Allegri fermato dall’influenza, il Napoli riparte senza il suo tecnico: a Castel Volturno scatta il conto alla rovescia per il Bodø, che arriva al Maradona lanciatissimo

Allegri fermato dall'influenza, il Napoli riparte senza il suo tecnico: a Castel Volturno scatta il conto alla rovescia per il Bodø, che arriva al Maradona lanciatissimo

Ci mancava pure la febbre. Nel giorno in cui il Napoli doveva ripartire, testa bassa e pedalare, dopo la batosta del Penzo, a Castel Volturno manca proprio l’uomo più atteso: Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese non ha diretto la seduta di questa domenica mattina perché, come ha comunicato lo stesso club nel consueto report ufficiale, è stato colpito da uno stato influenzale. Niente di grave, per carità, ma il tempismo è di quelli che a Napoli fanno subito scattare le battute amare. Perché il calendario non aspetta nessuno: martedì sera alle 21 al Maradona arriva il Bodø/Glimt e la Champions League, per gli azzurri, è già diventata una specie di ultima chiamata.

Castel Volturno, la seduta del giorno dopo senza il mister

Il programma di giornata, al Training Center di Castel Volturno, è stato quello classico del post-partita. Chi è sceso in campo dal primo minuto a Venezia ha svolto lavoro di scarico, mentre il resto del gruppo si è diviso tra un lavoro individuale e una successiva sessione aerobica. Tutto regolare, tutto da manuale. Tranne la sagoma che di solito osserva con le mani sui fianchi, oggi assente giustificata.

Ora la domanda che si fanno in tanti è semplice: Allegri ci sarà domani? Il lunedì della vigilia è il giorno della rifinitura e, di norma, anche della conferenza stampa UEFA. Al momento non ci sono indicazioni diverse, e tutto lascia pensare che si tratti di un malanno di stagione da smaltire in fretta. Ma è chiaro che, in una settimana in cui ogni parola e ogni gesto dell’allenatore vengono pesati col bilancino, anche un’influenza diventa notizia. Tra l’altro resta sul tavolo l’ipotesi, rilanciata da Repubblica, che la squadra venga mandata in ritiro proprio domani sera: una scelta che spetterà allo staff e che, a questo punto, dipenderà anche da come starà il tecnico.

Il clima, del resto, è quello che è. Il capitano Giovanni Di Lorenzo ci ha messo la faccia anche ieri sera, passando da un microfono all’altro: «C’è dispiacere, c’è delusione», ha ammesso, spiegando che la squadra deve lavorare soprattutto sui dettagli che sono mancati in queste partite. E poi la frase che tutti si aspettavano: «Restiamo uniti». Parole giuste, ma che adesso hanno bisogno di diventare fatti. E il primo esame utile è proprio martedì.

Il Bodø arriva in salute: vittoria a Hamar e scalpo del Dortmund

Chi pensa che i norvegesi siano la classica squadretta da prendere a pallonate farebbe bene a guardare i risultati. Il Bodø/Glimt di Kjetil Knutsen si è presentato all’appuntamento nel migliore dei modi: ieri pomeriggio ha espugnato il Briskeby Stadion di Hamar, battendo l’HamKam 2-0. Pratica chiusa già nel primo tempo, con il vantaggio di Ole Didrik Blomberg al 19′ e il raddoppio di Joel Mvuka al 37′, poi una ripresa amministrata senza patemi. Tre punti in campionato e l’aereo per l’Italia preso col sorriso.

Ma è in Europa che i gialloneri hanno lanciato il segnale più forte. Dopo l’esordio da incubo all’Allianz Arena, un 5-0 secco incassato dal Bayern Monaco, la squadra di Knutsen si è rialzata mercoledì scorso battendo 1-0 il Borussia Dortmund all’Aspmyra: gol di Fredrik Sjøvold a inizio ripresa e una serata storica per il club del Circolo Polare. Morale: il Bodø ha già tre punti in classifica, il Napoli è ancora fermo a zero dopo le sconfitte contro Arsenal e Villarreal. Il confronto, numeri alla mano, oggi non sorride agli azzurri.

