Venezia-Napoli, è l’ora di Beukema: debutto stagionale, doppio regista e McTominay dietro Lucca. Al Penzo un tabù lungo 84 anni

Venezia-Napoli, è l'ora di Beukema: debutto stagionale, doppio regista e McTominay dietro Lucca. Al Penzo un tabù lungo 84 anni

Ci siamo. Alle 15 il Napoli rimette piede in campionato al Pier Luigi Penzo, tre giorni dopo la notte storta di Villarreal, e lo fa con una faccia che in pochi si sarebbero aspettati fino a una settimana fa. Le prime pagine e le pagine interne dei quotidiani di stamattina raccontano tutte la stessa storia: Massimiliano Allegri rimescola il mazzo, e dentro quel mazzo spunta una carta che finora era rimasta coperta. Quella di Sam Beukema, che contro il Venezia dovrebbe giocare la sua prima partita stagionale. Non il primo da titolare: proprio il primo minuto in assoluto della gestione Allegri.

Sulla sfida pesa la classifica, che non permette distrazioni: gli azzurri sono noni a quota 10, con Inter e Lazio in testa a 16 e la Roma a 14. Ieri sera, poi, il Frosinone ha battuto 4-2 il Sassuolo con l’ennesima tripletta di Raimondo e ha scavalcato il Napoli. Dall’altra parte c’è una squadra ancora ferma a zero punti, ma con un allenatore nuovo di zecca e tanta voglia di ripartire. Le classiche partite da prendere con le molle.

Beukema, finalmente: l’olandese esce dall’ombra

Secondo il Corriere dello Sport, la vera sorpresa dell’undici di Allegri è lui. L’ex Bologna, arrivato in estate tra mille aspettative, finora è stato un fantasma: zero minuti, mai una chance, sempre a guardare gli altri. Oggi invece dovrebbe prendersi il centrodestra della difesa a tre, accanto ad Amir Rrahmani e Badiashile, con Rafa Marin che tira il fiato dopo le ultime uscite. Il ballottaggio non è ancora chiusissimo, perché anche Marianucci, guarito del tutto dall’infortunio, scalpita, ma la direzione presa a Castel Volturno sembra abbastanza chiara.

Per Beukema è un esame vero: campo piccolo, avversario che attacca la profondità con Yeboah e Adams, e un ambiente che dopo Villarreal non ha nessuna voglia di perdonare. Ma è anche l’occasione che aspettava da mesi per far vedere che non è stato un investimento sbagliato. Tra i pali, intanto, torna Meret al posto di Milinkovic-Savic, mentre sulle corsie rientrano Di Lorenzo a destra e Spinazzola a sinistra, che in Spagna era partito dalla panchina.

Doppio regista e McTominay trequartista: il Napoli cambia pelle

La seconda novità riguarda la mediana, e qui è la Gazzetta dello Sport a dare la linea: Allegri è pronto a giocarsi la carta del doppio regista, con Stanislav Lobotka e Billy Gilmour insieme al centro. Più palleggio, più controllo, meno corse a vuoto: dopo una serata in cui il Napoli si è fatto rimontare e ha perso le distanze, l’idea è quella di riprendersi il pallone e non mollarlo più.

E poi c’è lo scozzese. Tuttosport racconta che Scott McTominay dovrebbe agire da trequartista, in coppia con Giovane, alle spalle della punta, e non da centrocampista centrale come si era visto nello spezzone contro il Frosinone. Un ruolo che gli permette di fare quello che gli riesce meglio: inserirsi senza palla negli ultimi trenta metri. Tutto il mondo azzurro spera di rivederlo esultare, anche per mettersi alle spalle settimane complicatissime, segnate dall’intervento al cuore. La condizione non può essere ancora al top, ma le risposte arrivate dal campo finora sono state incoraggianti.

Davanti, come annunciato, la maglia da titolare è per Lorenzo Lucca, con Højlund che riposa. Una scommessa che divide la piazza, ma che Allegri ha difeso apertamente in conferenza. In panchina, salvo sorprese, partirà Kevin De Bruyne: secondo il Cds non è una punizione dopo il battibecco in Spagna, ma pura gestione delle energie in un calendario che propone una partita ogni tre giorni. Lo stesso tecnico aveva chiuso il caso con una battuta: «Se ci capiamo subito è meglio, o io parlo inglese o lui in italiano». Fuori Neres, Buongiorno, Vergara e Favasuli; tornano invece tra i 22 convocati Anguissa, Olivera e Alisson Santos, armi in più a gara in corso.

Nicola al debutto e un tabù che resiste dal 1942

Sull’altra panchina c’è Davide Nicola, alla prima con il Venezia dopo l’esonero di Stroppa. Le probabili formazioni lo danno fedele al 3-5-2: Stankovic in porta, il grande ex Juan Jesus a guidare la difesa con Moreno e uno tra Halhal e Schingtienne, Kike Pérez, Basic e Sohm in mezzo, Hainaut e Sagrado o Haps sugli esterni, Yeboah e Adams davanti. Assenze pesanti per i lagunari, su tutte quelle di Busio e Correia. Tra Allegri e Nicola, tra l’altro, c’è un’amicizia vecchia: i due sono stati anche compagni di squadra, ma oggi i sentimentalismi restano negli spogliatoi.

Un piccolo conforto per i tifosi azzurri arriva dalla storia. I numeri Opta dicono che il Napoli è rimasto imbattuto in 14 delle 16 sfide di Serie A contro il Venezia (7 vittorie e 7 pareggi) e non perde da dieci confronti di fila (6 successi e 4 pari). L’ultima vittoria dei lagunari nel massimo campionato risale all’8 marzo 1942, un 4-1 proprio al Penzo. Ottantaquattro anni fa. Un tabù che nessuno, a Fuorigrotta, ha voglia di vedere cadere proprio oggi.

ADL resta a casa, il pensiero è già al Bodø

Ad assistere alla gara non ci sarà Aurelio De Laurentiis. Nessun giallo, spiega Il Mattino: il presidente da tempo non segue con continuità la squadra in trasferta e aveva saltato anche Villarreal. Lo si rivedrà martedì sera al Maradona, per la terza giornata della fase a gironi di Champions contro il Bodø/Glimt, ed è atteso in città già da lunedì per un evento con premiazione.

Ed è proprio lì che porta il senso di questa giornata: Venezia non è solo una trasferta da vincere, è il primo mattone di una settimana che può rimettere a posto parecchie cose, prima dei norvegesi e poi della Roma. Beukema, il doppio regista e McTominay tra le linee sono le risposte che Allegri ha scelto. Dalle 15, su DAZN con Sacchi a dirigere e Fabbri al VAR, sapremo se sono quelle giuste.