Napoli-Bodø, Allegri rivoluziona la mediana: Lobotka e Gilmour in panchina, Anguissa dal primo minuto e De Bruyne davanti alla difesa

Napoli-Bodø, Allegri rivoluziona la mediana: Lobotka e Gilmour in panchina, Anguissa dal primo minuto e De Bruyne davanti alla difesa

A una manciata di ore dal fischio d’inizio, la notizia che non ti aspetti arriva da Castel Volturno ed è di quelle che fanno rumore. Per la sfida di stasera contro il Bodo Glimt, in programma alle 21 al Maradona e valida per la terza giornata della fase campionato di Champions League, Massimiliano Allegri sarebbe pronto a stravolgere il cuore del suo Napoli. Secondo le ultimissime di Sky Sport, in panchina partirebbero sia Stanislav Lobotka sia Billy Gilmour, cioè i due registi di ruolo della rosa. Al loro posto, dentro Zambo Anguissa e un Kevin De Bruyne chiamato a fare una cosa che a Napoli non gli abbiamo praticamente mai visto fare: il play davanti alla difesa.

Una mossa che sa di scossa più che di semplice turnover. E che arriva nel momento peggiore possibile, con la squadra reduce dal ko di Venezia, cinque sconfitte nelle prime nove gare stagionali tra campionato e coppa e ancora zero punti nel girone europeo dopo i passi falsi contro Arsenal e Villarreal.

Il colpo di scena delle ultime ore: fuori i due registi

Fino a stamattina il copione sembrava un altro. I giornali in edicola raccontavano un Napoli pronto a tornare alla difesa a quattro, con Lobotka confermato in mezzo al campo. La Gazzetta dello Sport parlava di un 4-2-3-1 con la coppia Lobotka-Scott McTominay in mediana e due soli ballottaggi da sciogliere sulle fasce: Noa Lang in vantaggio su Giovane a sinistra, Politano favorito su Badiashile (che avrebbe significato tornare alla linea a tre) a destra. Il Mattino andava nella stessa direzione, ipotizzando un undici super offensivo con Politano, De Bruyne, Lang e Hojlund tutti insieme dal primo minuto, sempre con lo slovacco a dare ordine.

Poi, a mezzogiorno passato, il ribaltone. Il camerunese, che scalpitava da giorni dopo l’ennesimo rientro da un problema fisico, avrebbe convinto lo staff e si prenderebbe una maglia da titolare. Una scelta che pesa, soprattutto alla luce del momento di Lobotka, finito nel mirino della critica e fotografato da più di un osservatore come lontano parente del metronomo dello scudetto. Ma pesa anche per Gilmour, che nelle gerarchie sembrava ormai l’alternativa naturale allo slovacco e invece si ritrova anche lui a guardare i compagni dalla panchina, almeno all’inizio.

Il senso tattico è abbastanza chiaro: più fisicità, più gamba, più duelli vinti in mezzo al campo. Anguissa e McTominay sono due incursori che danno sostanza in interdizione, mentre la qualità del primo pallone verrebbe affidata ai piedi del belga. Una scommessa, perché De Bruyne non è un regista classico e perché nelle ultime settimane il suo rapporto con l’allenatore non è stato esattamente idilliaco. Ma è anche un modo per metterlo al centro del progetto, nel senso più letterale possibile: tutti i palloni passeranno da lui.

4-3-3 o 4-2-3-1? Il nuovo volto del Napoli

Sul modulo le letture divergono, ma la sostanza è la stessa. Sky disegna un 4-3-3 con De Bruyne vertice basso e Anguissa e McTominay ai suoi lati da mezzali; altre ricostruzioni dell’ultima ora preferiscono parlare di 4-2-3-1, con il camerunese e lo scozzese in coppia e il belga qualche metro più avanti, alle spalle della punta. In fase di possesso, probabilmente, vedremo un po’ di entrambe le cose.

