Lucca e Marianucci titolari a Venezia: Allegri cambia, Neres out e torna il 3-4-2-1

Lucca e Marianucci titolari a Venezia: Allegri cambia, Neres out e torna il 3-4-2-1

Il messaggio che arriva da Castel Volturno, via Sky Sport, è abbastanza chiaro: a Venezia il Napoli non si presenterà a scatola chiusa. Massimiliano Allegri sta lavorando a un turnover vero, non di facciata, e le due novità più rumorose riguardano chi ancora aspetta la prima occasione da titolare e chi, invece, dopo la notte di Villarreal, ha bisogno di un respiro. Lorenzo Lucca e Luca Marianucci, secondo quanto anticipato da Francesco Modugno a Sky Sport 24, dovrebbero partire dal primo minuto sabato alle 15:00 al Penzo.

Non è una rivoluzione per moda. È il calendario che impone scelte: dopo la sconfitta in Champions League arriva subito la settima di Serie A, e martedì 20 ottobre al Maradona c’è già il Bodø. In mezzo, una trasferta in laguna che sulla carta sembra accessibile, ma che Allegri conosce bene: sottofondo di nervi, avversario all’ultimo posto e un mister nuovo, Davide Nicola, capace di trasformare qualsiasi big in un esame a sorpresa.

Lucca dal 1′: la prima chiamata vera

La frase di Modugno lascia poco spazio all’interpretazione: occasione per Lucca col Venezia? Sì, dovrebbe toccare a lui. E sarebbe la prima volta dall’inizio. Finora l’attaccante arrivato a più di 30 milioni ha vissuto la panchina e i minuti a partita in corso, pagando anche dal punto di vista mentale la pressione di un cartellino importante e di una piazza che vuole gol subito. Sabato, se Allegri conferma, il banco di prova diventa ufficiale.

Non è un regalo. È una scommessa ragionata. Con David Neres non al meglio — Sky esclude di fatto la sua presenza, e anche Kiss Kiss parlava di un fastidio muscolare — serve un riferimento centrale diverso. Lucca porta fisicità, duelli aerei e la possibilità di tenere palla con la schiena alla porta mentre la manovra si alza. Dietro di lui, nel 3-4-2-1, dovrebbero muoversi McTominay e un altro esterno: le quote di Giovane sono alte, proprio perché Neres resta ai box.

Per il centravanti è anche una questione di testa. Ha sofferto le aspettative, lo riconoscono pure dalle parti di Castel Volturno. Una titolarità al Penzo, contro una difesa che in campionato ha già preso troppi gol, può essere il momento giusto per spezzare il ghiaccio senza il peso di un big match. Poi, se arriva il gol, cambia tutto: fiducia, minuti e gerarchie.

Marianucci in difesa e il ritorno di Gilmour-Lobotka

L’altra freccia del turnover punta il cuore della difesa. Marianucci piace, è giovane e ha recuperato: Sky lo mette in quota dal primo minuto nel terzetto dietro, al posto di Rrahmani o di Rafa Marín, due di quelli che finora hanno corsi quasi sempre. Al suo fianco dovrebbe restare Badiashile, mentre tra i pali torna Meret, scelta di continuità dopo le rotazioni europee.

In mezzo al campo la coppia che Allegri vuole rivedere insieme è Gilmour–Lobotka: ordine, tempi di possesso e meno buchi alle spalle della linea a tre. Sugli esterni restano Di Lorenzo e Spinazzola, almeno stando alla sintesi che filtra dagli inviati. Il quadro che esce da Sky è quindi un 3-4-2-1 abbastanza netto: Meret; Rrahmani (o alternativa), Marianucci, Badiashile; Di Lorenzo, Lobotka, Gilmour, Spinazzola; McTominay, Giovane; Lucca.

Radio Marte, con Pasquale Tina, aggiunge sfumature utili: i cambi ci saranno perché qualcuno deve riposare — Di Lorenzo e De Bruyne tra i nomi citati — e Hojlund potrebbe rifiatare dopo il carico con la Danimarca. Stesso discorso per Badiashile, reduce da un lungo stop e già impiegato con Frosinone e Villarreal: Allegri lo vuole gestire, e il rientro di Olivera apre alternative anche su quella fascia. Una panchina di De Bruyne, in questo schema, sarebbe turnover di calendario più che punizione post-Villarreal.

Allenamento a Castel Volturno e la trappola del Penzo

Questa mattina il gruppo ha lavorato al Training Center: attivazione fisica, mobilità sugli ostacoli, allunghi e poi la parte tecnico-tattica. Il report ufficiale del club non entra nei dettagli individuali, ma conferma che la preparazione verso Venezia-Napoli è in pieno svolgimento. Domani, venerdì 16 ottobre alle 12:00, Allegri parlerà in conferenza: lì arriveranno le prime parole pubbliche sulla formazione e sullo stato di Neres.

Il Penzo, intanto, non è un posto dove puoi permetterti di giocare con la testa altrove. Il Venezia è ultimo e ancora a zero punti, ma ha appena cambiato allenatore e ha fame di una scossa. Per il Napoli, ottavo con un bottino ancora insufficiente dopo sei giornate, i tre punti non sono un optional: servono a riagganciare la zona alta e a ripulire l’umore dopo la serata spagnola. Il settore ospiti è già esaurito, segno che la trasferta calda non manca mai, anche a ottobre.

Serve lucidità, non solo gambe. Allegri lo ha già detto a modo suo nelle ore successive a Villarreal: senza umiltà si rischia. A Venezia quella frase vale doppio. Una vittoria “sporca” andrebbe benissimo; un passo falso, con il Bodø alle porte, aprirebbe un’altra settimana di nervi.

Cosa può decidere sabato (e cosa no)

Se Lucca parte dal 1′, la partita diventa anche un test di gerarchie offensive. Se Marianucci conferma le sensazioni positive, Allegri guadagna un’opzione seria in un reparto che nei prossimi mesi dovrà girare come un carosello. Se Gilmour e Lobotka ritrovano intesa, il Napoli soffre meno le ripartenze e controlla meglio i ritmi. Sono pezzi di un mosaico più grande: non basta una formazione bella sulla carta, serve la gara giusta.

Le 48 ore che mancano serviranno a chiudere i dettagli. Neres continuerà a essere monitorato, qualche nome potrà ancora scorrere dalla lista dei titolari a quella della panchina, e la conferenza di Allegri farà chiarezza. Ma la direzione indicata da Sky è già netta: chance vere per chi ha aspettato, riposo per chi ha corso troppo, e un 3-4-2-1 pensato per portare a casa i tre punti senza bruciare energie per martedì.

Al Penzo, insomma, il Napoli prova a cambiare pagina. Con Lucca in punta e Marianucci in difesa, Allegri manda un segnale allo spogliatoio: le porte sono aperte, ma solo a chi le prende di petto. Il resto, come sempre, lo dirà il campo.