonostante oggi segua meno il calcio, le mie vecchie squadre non le perdo mai di vista. Sono stato felice di vedere il Bologna trionfare in Coppa Italia e tornare in Europa, così come ammiro i recenti due scudetti del Napoli sotto la guida di Antonio Conte. Senza dimenticare la crescita straordinaria dell’Atalanta, ormai un punto fermo in Italia e in Europa. Una società che partiva da poco e ha fatto passi da gigante, tanto di cappello”.
Il cambio di allenatori in Serie A
Tutte e tre le formazioni hanno cambiato allenatore: via Conte dal Napoli, Italiano dalla Fiorentina e Palladino dal Bologna. “Il cambiamento può rivelarsi benefico, non è sempre negativo. Napoli e Bologna hanno molte ragioni per guardare avanti con fiducia, anche se il Bologna resta con qualche amaro in bocca per non aver centrato l’Europa quest’anno. Se i tifosi guardano alle ultime stagioni devono essere orgogliosi di ciò che è stato fatto: è stato straordinario. Lo stesso vale per l’Atalanta. Questi cambi a volte portano a cose belle, altre meno, ma voi giornalisti di sicuro non vi annoiate!” (ride).
Il ricordo di Dejan Savićević
Infine, Garics ha condiviso un aneddoto riguardo a Dejan Savićević, suo allenatore ai tempi del Rapid Vienna Primavera. “Non ho mai giocato con lui in partita, ma ho avuto il privilegio di allenarmi con lui. Era qualcosa di incredibile: potevi tirargli un tiro fortissimo e lui la bloccava come se fosse un semplice passaggio. Lo chiamavano il Genio per una ragione ed era raro poter ammirare la sua classe. Spesso ci fermavamo dopo gli allenamenti per guardarlo, semplicemente magico”.