Di Lorenzo-Bruscolotti, scintille tra capitani: «Sarò poca roba, ma a 75 anni non sparerò sul Napoli», poi arrivano le scuse. Corbo spiega la difesa a tre, Vergara torna in gruppo e per il dopo-Lucca spunta Varela

Di Lorenzo-Bruscolotti, scintille tra capitani: «Sarò poca roba, ma a 75 anni non sparerò sul Napoli», poi arrivano le scuse. Corbo spiega la difesa a tre, Vergara torna in gruppo e per il dopo-Lucca spunta Varela

Doveva essere il mercoledì della digestione, quello in cui ci si gode ancora un po’ il 4-3 al Bodø e si comincia a pensare alla Roma. E invece a Napoli, dove il silenzio non è mai di casa, la giornata si è accesa per tutt’altro motivo: uno scontro a distanza tra due capitani, uno di ieri e uno di oggi. Da una parte Giuseppe Bruscolotti, bandiera azzurra, “Palo ’e fierro”, uno che con la fascia al braccio ha scritto pagine importanti della storia del club. Dall’altra Giovanni Di Lorenzo, il capitano dello scudetto, che stavolta non ha fatto finta di niente.

Un botta e risposta nato sui social, rimbalzato su tutti i siti e chiuso, almeno ufficialmente, nel giro di poche ore con le scuse dell’ex difensore. Ma che lascia sul tavolo una domanda vera, che in città si fanno in tanti da settimane: chi comanda davvero in quello spogliatoio?

«Poca roba»: le parole di Bruscolotti e la replica social del capitano

Tutto parte da un’intervista concessa da Bruscolotti a Spazio Napoli, in cui l’ex capitano ha provato a fotografare il momento della squadra puntando il dito sulla mancanza di leader carismatici. Il ragionamento parte da lontano: “Secondo me la partenza di Romelu Lukaku non ci voleva, perché era un uomo di carisma e allo spogliatoio serviva”. Poi l’affondo su due big: di Kevin De Bruyne ha detto di vederlo come “uno dei tanti a cui non frega niente”, mentre su Di Lorenzo la sentenza è stata secca: “È bravo sul campo, ma per il resto è poca roba”.

Parole pesanti, arrivate peraltro all’indomani di una notte in cui proprio De Bruyne era stato tra i migliori in campo. E il capitano, che di solito parla pochissimo fuori dal rettangolo verde, stavolta ha deciso di rispondere in prima persona, con un commento su Instagram sotto il post che rilanciava l’intervista: “Una cosa è certa: sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni da ex capitano non mi metterò di certo a sparare a zero sullo spogliatoio del Napoli, non sapendo niente dall’esterno e alimentando critiche inutili. Ti ricordavo diverso al nostro incontro alla festa del Centenario. Un abbraccio caro Bruscolotti”.

Una replica elegante nella forma ma durissima nella sostanza. Il riferimento all’età, il richiamo al Centenario, quel “non sapendo niente dall’esterno” che suona come una difesa compatta del gruppo: Di Lorenzo ha scelto di fare quello che gli si rimprovera di non fare, cioè metterci la faccia. E il popolo social, manco a dirlo, si è spaccato in due nel giro di pochi minuti.

Il dietrofront: «Se si è sentito offeso, chiedo scusa»

La polemica, però, è durata poco. Intercettato da Gianlucadimarzio.com a margine dell’evento Panini Reveal, Bruscolotti ha fatto subito marcia indietro: “Di Lorenzo? Non intendevo essere offensivo nei suoi confronti. Se si è sentito offeso, chiedo scusa”. Fine delle ostilità, almeno sulla carta, e una stretta di mano virtuale tra due uomini che hanno indossato la stessa fascia in epoche diversissime.

