Sabato 4 ottobre, e a Castel Volturno l’attenzione non è sul campo pieno di nazionali: è sull’infermeria. Il Napoli sta usando la pausa per rimettere in piedi pezzi importanti della rosa, e le novità delle ultime ore sono finalmente chiare. Due recuperi sono ormai considerati certi in vista della ripresa di Serie A: Alex Meret e Leonardo Spinazzola dovrebbero tornare a disposizione di Massimiliano Allegri per la sfida contro il Frosinone. Il resto del quadro, però, resta a due velocità: c’è chi migliora, chi aspetta esami, e chi dovrà ancora pazientare.
Non è un bollettino da leggere in fretta. È la fotografia di un gruppo che, da qui al 10 ottobre, vuole arrivare al Maradona con più soluzioni e meno buchi. Allegri lo ripete da settimane: in un mese di gare fitte conta avere gente in più, non solo schemi nuovi. E questa sosta, finalmente, sta restituendo qualcosa.
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ToggleMeret e Spinazzola: i due sì per il Frosinone
Il capitolo più positivo è quello del portiere e dell’esterno. Meret, fuori da un po’ per i problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dal campo, sta chiudendo il percorso di recupero e da lunedì 5 ottobre potrebbe rientrare in gruppo. Non è ancora la certezza di una titolarità al Maradona, ma è la certezza che Allegri lo avrà tra i convocabili — o comunque a un passo da esserlo — quando riparte il campionato. Avere il numero uno a disposizione cambia tutto: gestione delle sedute, gerarchie, e anche la testa dello spogliatoio.
Accanto a lui, Spinazzola. L’esterno sta rispondendo bene alle terapie e al lavoro individuale: salvo contrattempi dell’ultimo minuto, anche lui rientra nel pacchetto dei “recuperi certi” per il Frosinone. Per Allegri significa riaprire una fascia, dare profondità alla rosa e togliere pressione a chi ha dovuto coprire i buchi nelle ultime uscite. Due pezzi di esperienza che tornano nello stesso momento non è un dettaglio: è un segnale concreto che la sosta non è stata tempo perso.
La lettura interna è semplice. Contro il Frosinone non serve solo vincere: serve farlo con più alternative, perché subito dopo il calendario non fa sconti. Meret e Spinazzola, se confermati, sono i primi due “sì” che Allegri cercava da questa pausa.
Marianucci, Giovane e McTominay: tre dossier aperti
Meno lineare, invece, la situazione di Luca Marianucci. Il centrale, dopo mesi complicati nati dall’infortunio di Castel di Sangro, è ancora da valutare. Ieri si è fatto vedere a Capri sui social — una foto, un sorriso, un messaggio di chi finalmente riesce a staccare la spina — ma dal punto di vista medico servono altri controlli prima di parlare di rientro in gruppo e di convocazione. Allegri lo aspetta, soprattutto in un momento in cui la difesa è sotto i riflettori; però nessuno a Castel Volturno vuole forzare i tempi. Prima i test, poi le decisioni.
Sul brasiliano Giovane il tono è più ottimista, ma non ancora di via libera. Sta meglio, si vede: il ritardo rispetto a Meret e Spinazzola resta, e per ora non è considerato “ok” al cento per cento. Può avvicinarsi al gruppo nei prossimi giorni, può guadagnare minuti di lavoro mirato, ma il Frosinone non è ancora scritto nel suo destino. Allegri lo tiene d’occhio: qualità offensiva in più non si rifiuta mai, purché il corpo dica davvero sì.
Poi c’è Scott McTominay, il dossier che fa più discutere tra i tifosi. Finora in campo solo nelle prime due uscite di campionato (Genoa e Como, 146’ complessivi), lo scozzese è ancora fuori dal ritmo di gruppo per il percorso post ablazione e per i vincoli legati agli anticoagulanti. La data cerchiata di blu è martedì 6 ottobre: esami di idoneità agonistica. Se l’esito sarà positivo, si apre la strada al rientro negli allenamenti collettivi; se qualcosa non torna, si riparte da capo. Allegri lo sa bene: c’è un Napoli con McTominay e un Napoli senza. Avere lo scozzese anche solo come opzione nella settimana del Frosinone — o subito dopo, verso Champions e Venezia — cambierebbe il peso fisico del centrocampo. Ma nessuno inventa miracoli: prima gli esami, poi i minuti.
Favasuli, stop lungo: rientro dopo la seconda sosta
Il capitolo più amaro resta quello di Costantino Favasuli. L’esterno ha lasciato il ritiro dell’Under 21 con una lesione di secondo grado al retto femorale della coscia destra e ha già iniziato le terapie a Castel Volturno. I tempi parlano chiaro: stop superiore ai venti giorni, ipotesi di rientro soltanto dopo la seconda sosta dedicata alle Nazionali. Per Allegri significa perdere il jolly delle fasce proprio quando il calendario si fa più aggressivo. Non c’è scorciatoia: risposta alle terapie, recupero progressivo, e pazienza.
Il contrasto con Meret e Spinazzola è evidente. Da una parte due pezzi che tornano; dall’altra un giovane pezzo di ricambio che sparisce per settimane. È il tipico bilancio di una sosta: qualcuno sale, qualcuno scende, e lo staff medico lavora a mille. Favasuli, nel frattempo, resta in terapia; Marianucci aspetta i controlli; Giovane cerca il passo decisivo; McTominay punta tutto sul 6 ottobre.
In sintesi, l’infermeria del Napoli al 4 ottobre ha un volto più chiaro di una settimana fa. Meret può rientrare in gruppo da lunedì, Spinazzola è sulla stessa lunghezza d’onda, entrambi verso il Frosinone. McTominay ha la sua giornata-verità martedì. Marianucci e Giovane restano nel limbo del “quasi”. Favasuli, invece, è fuori dal rush di ottobre. Per Allegri non è ancora la rosa completa che sogna, ma è un passo avanti concreto: due sì, un esame decisivo, e meno zone d’ombra di quante ce ne fossero ieri.