«Kevin, Kevin!»: De Bruyne non si gira, Allegri ribolle. E per Venezia avvisa il Napoli: «Senza umiltà usciamo con le ossa rotte»

«Kevin, Kevin!»: De Bruyne non si gira, Allegri ribolle. E per Venezia avvisa il Napoli: «Senza umiltà usciamo con le ossa rotte»

C’è un’immagine che racconta la notte di Vila-real meglio di qualsiasi statistica: Allegri a bordo campo che urla «Kevin, Kevin!» e Kevin De Bruyne che non si volta nemmeno. Mentre il Villarreal ribaltava la partita e si prendeva il 3-1, tra la guida e la stella del Napoli la comunicazione si è proprio interrotta. E adesso, con la trasferta di sabato al Penzo dietro l’angolo, quella scena pesa più del risultato.

Cosa è successo davvero tra Allegri e De Bruyne

Il racconto arriva dall’inviato della Gazzetta dello Sport e non lascia molto spazio all’interpretazione. Per gran parte del primo tempo il tecnico ha provato a richiamare il belga: voleva abbassarlo in regia, tra i due centrali, per costruire con più qualità e liberare Scott McTominay più vicino alla porta. De Bruyne invece ha continuato a sbracciarsi, a lamentarsi e a indicare la porta avversaria: lui voleva restare alto, sulla trequarti, dove evidentemente sentiva di poter incidere di più.

Il problema è che certe scelte spettano all’allenatore, non al giocatore, e questo avrebbe mandato Max su tutte le furie. Davanti alle telecamere, a fine gara, Allegri ha scelto la via diplomatica con il famoso «non ci siamo capiti». Ma la tensione, raccontano, era altissima. Non è la prima serata nervosa tra i due, e questo è forse il dato più preoccupante: se il leader tecnico non risponde alle indicazioni, una squadra già fragile perde la bussola in un attimo.

Va detto che nel mirino del tecnico non c’è solo il belga. Dopo Firenze Allegri aveva fatto un appello al senso di responsabilità dei senatori, e la risposta è durata giusto una partita, quella vinta col Frosinone. Poi di nuovo il blackout, con un gruppo che dopo l’errore di Politano si è letteralmente sfaldato.

«Senza umiltà a Venezia ci facciamo male»

Il messaggio per sabato è già partito dalla sala stampa spagnola. «In Champions il livello è alto, ma anche a Venezia sarà una partita dove senza umiltà e rispetto, mettendosi al loro pari, usciremo con le ossa rotte», ha detto Allegri. Una frase che suona come un avvertimento a chi pensa che la Serie A sia una pausa rilassante tra una notte europea e l’altra.

Il tema, per il tecnico, è sempre lo stesso da inizio stagione: l’equilibrio. «Creiamo molto in avanti ma poi concediamo abbastanza», ha spiegato, ricordando che il Napoli era andato in vantaggio e aveva avuto le occasioni per raddoppiare proprio con McTominay e Højlund. Poi l’errore, la confusione, la squadra lunga. «Concediamo troppi tiri in porta. Quando abbiamo avuto più equilibrio non abbiamo subito gol, non è un caso», ha aggiunto, citando anche le partite con Inter e Como come esempi di quello che non deve più succedere.

C’è anche un passaggio che fotografa bene il momento: «Una squadra forte e sicura di se stessa, dopo l’1-1, gioca tranquillamente. E invece abbiamo fatto un altro errore». Tradotto: il problema non è tecnico, è di testa.

Tornano Anguissa, Olivera e Alisson, ma Max frena

La buona notizia arriva dall’infermeria. Il Napoli è atterrato in mattinata da Castellón e dall’aeroporto è andato dritto a Castel Volturno: scarico per chi ha giocato al Ceramica, lavoro più intenso per gli altri. E soprattutto il rientro in gruppo di tre pedine importanti: Andre Zambo Anguissa, Mathias Olivera e Alisson Santos.

Secondo la Gazzetta la loro convocazione per Venezia non è in discussione, ma sul loro impiego Allegri non vuole correre rischi. L’idea è portarli in panchina per fargli riassaporare il clima partita, magari concedendo qualche minuto solo se servirà davvero. Il vero rientro potrebbe slittare al 20 ottobre, quando al Maradona arriverà il Bodo Glimt per una gara di Champions che a questo punto è già da dentro o fuori. Restano invece ai box Favasuli, atteso dopo la sosta, e Vergara, che punta a fine mese.

Napoli spalle al muro, e il confronto può essere la scossa

Il quadro è chiaro: tra Venezia e Bodø non esistono strade diverse dalla vittoria. Allegri avrà avuto modo, a mente fredda, di rivedere con la squadra tutti i momenti in cui il Napoli si è disunito, e chissà che il faccia a faccia con De Bruyne non diventi l’occasione per chiarirsi una volta per tutte su ruolo e compiti.

Anche perché c’è un dettaglio da non dimenticare: le dichiarazioni del post partita hanno fatto più rumore della prestazione stessa. Un allenatore che parla in modo così diretto sa di rischiare, ma spesso è proprio questo tipo di scossa che serve a uno spogliatoio un po’ adagiato. Sabato alle 15, in Laguna, capiremo se il messaggio è arrivato. Con i rientri a centrocampo e sulle fasce, almeno, Max avrà qualche carta in più da giocare. Il resto lo devono mettere i big.