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Nel corso dell’ultima puntata del suo consueto appuntamento settimanale su radio Tuttomercatoweb.com, il giornalista Paolo De Paola ha offerto un’approfondita analisi sui temi caldi del momento, spaziando dal Mondiale in corso alle trattative di mercato in Serie A. L’editoriale di De Paola ha proposto spunti interessanti, soprattutto sullo stato di forma e le ambizioni delle nazionali impegnate nella fase a eliminazione diretta, senza tralasciare il panorama del calcio italiano e le mosse delle squadre di vertice.
Mondiali, possibili sorprese in vista dei sedicesimi di finale? La domanda rivolta a De Paola riguarda soprattutto il match di apertura fra Giappone e Brasile, con la speranza di assistere a qualche sorpresa. “Il Giappone ha nel proprio organico giocatori di grande interesse che rispondono a un forte senso di appartenenza verso la Nazionale – spiega De Paola –. Nonostante non tutti abbiano la qualità per competere contro una selezione del calibro del Brasile, il loro spirito di squadra potrebbe rappresentare un valore aggiunto. Tuttavia, da questa fase ad eliminazione diretta mi aspetto soprattutto delle sorprese dalle squadre africane, un continente che in questa rassegna iridata sembra aver superato i propri limiti tradizionali. Alcune di queste formazioni potrebbero tranquillamente raggiungere i quarti di finale o addirittura la semifinale. La Costa d’Avorio, ad esempio, è una squadra molto valida, anche se al primo ostacolo troverà una Norvegia che, dopo aver osservato un turnover intelligente contro la Francia, arriva con le energie fresche.”
Sul fronte Corea del Sud, un caso politico scuote la gestione della nazionale: il ministro dello Sport ha avviato un’indagine sui presunti favoritismi nelle convocazioni e nelle nomine. In Italia serve un approccio simile?
De Paola non ha dubbi: “In altri Paesi, queste reazioni sono dettate principalmente dall’orgoglio nazionale. Agiscono in modo responsabile, mentre qui da noi c’è spesso un atteggiamento opposto. Onestamente, anche con tutto il rispetto per il presidente del CONI Malagò, non credo che l’ingaggio di Antonio Conte alla guida della nazionale possa da solo risollevare la situazione attuale. Servono riforme molto più drastiche, capaci di rivoluzionare il calcio italiano scardinando i circoli d’interesse che hanno bloccato la crescita dei nostri club per troppo tempo.”
Riguardo al mercato, cosa si può dire dell’operazione che riporta Nico Paz al Como?
De Paola analizza la trattativa evidenziando un quadro in cui è soprattutto il Real Madrid ad avvantaggiarsi: “A mio avviso questa mossa conviene quasi esclusivamente al club spagnolo. Le condizioni dell’accordo sembrano essere un po’ troppo onerose per il Como, che investirà molto nella valorizzazione del giocatore per poi cederlo riconsegnandolo al Real Madrid incassando appena una ventina di milioni netti. Inoltre il Como dovrà essere molto attento a rispettare il Financial Fair Play, soprattutto ora che è riuscito a qualificarsi per l’Europa.”
Infine, uno sguardo al Napoli: può ancora competere al pari dell’Inter in Serie A?
De Paola sottolinea il ruolo chiave di chi guida la società: “Il buon rapporto che lega De Laurentiis al direttore sportivo Cristiano Giuntoli – e non Manna come spesso si fraintende – è la dimostrazione di una gratitudine concreta nella gestione delle strategie di mercato e delle situazioni delicate. La rosa azzurra è già molto competitiva, ma per fare un salto di qualità serve qualche innesto mirato. L’arrivo di giocatori come Gila potrebbe senz’altro rinforzare il reparto difensivo. Inoltre, prevedo nuovi innesti per completare ulteriormente la squadra.”
Riguardo alle mosse delle altre big, De Paola fa una riflessione sull’Inter e sulla Juventus: “Massimiliano Allegri dovrà cercare di replicare quanto fatto nella fase post-Conte, mantenendo alta la competitività bianconera, anche se resta il dubbio sulla durata di questo progetto a lungo termine.”
In sintesi, secondo Paolo De Paola la Serie A si presenta in una fase di vivace fermento, con un Mondiale che potrebbe regalare sorprese soprattutto dalle nazionali africane, mentre il calcio italiano necessita di una rivoluzione vera per tornare a brillare ai massimi livelli.