Malagò su ct Italia: serve sforzo per Conte, Maldini resta chiuso

Malagò su ct Italia: serve sforzo per Conte, Maldini resta chiuso

Domani si apre il primo Consiglio Federale sotto la presidenza di Giovanni Malagò, chiamato a iniziare un delicato lavoro di ricostruzione e programmazione per la FIGC. Il nodo più caldo resta la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale, una decisione che vedrà anche l’aspetto economico giocare un ruolo centrale nella definizione del progetto azzurro.

Nei giorni scorsi Malagò ha già avviato i primi contatti per delineare la nuova struttura tecnica della Nazionale. Tra questi, quello con Paolo Maldini per il ruolo di direttore tecnico, che però non ha prodotto aperture concrete. Questo lascia aperta la possibilità di ulteriori dialoghi già nelle prossime ore e delinea un quadro ancora in evoluzione, con il ruolo di ct strettamente legato a scelte coordinate con la dirigenza federale.

La Serie A indica Antonio Conte come favorito rispetto a Roberto Mancini

Secondo fonti del Corriere della Sera, la Serie A si muove compatta nel sostenere la candidatura di Antonio Conte come nuovo commissario tecnico della Nazionale. Al contrario, l’attuale ct Roberto Mancini rappresenta una soluzione che potrebbe, in termini economici, avere un’impostazione più contenuta: il suo attuale ingaggio si aggira infatti intorno ai 2-2,5 milioni all’anno.

Il doppio scenario economico pesa molto nella scelta che Malagò dovrà fare. La volontà della Serie A è chiara: preferire Conte per dare una guida carismatica e motivata agli azzurri, ma per avvicinare l’ex allenatore del Napoli, campione sia in Serie A che in campo internazionale, sarà necessario uno “strappo” da parte della Federazione in termini di budget a disposizione.

La forbice fra le richieste di Conte e i parametri federali

I precedenti ingaggi di Conte rappresentano un punto chiave nella trattativa. Ai tempi di Carlo Tavecchio, Conte percepiva un compenso di partenza di circa 4,1 milioni annui più bonus, una cifra che già si discosta sensibilmente dagli standard della governance attuale. A complicare ulteriormente la trattativa c’è il confronto con lo stipendio percepito da Antonio Conte alla guida del Napoli, che si attestava intorno agli 8 milioni, quasi il doppio rispetto all’offerta federale.

In questo scenario, la chiave per Malagò sarà chiarire i margini finanziari nei quali può muoversi, cercando un equilibrio fra le richieste dell’ex tecnico azzurro e le necessità di contenimento dei costi dettate dall’attuale contesto federale e sportivo.

La scelta del commissario tecnico non sarà dunque solo una questione tattica o tecnica, ma rappresenterà un vero e proprio banco di prova per la nuova presidenza della FIGC, chiamata a dare continuità e ambizione agli azzurri, senza però tralasciare la sostenibilità economica del progetto.