Napoli-Frosinone 3-0, doppietta De Bruyne e Lang: Allegri «bisogna uccidere le partite», ovazione per McTominay

Napoli-Frosinone 3-0, doppietta De Bruyne e Lang: Allegri «bisogna uccidere le partite», ovazione per McTominay

Il Maradona si è svuotato tardi, con il sorriso stampato sul volto. Il Napoli ha chiuso la sesta giornata di Serie A con un netto 3-0 sul Frosinone, tre punti che valgono il ritorno a quota 10 e il pari in classifica con i ciociari. Una serata di rivincita dopo un avvio intermittente, firmata dalla doppietta di De Bruyne, dal gol di Lang e dal rientro emotivo di McTominay. Poi, in sala stampa, Massimiliano Allegri ha messo nero su bianco la lezione della notte: «Bisogna uccidere le partite».

Doppietta De Bruyne e Lang: il Maradona si riaccende in mezz’ora

Allegri ha scelto il 3-4-2-1, con Badiashile dal primo minuto al fianco di Rafa Marin e Rrahmani. In mediana De Bruyne e Lobotka, sulle fasce Di Lorenzo e Spinazzola, davanti Neres e Lang a supportare Hojlund. L’inizio è stato da squadra affamata: già al 4’ Hojlund ha colpito il palo, poi il ritmo azzurro ha spinto i ciociari indietro. Al 25’ Spinazzola ha trovato il danese in profondità: fallo in area, rigore. Hojlund dal dischetto ha calciato male, Palmisani ha parato — ma il portiere era uscito troppo dalla linea. Il VAR ha fatto ripetere. Ed è qui che nasce l’aneddoto della sera: Hojlund ha passato la palla a De Bruyne, il belga non ha sbagliato e al 29’ ha sbloccato il risultato.

Quattro minuti dopo il raddoppio. Azione di squadra, Hojlund tiene palla, Di Lorenzo conclude, Palmisani respinge e Lang è lì, pronto a spingere in rete. 2-0, Maradona in festa. Prima dell’intervallo Neres ha sfiorato il tris colpendo il legno sul contropiede: il Napoli poteva chiudere molto prima, e Allegri in conferenza lo ha rimarcato senza giri di parole. Nel secondo tempo il Frosinone ha provato a riaprirla — Meret ha detto no a Schmid, Raimondo ha di poco sbagliato di testa — ma gli azzurri hanno gestito. Al 94’, sul cross di Giovane, De Bruyne tutto solo in area ha firmato il 3-0 e la doppietta personale. Punto esclamativo su una gara che, per intensità e qualità nei primi quarantacinque minuti, ha ricordato il Napoli che i tifosi aspettavano da settimane.

«Bisogna uccidere le partite»: Allegri contento dell’approccio, ma chiede cinismo

In sala stampa Allegri non ha nascosto la soddisfazione per l’atteggiamento, né la rammarico per le occasioni lasciate per strada. «Sono contento dell’approccio, scontento perché il Frosinone ti costringe a giocare a campo aperto. Bisogna uccidere le partite per risparmiare venti minuti di fatica e arrivare fino in fondo alla stagione». Il messaggio è chiaro: con un calendario fitto e la Champions dietro l’angolo, chiudere prima non è solo estetico, è strategia di sopravvivenza. A Sky ha ribadito la stessa linea — voglia e aggressività all’inizio, troppe situazioni due contro uno non sfruttate, secondo tempo più difensivo perché le energie erano già state spese.

Sul rigore ha raccontato il siparietto con Hojlund: «È venuto in panchina e mi ha detto che De Bruyne gli aveva dato la palla. Io gli ho detto che doveva ridargliela». Una battuta che fa sorridere, ma che racconta anche il clima dello spogliatoio: nessuno si prende troppo sul serio, e Kevin, in crescita di condizione, sta diventando il faro tecnico della manovra. Allegri lo vede addirittura ancora più forte da play: «Se si mette a fare il regista diventa ancora più bravo e può allungare la carriera». Su Badiashile, al debutto dal 1’ in questo modulo, ha chiuso ogni polemica legata all’errore di Milano: «Non si giudicano i giocatori su un episodio. A Milano potrei aver sbagliato io».

McTominay, che ovazione: dal cuore al campo, e ora il Villarreal

Il momento più caldo del Maradona, oltre ai gol, è arrivato al sessantunesimo. Fuori Hojlund e Neres, dentro Lucca e McTominay. Lo scozzese mancava dal 30 agosto, quando un intervento al cuore lo aveva costretto a uno stop lungo e preoccupante. Il pubblico lo ha accolto in piedi: ovazione lunga, maglia stretta, gambe ancora da dosare. Pochi minuti dopo ha anche tentato la conclusione su assist di Giovane, respinta da Palmisani. Non era la sera del gol, era la sera del ritorno. Allegri ha detto di essere contento del rientro, come di Neres e Badiashile: pezzi che tornano, pezzi che si consolidano.

Ora lo sguardo va subito al midweek di Champions. Martedì gli azzurri volano (o ricevono, a seconda del calendario UEFA) contro il Villarreal: altra prova di densità, altri novanta minuti da “uccidere” prima che diventino una lotta di nervi. Il Napoli è a 10 punti, allineato al Frosinone, con la sensazione di aver ritrovato un’identità nella difesa a tre e nella qualità di De Bruyne tra le linee. Tre a zero, doppietta belga, Lang concreto, McTominay di nuovo in campo e un mister che chiede cinismo. Sabato sera al Maradona è andata così: ora tocca dimostrare che non è stato un fuoco di paglia.