Fulvio Collovati, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha voluto dedicare un ricordo sentito a Osvaldo Bagnoli, scomparso oggi all’età di 91 anni. Una figura che ha lasciato un’impronta indelebile nel calcio italiano, indissolubilmente legata allo storico trionfo dello scudetto con l’Hellas Verona nel 1985. Bagnoli, inoltre, ha guidato l’Inter dal 1992 al 1994, totalizzando 74 panchine in nerazzurro, contribuendo con la sua esperienza e visione tattica al calcio di quegli anni.
Collovati non si limita a sottolineare la grandezza umana e professionale di Bagnoli, ma punta l’attenzione su un aspetto cruciale: la sua capacità di essere un vero innovatore. “Non vorrei scadere nel banale ricordando quanto fosse un grande uomo e professionista – spiega l’ex calciatore – ma posso garantirvi che per i tempi era un allenatore rivoluzionario. Molte delle idee che ancora oggi vediamo in campo, le aveva già introdotte più di quarant’anni fa.”
Tra le innovazioni tattiche, Collovati mette in luce l’intuizione di Bagnoli nell’utilizzo dei moduli 5-3-2 e 3-5-2, schemi che oggi sono diventati consueti nel calcio moderno. “Era avanti, molto avanti – sottolinea – e nel suo Verona gli esterni Fanna e Marangon furono elementi decisivi per la conquista dello scudetto. In seguito, nel Genoa, lavorò con giocatori come Eranio e Branco; due talenti che approdarono a palcoscenici di altissimo livello, uno seguito dal Milan, l’altro campione del mondo con il Brasile.”
Il valore storico dell’impresa compiuta da Bagnoli con l’Hellas Verona emerge con forza nel racconto di Collovati: “Oggi è difficile comprendere a pieno la portata di quel successo – afferma – vincere un campionato con il Verona significava battere squadre del calibro di Juventus, guidata da Platini, e Napoli, con un campione come Diego Maradona in rosa. Non so se riesco a farvi capire quanto fosse straordinario.”
Il segreto di Bagnoli, secondo Collovati, risiedeva soprattutto nella gestione del gruppo: “Era fondamentale il suo modo di guidare la squadra. Sapeva sempre trovare la parola giusta per ogni giocatore, soprattutto nei momenti più difficili. Era una persona dotata di un’umanità rara, ma in allenamento non faceva sconti a nessuno: si lavorava duramente, con una dedizione totale.”
Osvaldo Bagnoli rimane dunque un punto di riferimento imprescindibile nel panorama calcistico italiano, un tecnico che ha scritto pagine memorabili della Serie A degli anni ’80 e ’90, le cui idee e modi di lavorare continuano ancora oggi a influenzare l’evoluzione del gioco.