Pezzo scritto a partita in corso: aggiornato alle 15:22 circa (ora italiana), con Venezia-Napoli ancora sullo 0-0 dopo i primi 18 minuti. Non è un resoconto finale.
Al Penzo la palla sta già rotolando, ma la vera partita del Napoli è cominciata un’ora prima, quando sono uscite le formazioni ufficiali e quando Giovanni Manna si è presentato davanti ai microfoni di DAZN. Da una parte un undici che porta la firma netta di Massimiliano Allegri, con De Bruyne e Hojlund seduti in panchina; dall’altra un direttore sportivo che prova a spegnere il fuoco delle polemiche della settimana e, nello stesso respiro, carica di responsabilità il ragazzo che oggi guida l’attacco. Mettiamo in fila tutto, perché quello che sta succedendo in laguna dice molto su come il club vuole uscire da questa settimana complicata.
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ToggleL’undici di Allegri: fuori i big, dentro chi deve dimostrare
Il Napoli è sceso in campo con il 3-4-2-1, in maglia bianca: Meret; Beukema, Rrahmani, Badiashile; Di Lorenzo, Lobotka, Gilmour, Spinazzola; Giovane, McTominay; Lucca. In panchina, a disposizione, un elenco che fa quasi impressione: Contini, Milinkovic-Savic, De Bruyne, Rafa Marin, Olivera, Hojlund, Politano, Alisson Santos, Marianucci, Lang e Anguissa. Tradotto: diversi titolari abituali e un paio di colpi da copertina partono dalla panchina.
Rispetto alla sconfitta di Champions contro il Villarreal, il Corriere dello Sport aveva anticipato una mini-rivoluzione e il campo l’ha confermata: Meret torna tra i pali al posto di Milinkovic-Savic, Beukema fa il suo esordio stagionale nella difesa a tre, Lobotka rientra in mezzo accanto a Gilmour nel famoso doppio play, Di Lorenzo torna sulla corsia destra con Spinazzola a sinistra, e soprattutto davanti c’è Lucca al posto di Hojlund. Politano, dopo l’errore in Spagna, si accomoda fuori.
Il Venezia di Davide Nicola, al debutto sulla panchina lagunare dopo l’esonero di Stroppa e con zero punti in sei giornate, risponde col 3-5-2: Stankovic; Halhal, Juan Jesus, Moreno; Hainaut, Kike Perez, Basic, Sohm, Haps; Yeboah, Adams. L’ex azzurro Mazzocchi parte dalla panchina. Arbitra Sacchi di Macerata, al VAR c’è Fabbri.
Manna e il “caso” De Bruyne: «Chiacchiere da bar»
Il momento più atteso del pre-partita era l’intervento del ds, chiamato a dire qualcosa sulle scintille tra Allegri e De Bruyne viste contro il Villarreal. Manna ha scelto la linea del pompiere, senza giri di parole: «Sono intervenuto il giusto, come sempre. Sembrano chiacchiere da bar, ma fa parte del gioco. C’era la partita, l’agonismo, eravamo sotto 2-1, ma le cose si sistemano sempre».
Poi la carezza al belga, che oggi parte dalla panchina: «De Bruyne è un campione e, se sta bene, può giocare dove vuole, più avanti o più indietro. Non possiamo metterlo in discussione: va supportato e aiutato. Ogni tanto abbiamo fatto fatica, ogni tanto ci ha fatto vincere le partite». E sul perché non sia in campo dal primo minuto, la spiegazione ufficiale è tutta di gestione: «Oggi riposa perché martedì rigiochiamo. Sarà a disposizione e, se dovrà entrare, ci darà una mano come ha sempre fatto».