Il resto della formazione sembra invece definito. Tra i pali c’è Meret, davanti a lui la linea a quattro con Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin e Spinazzola, preferito a Olivera sulla corsia mancina. Si ferma invece Badiashile: il Corriere dello Sport sottolinea come il francese sia stato tra i migliori dell’ultimo mini ciclo, ma dopo tre gare di fila da titolare, con quella contro il Frosinone che era stata la prima dal primo minuto dopo sette mesi, per lui è previsto un turno di riposo. In settimana a Castel Volturno ha spinto come un matto per far cambiare idea allo staff, ma salvo sorprese partirà dalla panchina.

Davanti, Politano a destra e Lang a sinistra, con Rasmus Hojlund che si riprende il centro dell’attacco dopo la panchina di Venezia. Il danese prende il posto di Lucca, che al Penzo ha deluso ancora una volta. E a proposito di danesi: dall’altra parte c’è chi se lo ricorda bene, visto che proprio Gundersen alla vigilia ha avvisato che Hojlund contro il Bodø ha già segnato.

La probabile formazione del Napoli secondo le ultime: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Spinazzola; Anguissa, De Bruyne, McTominay; Politano, Hojlund, Lang. Allenatore: Allegri.

L’infermeria che non si svuota: Alisson, Vergara e gli altri

Le scelte di Allegri, però, sono anche figlie di un’emergenza che non accenna a finire. L’ultima tegola si chiama Alisson Santos: il brasiliano, appena rientrato proprio a Venezia dopo il lungo stop di settembre, si è fermato di nuovo e gli esami al Pineta Grande hanno evidenziato una lesione distrattiva di medio grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Si sperava in qualcosa di più lieve, invece i tempi si allungano: si parla di circa quaranta giorni, con stime anche più pessimistiche che arrivano a sfiorare i due mesi.

Secondo Tuttosport, Alisson finisce nello stesso calendario di Vergara, Favasuli e Neres: nessuno dei quattro dovrebbe essere a disposizione prima della fine di novembre, con la sosta per le nazionali che almeno aiuta a non perdere troppe partite. Ai box resta anche Buongiorno. E non è un caso che Paolo Condò, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, abbia scritto che si parla tanto di De Bruyne, ma l’uomo che manca di più ad Allegri oggi è proprio Vergara, «sangue fresco e destabilizzante dentro a un inconcludente trantran». Difficile dargli torto: senza il giovane trequartista e senza gli esterni capaci di saltare l’uomo, il Napoli ha perso imprevedibilità.

Il Bodø non fa sconti: chi c’è dall’altra parte

Chi pensa a una serata comoda farebbe bene a ricredersi. Knutsen arriva al Maradona forte dell’1-0 rifilato al Borussia Dortmund nell’ultimo turno e con un curriculum europeo che contro le italiane, Inter e Roma comprese, parla da solo. Il tecnico norvegese ritrova Helmersen e Fet, tenuti a riposo in campionato, e Bjørtuft dopo la squalifica, mentre restano fuori Evjen e Mikkelsen. L’ex Milan Hauge partirà dal primo minuto.

La probabile del Bodø/Glimt (4-3-3): Haikin; Sjøvold, Gundersen, Bjørtuft, Bjørkan; Auklend, Berg, Fet; Mvuka, Helmersen, Hauge. A dirigere la gara sarà lo spagnolo José María Sánchez Martínez, con Lopes Martins al VAR.

Un piccolo conforto arriva dalla storia: gli unici due precedenti risalgono alla Coppa delle Coppe 1976/77 e sorridono entrambi agli azzurri, 2-0 in Norvegia e 1-0 al San Paolo. Ma sono passati quasi cinquant’anni e stasera i numeri contano zero. Allegri ha scelto di rischiare, togliendo dal campo due certezze per inseguire una reazione. Se la mossa pagherà, sarà il primo passo per uscire dal tunnel. Se non pagherà, il dibattito sulla sua panchina diventerà ancora più rovente. Il verdetto, come sempre, lo darà il campo.