Serie A ancora a secco al Mondiale: 16 partite, 46 gol finora

Serie A ancora a secco al Mondiale: 16 partite, 46 gol finora

Il Mondiale in corso tra Messico, Canada e Stati Uniti sta ribadendo con forza una tendenza ormai consolidata nel calcio italiano: la Serie A segna sempre meno. La stagione 2025-2026, appena conclusa a maggio, ĆØ risultata la meno prolifica da quando il campionato ha adottato la formula a 20 squadre. A confermare questo trend insufficiente ci pensa la rassegna iridata, dove, dopo 16 partite disputate, nessun calciatore attualmente impegnato nel massimo campionato italiano ĆØ riuscito a trovare la rete, un dato che suona come un campanello d’allarme per la Serie A.

Analizzando più nel dettaglio i dati relativi ai giocatori scesi in campo finora, emerge che 32 di questi militano nei club di Serie A e uno in Serie B. Dal match inaugurale Messico-Sudafrica fino all’ultimo Iran-Nuova Zelanda, sono stati segnati complessivamente 46 gol, con una prodezza proveniente persino dall’Iran Pro League. Aspettando il debutto di talenti come Thulani Serero, Rafael LeĆ£o e GonƧalo Conceição, per ora la rappresentanza italiana appare in difficoltĆ , e questo dato rischia di pesare anche sull’immagine internazionale del nostro campionato.

Tra i portieri, spicca Zion Suzuki del Parma, unico estremo difensore italiano presente nelle rose delle nazionali finora schierati in campo.

Tra i difensori, invece, sono ben nove i calciatori impegnati in Serie A che stanno partecipando al Mondiale: Alessandro Circati e Zion Suzuki del Parma, Sead Kolasinac e Odilon Kossounou dell’Atalanta, Tarik Muharemovic del Sassuolo, Johan Vasquez del Genoa, Denzel Dumfries dell’Inter, Isak Hien dell’Atalanta, Manuel Akanji dell’Inter, Zeki Celik della Roma e Mathias Olivera del Napoli, squadra allenata da Antonio Conte, che vedono i loro giocatori in lotta sul palcoscenico mondiale, ma fino a questo momento senza esultanze personali.

Nel reparto di centrocampo, oltre alla presenza di campioni di caratura internazionale, troviamo Kevin De Bruyne, l’illustre centrocampista belga del Napoli; Scott McTominay, anch’egli al Napoli; Teun Koopmeiners della Juventus; Hakan Calhanoglu dell’Inter; e numerosi altri importanti interpreti come Ismael Kone del Sassuolo, Neil El Aynaoui della Roma, Lewis Ferguson del Bologna, Jesper Karlstrom dell’Udinese, Remo Freuler del Bologna, Ardon Jashari del Milan, Michel Aebischer del Pisa e Weston McKennie della Juventus. Nessuno, però, ĆØ riuscito finora a lasciare il segno in termini di gol nella massima competizione calcistica mondiale.

Analogamente nella rosa degli attaccanti, sono molte le punte con trascorsi nei club di Serie A, tra cui spiccano Romelu Lukaku del Napoli, Jonathan David della Juventus, Donyell Malen della Roma, e altri come Charles De Ketelaere dell’Atalanta, Ange-Yoan Bonny dell’Inter, Antonio Sanabria della Cremonese, ChĆ© Adams del Torino, Kenan Yildiz della Juventus, Christian Pulisic del Milan e John Yeboah del Venezia. Nonostante la qualitĆ  e la fama di questi giocatori, la rete mondiale si ĆØ rifiutata di arridersi a loro sino a questo momento.

Il dato complessivo, dunque, ĆØ emblematico: in un Mondiale che dovrebbe esaltare le stelle del calcio italiano, la Serie A si conferma un campionato poco prolifico, un problema sotto gli occhi di tutti soprattutto per una delle grandi protagoniste del torneo, il Napoli di Antonio Conte, che ha visto molti suoi giocatori partecipare all’evento iridato senza però riuscire a incidere con un gol. Una situazione che potrebbe far riflettere sulle dinamiche offensive e sul livello di competitivitĆ  dei bomber e dei talenti delle nostre squadre di Serie A, nell’immediato presente e nel prossimo futuro.

Se da un lato si apprezza il contributo di tanti calciatori italiani impegnati in questa vetrina mondiale, dall’altro resta il nodo della scarsa efficacia sotto porta, che continua a caratterizzare il campionato italiano ma che, adesso, mette in luce anche un gap da colmare a livello internazionale.