Ecco perché la sfida di martedì non è una formalità, anzi. Contro il Dortmund i norvegesi hanno dimostrato di saper soffrire e colpire, e sono il tipo di avversario che si nutre delle insicurezze altrui. E di insicurezze, in questo momento, il Napoli ne ha parecchie: cinque sconfitte nelle prime nove partite stagionali, un dato che non si vedeva da un quarto di secolo, e una classifica di Serie A che vede la squadra di Allegri addirittura decima.

Arbitro spagnolo, Alisson verso il forfait e un Maradona da riconquistare

Intanto la UEFA ha ufficializzato la designazione. A dirigere Napoli-Bodø/Glimt sarà lo spagnolo José María Sánchez Martínez, con gli assistenti Raúl Cabañero Martínez e Iñigo Prieto López de Cerain. Quarto uomo Juan Martínez Munuera, mentre in sala VAR ci sarà il portoghese Tiago Martins, affiancato da Carlos del Cerro Grande. Una squadra arbitrale di esperienza, che conosce bene i palcoscenici europei.

Sul fronte infermeria, invece, le notizie non sono buone. Alisson Santos, rientrato a Venezia dopo circa un mese di stop e tra i pochi a riaccendere la luce nel secondo tempo, si è fermato di nuovo dopo l’ultima conclusione della partita. Si valuterà nei prossimi giorni, ma secondo la Gazzetta dello Sport le sensazioni sono molto negative. Tradotto: martedì quasi certamente non ci sarà. Ed è una tegola pesante, perché il brasiliano è uno dei pochi in rosa capaci di saltare l’uomo e creare superiorità, in una squadra che ha già dovuto rinunciare a Vergara e Favasuli e che da giorni fa i conti anche con il problema muscolare di Neres.

Poi c’è l’ambiente. La prevendita per la sfida del Maradona non è mai decollata davvero e, dopo il Penzo, è difficile immaginare la corsa al biglietto. Gli ospiti, dal canto loro, si stanno preparando con grande prudenza: il club norvegese ha chiesto ai propri tifosi di non girare per la città con sciarpe e maglie gialloneri, di arrivare allo stadio con largo anticipo usando i bus gratuiti in partenza dal centro e di entrare dal settore ospiti. Insomma, sarà una serata blindata.

Martedì il primo bivio, poi la Roma: la settimana che decide tutto

In società la linea, almeno per ora, non cambia. Repubblica scrive che è molto difficile, al momento, che sia il tecnico a pagare per tutti, ma anche che Aurelio De Laurentiis si aspetta un pronto riscatto in Champions. Dal canto suo, Allegri non contempla l’idea di fare un passo indietro: è ancora convinto di avere tra le mani una buona squadra e che la qualificazione alla fase successiva sia un obiettivo raggiungibile. Per renderlo credibile, però, serve una vittoria. Una terza sconfitta di fila nella League Phase complicherebbe maledettamente i conti e trasformerebbe il resto del girone in una rincorsa.

E non c’è nemmeno il tempo di rifiatare, perché dopo il Bodø al Maradona arriverà la Roma di Gasperini, che ieri ha battuto il Genoa e resta lassù, a +7 sugli azzurri. Il tecnico giallorosso ha già detto di sperare nel recupero di Dybala proprio per la trasferta di Napoli. Due partite ravvicinate, due esami che a questo punto valgono come un’intera stagione.

Per questo l’influenza di Allegri, più che un problema in sé, sembra l’ennesimo dettaglio storto in un momento in cui non ne va dritto uno. Domani il tecnico dovrebbe tornare al suo posto per preparare la partita, scegliere gli uomini e magari decidere se chiudere tutti in ritiro. Da lì in avanti, nessuna scusa: martedì sera alle 21 il Napoli deve semplicemente vincere. Non per salvare la panchina di qualcuno, ma per salvare sé stesso.