Allegri valuta la difesa a tre: Napoli inedito alla ripresa, Beukema e Badiashile pronti

Allegri valuta la difesa a tre: Napoli inedito alla ripresa, Beukema e Badiashile pronti

La sosta non è solo recupero di fiato. A Castel Volturno si lavora a testa bassa e, soprattutto, si ragiona a schemi. Massimiliano Allegri ha messo sul tavolo un’ipotesi che da giorni circola tra le voci di spogliatoio e le anteprime della rassegna: il passaggio alla difesa a tre. Non una rivoluzione gridata, ma una trasformazione pratica. L’obiettivo è chiaro: stringere dietro, alzare la produzione davanti e arrivare al Frosinone — e al tour de force di nove gare — con un ssc napoli diverso da quello visto finora in SerieA.

Perché Allegri guarda alla difesa a tre

L’avvio azzurro è stato altalenante: punti a rilento, prestazioni a macchia di leopardo, la sensazione di una squadra ancora in cerca di identità. Allegri ha già sperimentato il 4-3-3 e il 4-2-3-1 senza trovare la continuità sperata. La difesa a tre, schema che lo ha accompagnato in stagioni di successo alla Juventus, torna quindi in agenda come soluzione logica più che come colpo di testa. L’idea non è nemmeno estranea al club: lo scorso anno Antonio Conte l’aveva usata con profitto, fino al secondo posto e alla Supercoppa. Ora Max vuole ripartire da lì, ma con i suoi interpreti e i suoi tempi.

Il piano tattico, nelle linee che filtrano dagli allenamenti, prevede un difensore in più a discapito di un centrocampista, senza rinunciare alla spinta offensiva: due esterni o fantasisti a supporto dell’attaccante di riferimento. La necessità, come ha sottolineato anche Massimo Ugolini su Sky, è doppia: migliorare la fase di non possesso e, allo stesso tempo, incrementare la produzione offensiva. In mezzo c’è anche la volontà di avvicinare Kevin De Bruyne alla punta, creando un corridoio più corto tra costruzione e rifinitura. Non è una querelle tra “giochisti” e “risultatisti”: è Allegri che rivendica di essere bravo con i giocatori e che, dopo Firenze, ha messo in chiaro dove vuole andare.

Beukema e Badiashile pronti, Rrahmani e Rafa Marin restano pezzi forti

La sosta, per una volta, regala un vantaggio raro: dieci azzurri sono in nazionale, ma tra questi non c’è un centrale. Allegri ha a disposizione quasi tutto il reparto, a eccezione degli infortunati Marianucci e Buongiorno. A Castel Volturno sono rimasti con il gruppo Amir Rrahmani, Rafa Marin, Benoît Badiashile e Sam Beukema. Quattro nomi, una gerarchia da riscrivere senza azzerare chi ha già fatto gli straordinari.

Rrahmani resta il perno naturale. Ha lasciato da poco la nazionale kosovara e ora recupera energie in vista del ciclo d’ottobre: leader difensivo, lettura, personalità. Al suo fianco Rafa Marin ha scortato Amir praticamente in ogni gara dall’inizio stagione; il rapporto di fiducia con Allegri è concreto. Ma Max vuole allargare la rosa di scelte. Beukema, frenato in estate da una tendinite e costato 31 milioni nel 2025, sta mostrando progressi: può fare il centrale puro o scivolare sulla destra al posto di Di Lorenzo, e proprio per questo diventa pezzo chiave se si passa al terzetto. Badiashile, arrivato in prestito dal Chelsea, non ha avuto un esordio fortunato: dieci minuti contro l’Inter e Thuram che lo supera di testa sul 2-2. Ora, dopo giorni di lavoro a Castel Volturno, è pronto a riscattarsi. Allegri lo sa: con nove partite in meno di un mese, servirà il contributo di tutti per migliorare lo score difensivo.

Sugli esterni lo ventaglio resta ampio. A destra Politano — già usato in quel ruolo da Conte — o Favasuli; a sinistra Spinazzola e Olivera. Non è un cambio di modulo da lavagna sterile: è una gestione di carichi e di alternative, perché il calendario non perdona le rose corte e le emergenze ripetute.

Napoli inedito alla ripresa: Frosinone e il tour de force di nove gare

Ugolini ha usato una formula che fa il giro degli spogliatoi: dopo la sosta Allegri potrebbe presentare un Napoli inedito, per sistema di gioco e interpreti. Non una rivoluzione, una trasformazione. Alla ripresa c’è il Frosinone, poi un tunnel che va dal 10 ottobre al 10 novembre: nove partite in circa 25 giorni tra campionato e Champions. Villarreal, Bodø/Glimt e Porto in Europa; in Serie A, dopo i ciociari, Venezia, Roma, Monza, Juventus e Lazio. Un ciclo che può indirizzare la stagione — e che, secondo Il Mattino, il club non intende affrontare mettendo in discussione Allegri: De Laurentiis crede ancora nel tecnico, ma queste gare saranno decisive per invertire la rotta.

In questo contesto la difesa a tre diventa anche strumento di gestione. Rrahmani e Rafa Marin hanno fatto straordinari; Beukema e Badiashile devono entrare nel giro senza aspettare l’emergenza. A centrocampo si attendono i rientri di McTominay e Anguissa, pezzi che danno densità alle due fasi. Davanti, le buone indicazioni di De Bruyne e Hojlund in nazionale offrono una base su cui lavorare: più supporti, più tocchi in area, meno isolamento della punta. Allegri è stato chiaro con i calciatori e anche con il club: tutti devono dare qualcosa in più. Su questo non c’è modulo che tenga.

Cosa aspettarsi davvero alla ripresa

Il messaggio di queste ore è concreto. Allegri valuta e prova la difesa a tre a Castel Volturno; Beukema e Badiashile sono nel pacchetto delle soluzioni, non più solo panchina di emergenza; Rrahmani e Rafa Marin restano i riferimenti, ma non possono fare da soli nove gare di fila. L’obiettivo non è “cambiare per cambiare”: è chiudere meglio dietro e produrre di più davanti, con un Napoli più riconoscibile quando riparte il campionato.

Se le prove in allenamento reggeranno, al Maradona o in trasferta ciociara potremmo vedere un tridente difensivo diverso da quello dell’avvio. Se servirà ancora qualche ritocco, Allegri ha comunque allargato le gerarchie e messo in chiaro la direzione. La sosta, in questo senso, non è una pausa: è il laboratorio in cui si costruisce il Napoli della ripresa. Difesa a tre, interpreti freschi, calendario assassino. Da qui a novembre si capirà se la trasformazione basta a cambiare il volto della stagione.