Vergara verso la Nazionale: Mancini lo vuole esterno destro accanto a Politano

Vergara verso la Nazionale: Mancini lo vuole esterno destro accanto a Politano

C’è una notizia che, mercoledì mattina, ha fatto suonare i telefoni tra Castel Volturno e Coverciano: Antonio Vergara è sempre più vicino alla prima convocazione in Nazionale. Lo scrive il Corriere dello Sport, e il tono non è da voce di corridoio: Roberto Mancini e il suo staff, dopo una lunga riunione, stanno chiudendo la lista per la UEFA Nations League. Venerdì i nomi ufficiali. E il gioiello del Napoli compare tra quelli su cui i dubbi si sono assottigliati.

Perché Mancini ha messo Vergara in lista: piede sinistro, intuizioni, rapidità

Il ritratto tecnico è limpido. Piede sinistro, geniali intuizioni, rapidità di esecuzione: tre cose che, in una Nazionale che deve ricostruire un gruppo dopo tante assenze, pesano. Massimiliano Allegri lo usa da mezzala offensiva, lo lascia respirare tra le linee, gli chiede di arrivare in area con personalità. Mancini, invece, lo inquadra come esterno d’attacco a destra. Non è esattamente un’ala da 4-3-3 o da 4-2-3-1 “da manuale”, ma può muoversi in quella zona: tagliare dentro, scambiare, attaccare lo spazio.

È il dettaglio che fa sorridere i tifosi azzurri. Perché, in maglia azzurra del club, Vergara ha già dimostrato di non avere paura del palcoscenico. E perché la chiamata in Nazionale, se arriverà, non sarebbe un regalo di marketing: sarebbe il riconoscimento di un pezzo di Serie A che sta crescendo sotto gli occhi di tutti, tra minuti, gol e quella voglia di prendere i treni che passano una sola volta.

Il ruolo a destra: alternativa a Politano, davanti a Di Lorenzo

Il passaggio dal Napoli alla Nazionale, in questo caso, è meno lungo di quanto sembri. Mancini lo vedrebbe come alternativa di Politano, muovendosi davanti a Giovanni Di Lorenzo, il suo capitano in maglia partenopea. Stesso corridoio, stesse abitudini di timing, stessa lingua del campo: quando scatta il full-back, quando chiudere, quando chiedere il uno-due.

Nel pacchetto esterni, il Corriere mette anche Samuele Inacio del Borussia Dortmund. Un gruppo giovane, ma non improvvisato. E intorno ci sono i soliti nodi da sciogliere: Palestra in ripresa a Londra, Kayode e Favasuli ancora legati all’Under 21 se non arriverà il via libera. In corsa, più defilato, anche il romanista Lulli. Intanto restano fuori Zaniolo, Chiesa, Locatelli, Orsolini, Leoni e Buongiorno: un elenco che spiega perché la rosa verrà allargata a 32-33 nomi, come raramente accade in azzurro.

Per il SSC Napoli è un segnale doppio. Da un lato, conferma che il lavoro quotidiano a Castel Volturno produce talento leggibile anche a Coverciano. Dall’altro, obbliga Allegri a gestire un ragazzo che, se convocato, arriverà alla Fiorentina con la testa già un pezzo oltre il Franchi — e con la responsabilità di non abbassare il ritmo in maglia club.

Nations League, girone di ferro e cosa cambia per il Napoli

Il calendario azzurro non è soft: Belgio, Turchia e Francia. Quattro partite in dieci giorni, rosa larga, bisogno di risultati e di un nuovo gruppo. Mancini non può pensare solo al futuro, metterà anche esperienza; ma le novità ci sono, e Vergara è tra quelle “calde”. Accanto a lui, già annunciati Romano e Doumbia: un mix di Serie A e Europa che racconta la voglia di allargare il perimetro.

Per Napoli, l’impatto pratico è immediato. Se venerdì il nome di Vergara finirà nella lista, Allegri dovrà fare i conti con un’altra variabile in un settembre già denso: infermeria ancora lunga, Anguissa in valutazione, McTominay lontano, e una trasferta a Firenze da chiudere prima della sosta. In quel contesto, un centrocampista/esterno in crescita che entra nel giro della Nazionale diventa pezzo di progetto, non solo cronaca.

C’è anche il filo emotivo, quello che i tifosi sentono di più. Frattaminore, il sogno azzurro, il salto da mezzala di Allegri a esterno di Mancini: una storia che sa di Napoli moderno, di ragazzi cresciuti tra pressioni e spotlight. Non è ancora ufficiale — i convocati arrivano venerdì — ma la direzione è chiara. Vergara non sta più “aspettando il momento”: il momento lo sta raggiungendo. E se Coverciano batterà cassa, Castel Volturno dovrà solo dire: pronti, andiamo.