Da circa quindici giorni, un interrogativo aleggia nel mondo Lazio: perché non è ancora arrivata l’ufficialità di Gennaro Gattuso come nuovo allenatore biancoceleste? Un silenzio che lascia spazio a molte interpretazioni, ma che in realtà a Formello è vissuto senza alcun tipo di apprensione. Secondo quanto filtra dagli ambienti interni, si attende semplicemente il primo luglio, data in cui si concluderà il rapporto con lo staff federale di Gattuso, prima di procedere con l’annuncio ufficiale.
La società però sta attraversando un giugno avvolto da un silenzio quasi surreale sul piano sportivo: nessuna comunicazione riguardo le date del ritiro, alcun programma per le amichevoli estive. Nel frattempo, le avversarie in Serie A si stanno già muovendo con decisione, strutturando i loro calendari e i piani di preparazione. A tutto ciò si aggiunge l’atteggiamento abbottonato dei vertici: il presidente Claudio Lotito ha deciso di non parlare di calcio per il momento, così come ha fatto il direttore sportivo Angelo Fabiani, mantenendo uno stretto riserbo sul futuro della squadra.
Lazio: un giugno di attesa e qualche movimento sul mercato in uscita
Nonostante l’apparente immobilismo, dietro le quinte qualcosa si sta muovendo, soprattutto sul fronte delle partenze. È ormai vicinissima l’uscita di scena di Alessio Romagnoli e Ivan Provedel, mentre l’entourage di Mario Gila è in contatto con il Napoli per definire il trasferimento del giovane difensore, che potrebbe diventare uno degli affari dell’estate biancoceleste. Altri elementi della rosa sembrano inoltre pronti a lasciare Formello nelle prossime settimane.
In questo clima di cambiamenti, qualcuno ha paventato addirittura l’ipotesi che un ridimensionamento così importante del reparto difensivo possa far vacillare la posizione di Gattuso. Da Formello, tuttavia, questa eventualità viene categoricamente esclusa. Il tecnico calabrese continua ad essere considerato il punto di riferimento per la ripartenza del progetto sportivo.
Il quadro generale per la Lazio non è dei più incoraggianti: a fronte di una campagna abbonamenti che fatica a decollare e un mercato impostato su basi economiche molto ristrette, la squadra si trova a iniziare la stagione con le premesse tutt’altro che ottimali. Lo scorso anno, almeno fino a gennaio, la gestione Sarri aveva rappresentato un faro di speranza, un elemento capace di placare le critiche legate a un mercato bloccato e a un progetto che appariva in bilico. Ora, con l’addio del tecnico toscano, a Formello regna un’incertezza ancora più marcata, priva di certezze e punti di riferimento netti.
Il nodo fondamentale per i biancocelesti sarà dunque individuare quale potrà essere la scintilla capace di accendere il motore di una stagione che rischia di partire in salita. L’attesa per Gattuso rimane centrale ma, mentre il tempo passa, cresce anche il bisogno di segnali chiari e di una strategia definita che possa ridare slancio a un ambiente in fermento e a una tifoseria desiderosa di tornare protagonista in Serie A.