Altro che vigilia tranquilla. Mentre la città contava le ore che la separano da Napoli-Bodø, nella serata di ieri il vero match si è giocato a tavola. Aurelio De Laurentiis, Massimiliano Allegri e Giovanni Manna si sono seduti uno di fronte all’altro per una cena che, a seconda dei punti di vista, è stata un chiarimento, un rilancio o semplicemente l’ennesimo capitolo di una settimana ad altissima tensione. Di certo c’è che stasera alle 21, al Maradona, il Napoli si presenta alla terza giornata di Champions League con zero punti, una classifica di Serie A che piange e un allenatore che, per la prima volta da luglio, ha cominciato a parlare un’altra lingua.
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ToggleLa cena al De Bonart: fiducia confermata, ma si parla già di mercato
La notizia la dà Repubblica, i dettagli li aggiunge Il Mattino. Il vertice si è tenuto all’hotel De Bonart e non è stato un semplice momento conviviale: secondo il quotidiano napoletano, sul tavolo sono finite anche le prime valutazioni sulle strategie per la sessione invernale. Il presidente ha ribadito la sua fiducia nel tecnico, come aveva già fatto al telefono domenica, quando Allegri era a casa con la febbre e a Castel Volturno qualcuno aveva cominciato a fare due più due in modo un po’ troppo frettoloso.
Anche la Gazzetta va nella stessa direzione: la posizione della società non è cambiata. Ma la Rosea fotografa senza filtri la situazione del tecnico, «spalle al muro, consapevole di non poter più sbagliare», e ricorda un dato che pesa come un macigno: «Cinque sconfitte in nove gare sono un’enormità per una squadra partita con l’ambizione di restare ai vertici in Italia e soprattutto di rilanciarsi in Europa». Durante i quindici minuti di rifinitura aperti alla stampa, del resto, a colpire i presenti sono state le continue chiacchierate tra Allegri e Manna a bordo campo. Segno che il confronto è costante, quasi quotidiano. E che nessuno, ai piani alti, si sente fuori dalla barca.
Allegri non fa più l’aziendalista: quattro rinforzi per gennaio
Il passaggio più interessante, però, è un altro. Repubblica legge tra le righe della conferenza di ieri e ci trova un Allegri diverso. Per mesi il livornese aveva esaltato la completezza della rosa, dicendosi contento del gruppo a disposizione e chiedendo di non inserire giocatori che non alzassero il livello. Ieri il tono è cambiato: «Tutti i giocatori che ho a disposizione, in estate, erano stati considerati dalla società all’altezza di fare parte del Napoli, hanno la mia stima e devono essere difesi. Anche perché il mercato ora è chiuso e certo non ne possiamo cambiare dieci…».
Parole che, a guardarle bene, scaricano parte delle responsabilità su chi ha costruito la squadra. E infatti, secondo Repubblica, Allegri avrebbe già chiesto a De Laurentiis quattro rinforzi per il calciomercato Napoli di gennaio. La campagna estiva praticamente «a costo zero» ha lasciato strascichi evidenti, e ora il tecnico, che da luglio ha toccato con mano limiti e lacune dell’organico, vuole correre ai ripari. L’idea che filtra è quella di innesti mirati, possibilmente giovani e italiani, sul modello di Favasuli: non grandi colpi da copertina, ma pezzi funzionali per tappare i buchi più evidenti. Il dialogo è aperto. Il problema è che per arrivare a gennaio con un Napoli ancora in corsa servono risultati adesso, non tra due mesi e mezzo.
L’infermeria spiega la richiesta: Alisson, Buongiorno e un attacco a pezzi
Se Allegri bussa alla porta del presidente, un motivo c’è, e si chiama emergenza. Il Corriere dello Sport fa i conti dopo l’ultima ricaduta di Alisson Santos: lesione di medio grado al bicipite femorale della coscia sinistra, rimediata al Penzo proprio nel giorno del rientro. Tradotto: otto-nove partite da saltare, comprese la trasferta con la Juve e le sfide di Champions con Porto e City. «Una grana ulteriore per l’attacco della squadra, sempre vittima di problemi realizzativi e già priva di Neres e Vergara», scrive il quotidiano romano.
In difesa la musica non cambia. Il Mattino spiega che il rientro di Alessandro Buongiorno, operato al menisco a luglio, slitta ancora: il 2026 si chiuderà senza partite e se ne riparlerà a gennaio. Il centrale, oggi fuori sia dalla lista di Serie A sia da quella di Champions, è il simbolo di una rosa che è corta più nei fatti che sulla carta. Ecco perché quei quattro nomi chiesti da Allegri non sono un capriccio: sono la fotografia di una squadra che, tra infortuni e ricadute, non ha mai trovato una formazione tipo.
Bodø e Roma, la settimana che decide tutto
Le prime pagine di stamattina non lasciano spazio all’interpretazione. Il Mattino titola «Allegri, ora o mai più. Conta solo vincere» e parla di «dentro o fuori un’intera stagione». Tuttosport riprende la frase del tecnico: «Mi metto in discussione ogni giorno». Per l’occasione Allegri cambia parecchio: secondo il Corriere dello Sport torna la difesa a quattro e tra i pali rivedremo Alex Meret, con Milinkovic-Savic di nuovo in panchina e un umore che, raccontano, non è dei migliori. Il Bodo Glimt arriva invece carico dopo l’ottima prova col Borussia Dortmund, con i suoi tifosi già a spasso per il centro storico e un Maradona che non sarà pieno.
Massimo Ugolini, a Canale 8, ha sintetizzato bene il quadro: lo spogliatoio è con Allegri, a differenza di quanto accadeva ai tempi di Garcia, ma «se dovessero arrivare altri due risultati negativi, la posizione non sarebbe poi così solida». Mediaset ricorda che l’esonero oggi non è sul tavolo anche per ragioni economiche, con un triennale da 4,5 milioni netti più bonus, e che l’ipotesi ritiro potrebbe tornare d’attualità nel weekend se stasera andasse male. Prima il Bodø, poi sabato la Roma: due partite in casa per trasformare la cena di ieri in un nuovo inizio. Oppure nell’ultima cena di un progetto mai decollato. La risposta, come ripete spesso Allegri, passa dal campo.