Il messaggio è chiaro: il club non vuole che la panchina di De Bruyne diventi un caso. Resta però il dubbio sollevato da Antonello Perillo sui social prima delle formazioni: rinunciare dall’inizio sia a De Bruyne sia a Hojlund è «una scelta molto, molto coraggiosa». Respiro per due uomini chiave o segnale al gruppo che nessuno è indispensabile? Come ha detto lo stesso giornalista, la risposta la darà il campo: se il Napoli vince sarà gestione perfetta, se si complica quelle due presenze in panchina diventeranno il primo argomento di discussione.
Lucca, la maglia di Cavani e Higuain e la pressione che “non deve sentire”
Su Lucca, Manna ha usato parole che sono un incoraggiamento e, insieme, un avviso: «Lo vedo bene in settimana, è entrato bene, solo che appena sbaglia non gli viene perdonato. Deve capire la responsabilità e la pressione di indossare una maglia indossata da giocatori come Cavani, Higuain, Osimhen, Lukaku. Deve fare una prestazione da Napoli, non deve sentire la pressione. Nessuno gliela sta mettendo. Noi e i compagni abbiamo fiducia in lui. Dipende solo da lui».
Una frase che pesa, perché i numeri del centravanti di Moncalieri non aiutano: in azzurro ha collezionato 31 presenze e appena due gol, l’ultima rete col Napoli risale al 3 dicembre scorso in Coppa Italia contro il Cagliari e l’ultima partenza da titolare in Serie A al 28 ottobre 2025 a Lecce. Allegri in conferenza lo aveva difeso («è stato anche troppo criticato»), oggi gli ha consegnato le chiavi dell’attacco. Il dirigente gli ha ricordato quanto pesa quella maglia. Ora tocca a lui.
Le voci dal campo: Giovane carica, Juan Jesus “contro” Rrahmani
A DAZN ha parlato anche Giovane, confermato da Allegri alle spalle di Lucca insieme a McTominay: «Sappiamo che oggi è una partita difficile. Martedì col Villarreal non è andata molto bene, ma nel calcio non c’è tempo di lamentarsi e non serve. Ho giocato in una squadra che lottava per la salvezza e so cosa significa: il Venezia è una squadra forte, spero di portare a casa i tre punti».
Dall’altra parte, l’ex di turno Juan Jesus non ha nascosto l’emozione, pur senza fare sconti: «Rrahmani è il mio migliore amico e ho un buon rapporto con tutti, la stima non cambia. Ma oggi difendo i colori del Venezia e fare la storia anche con questa maglia mi dà uno stimolo in più». Sul nuovo tecnico: «Nicola ci ha dato una grande carica, oggi è una grande opportunità per voltare pagina».
I primi minuti al Penzo: Venezia chiuso, Napoli paziente
Le prime battute, secondo la cronaca in diretta di CalcioNapoli24, raccontano esattamente la partita che ci si aspettava. Il Napoli imposta dal basso e fa girare palla, il Venezia si abbassa e resta compatto, gli spazi sono pochissimi. Spinazzola si fa vedere subito sulla sinistra e guadagna un paio di corner, al 7′ Lucca prova a colpire di testa su un cross dalla sinistra ma, marcato stretto da Moreno, non riesce a dare forza al pallone. Il Venezia ha risposto con una conclusione smorzata di Adams, bloccata senza problemi da Meret, e con un tiro di Yeboah finito lento sul fondo. Qualche imprecisione azzurra in costruzione, con Gilmour che a un certo punto regala palla agli avversari, conferma che non sarà un pomeriggio semplice.
Al 18′ è arrivato anche il primo intoppo: l’arbitro Sacchi ha fermato il gioco per la presenza di un fumogeno finito dalle parti di Meret, in un clima che già prima del fischio d’inizio era parecchio acceso sugli spalti.
Al momento in cui scriviamo il punteggio è fermo sullo 0-0. Il Napoli ha bisogno dei tre punti per dare continuità alla vittoria sul Frosinone e risalire in classifica prima del Bodø/Glimt di martedì in Champions: le scelte di Allegri e le parole di Manna saranno giudicate, inevitabilmente, dal risultato finale.