Vergara accelera sul soleo: obiettivo Lazio l’8 novembre, sei ancora fuori

Vergara accelera sul soleo: obiettivo Lazio l'8 novembre, sei ancora fuori

Sabato al Maradona arriva il Frosinone (ore 20:45), ma nello spogliatoio azzurro il discorso non è solo formazione e modulo. Resta aperta la pratica infortuni: Allegri ha ancora sei pezzi fuori uso, e tra questi c’è chi non vuole aspettare i tempi standard della medicina. Il nome del giorno è Antonio Vergara: lesione distrattiva di medio grado al soleo destro, stime ufficiali tra un mese e un mese e mezzo, ma il classe 2003 ha deciso di sfidare il calendario. Obiettivo dichiarato — ripreso da Il Roma via AreaNapoli — rientrare già per la Lazio dell’8 novembre. Se non ce la fa, il piano B è comunque chiaro: Torino al Maradona il 21 novembre.

Vergara e la rincorsa all’8 novembre

I test fisici dei giorni scorsi hanno confermato il quadro: soleo destro, grado medio, stop che sulla carta mangia metà autunno. In una stagione fitta di Serie A e Champions, saltare tutto fino dopo la sosta di fine novembre sarebbe un colpo duro per un jolly che Allegri ha già usato in più ruoli. Vergara, però, non sta a guardare. Lavora a ritmi serrati, stringe i denti e punta a anticipare la tabella di marcia. L’incrocio con la Lazio, ultimo impegno prima della pausa Nazionali di novembre, è diventato il traguardo mentale: tornare a disposizione dello staff prima di quella gara, o almeno in tempo per essere valutato.

Non è una garanzia, ed è giusto dirlo senza giri di parole. Una lesione al soleo non si negozia a colpi di volontà: se i tempi biologici chiedono prudenza, meglio slittare di due settimane che rischiare una ricaduta. In quel caso il rientro «sicuro» indicato dalle ricostruzioni resta il 21 novembre contro il Torino, sempre al Maradona. Una data più comoda anche per gestire i carichi, con la sosta alle spalle e meno pressione sul recupero forzato. Ma il messaggio del giocatore è chiaro: vuole tornare prima, vuole dare una mano, non accettare passivamente il range 1–1,5 mesi.

Per Allegri è un’opportunità e un rischio insieme. In mediana, con Anguissa ancora out e i reduci dalle Nazionali da dosare, un Vergara fresco a novembre cambierebbe le rotazioni. Il tecnico, però, non può costruire la programmazione su un’accelerazione individuale: prima i test funzionali, poi la palla, poi i minuti. Fino ad allora resta un’ipotesi di lavoro, non un pezzo già in formazione.

Gli altri cinque: calendari e incognite

Accanto a Vergara, AreaNapoli ha messo in fila il resto dell’infermeria. Costantino Favasuli si è fatto male nel ritiro dell’Under 21: lesione femorale di secondo grado al retto femorale della coscia destra. Il rientro è atteso dopo la sosta di inizio novembre — quindi in una finestra vicina a quella di Vergara, ma con una dinamica diversa e meno «sfida al tempo» mediatica. Per Allegri significa un esterno/centrocampista giovane ancora non disponibile nel breve, proprio quando le corsie e le alternative di mediana servirebbero.

Mathias Olivera ha una lesione alla coscia destra e guarda già alla Champions del 21 ottobre come possibile rientro a disposizione. È la data più vicina tra i lungodegenti di fascia: se confermata, darebbe ad Allegri un’opzione seria sulla sinistra in un momento in cui Spinazzola è tornato ma i carichi europei pesano. Alisson Santos, dal canto suo, spera nella convocazione per il Venezia del 17 ottobre: non è ancora un rientro pieno garantito, ma è il segnale che il percorso riabilitativo sta entrando nella fase decisiva.

Su Anguissa resta il silenzio più scomodo. Nessuna data certificata: potrebbe essere Venezia, potrebbe essere oltre. Il camerunense è il pezzo che più manca in densità e duello, e senza di lui Allegri continua a affidarsi a Lobotka e Gilmour — entrambi reduce dalle Nazionali e quindi da gestire con attenzione, soprattutto dopo la sosta. In coda alla lista, Alessandro Buongiorno: rientro previsto a gennaio. Per la difesa del presente non conta, ma spiega perché il club e lo staff ragionano già su un mercato invernale o su rotazioni lunghe fino a fine anno.

Frosinone, Meret e McTominay: il presente mentre l’infermeria aspetta

Nel frattempo il calendario non aspetta. Sabato sera c’è il Frosinone al Diego Armando Maradona, sesta giornata, pubblico verso il sold-out. Allegri arriva con qualche buon segnale sul fronte recuperi: Alex Meret è di nuovo nel giro e dovrebbe riprendersi i pali, mentre Scott McTominay è recuperato ma ancora in gestione — al massimo panchina, con l’occhio già al Villarreal in Champions. Non è il momento di bruciarlo in un match che, sulla carta, chiede solidità più che stravolgimenti di mediana.

Lobotka e Gilmour, freschi (e stanchi) delle Nazionali, saranno il termometro della serata: minuti sì, ma senza esagerare, perché dietro di loro le alternative vere arrivano solo quando Vergara, Favasuli e Anguissa rientrano davvero. Ecco perché la rincorsa di Vergara all’8 novembre non è una curiosità da rassegna stampa: è un pezzo del piano Autunno. Se il soleo regge e i medici danno il via, Allegri ritrova un jolly prima della Lazio. Se no, il Torino del 21 novembre resta la rete di sicurezza. In mezzo, sei infortunati ancora out, un Frosinone da battere e un Maradona che chiede reazione — senza potersi permettere scorciatoie sul recupero dei pezzi importanti.