Lorenzo Tonelli, ex difensore del Napoli e oggi giovane allenatore nel settore giovanile dell’Empoli, ha raccontato a Cronache di Spogliatoio il suo passaggio dal campo alla panchina, spiegando il motivo che lo ha portato al ritiro dal calcio giocato nel 2024.
“Ho convissuto per quasi dieci anni con una tendinopatia che mi ha messo a dura prova – ammette Tonelli –. La mattina dopo ogni allenamento facevo fatica persino a camminare. Dopo l’infortunio al legamento crociato, però, le difficoltà sono diventate insostenibili. A quel punto ho chiesto all’Empoli di potermi dedicare all’allenamento, e non finirò mai di ringraziarli per avermi dato questa opportunità. In realtà, io mi vedevo già in questa veste da tempo, ma il merito principale va dato a Maurizio Sarri. Con lui la mia carriera ha preso una piega inaspettata: da giocatore di Serie C sono arrivato a giocare in Serie A, e grazie a lui mi sono innamorato completamente del mestiere di allenatore.”
Proprio il legame con Sarri, che ha segnato la crescita di Tonelli, rappresenta un capitolo fondamentale del suo percorso, insieme all’esperienza vissuta con il Napoli. “Iniziare ad allenare rappresenta per me una vera liberazione – prosegue Tonelli –. Gli infortuni mi hanno logorato, ma dentro di me sapevo già da tempo di volermi dedicare a questo lavoro. L’unico rammarico che porto nel cuore riguarda proprio Napoli: sono arrivato al massimo della carriera già con il corpo malmesso. So bene cosa significa dover rialzarsi dopo momenti difficili, e questo è un insegnamento che cerco di trasmettere quotidianamente ai giovani giocatori che alleno.”
Il percorso di Tonelli nell’Empoli e la sua esperienza da ex azzurro offrono una prospettiva unica sul mondo del calcio, fatta di passione, resilienza e voglia di rimettersi in gioco. E mentre il Napoli continua a lottare in Serie A sotto la guida di Antonio Conte, storie come quella di Tonelli raccontano la parte meno visibile del calcio, fatta di sogni, ferite e rinascite.