Resta il tema di fondo, che non nasce oggi. Il Napoli di questa stagione ha vissuto settimane di tensione, cene chiarificatrici, minacce di ritiro e critiche feroci da parte di opinionisti ed ex. In un contesto così, il ruolo del capitano diventa inevitabilmente un bersaglio. Ma c’è anche un altro modo di leggere la vicenda: un capitano che risponde, che difende pubblicamente i compagni e lo spogliatoio, forse è proprio il segnale che qualcuno di “poca roba” non è. Lo dirà il campo, come sempre, e sabato contro la Roma ci sarà subito l’occasione.

Corbo e la lettura tattica: ecco perché Allegri ama la difesa a tre

Che Di Lorenzo sia al centro del dibattito lo conferma anche l’analisi di Antonio Corbo su La Repubblica, che col caso Bruscolotti non c’entra nulla ma tocca un nervo scoperto. Per l’editorialista, contro il Bodø il capitano ha mostrato le due facce di sempre: “molto prezioso quando avanza e costruisce sulla destra, memorabile componente di una catena metallica con Politano”, ma “un po’ svagato” quando c’è da marcare. In occasione dell’1-1 norvegese, Di Lorenzo era “distante dal diretto avversario, Hauge”, e secondo Corbo guarda “più la palla e meno l’avversario”.

Da qui la chiave di lettura: è anche per questo che spesso il Napoli preferisce la difesa a tre, “per avere un terzetto più coeso in area e dare a Di Lorenzo come esterno medio la libertà di rendersi utile nel proporre”, invece dell’obbligo di incollarsi all’attaccante più pericoloso. E un messaggio al mercato: “Ci vuole adesso un difensore scattante nel breve, il Napoli da tempo ne avverte la mancanza”. Un tema che Allegri e Manna dovranno affrontare a gennaio, quando sono attesi rinforzi mirati.

Buone notizie da Castel Volturno: Vergara rivede il campo

Intanto la squadra si è rimessa subito al lavoro. Il report ufficiale del club parla di una seduta mattutina con riscaldamento, esercitazioni in fase di possesso e partitine finali. Ma la notizia vera è un’altra: Antonio Vergara ha svolto parte dell’allenamento con il gruppo, proseguendo poi con un lavoro personalizzato in campo. Un recupero lampo, rispetto alle previsioni iniziali.

Secondo la Gazzetta dello Sport esiste una piccola speranza di vederlo tra i convocati già sabato contro la Roma, ma lo staff medico procede con cautela. La data cerchiata in rosso è quella del turno infrasettimanale in casa del Monza; nella peggiore delle ipotesi, il rientro slitterebbe al big match con la Juventus. In ogni caso, per un Allegri a corto di alternative, riavere il talento di Frattamaggiore nel giro di una settimana sarebbe una boccata d’ossigeno.

Mercato: Lucca verso l’addio, il Napoli pensa a Varela

Chi invece sembra avere il destino segnato è Lorenzo Lucca. Contro il Bodø non è nemmeno entrato e, dopo un avvio senza mai partire titolare e con un cartellino da oltre 30 milioni che pesa sulle aspettative, l’ipotesi di una cessione a gennaio diventa ogni giorno più concreta. Il Napoli ha bisogno di un vice Rasmus Hojlund affidabile, anche perché gli stop di Neres e Alisson Santos hanno accorciato le opzioni offensive.

I nomi sul taccuino sono due. Tuttomercatoweb ha fatto quello di Davis, mentre la Gazzetta ha rilanciato Gustavo Varela, classe 2005 del Monza, rivelazione di questo avvio di stagione. Il portoghese piace a tutte le big italiane, ma il Napoli avrebbe già manifestato un interesse concreto. La concorrenza però è robusta, con l’Arsenal che lo osserva e il Benfica, sua ex casa, che vorrebbe riprenderselo. E il Monza, impegnato nella corsa salvezza, non ha alcuna intenzione di privarsene a metà stagione. Operazione complessa, insomma, ma non impossibile.

Chiusura con un sorriso nostalgico: Mario Rui, terzino dello scudetto 2023, riparte a 35 anni dal Belenenses, club di Lisbona di terza serie portoghese, dopo un anno di inattività e una breve parentesi negli Emirati. Altro che “poca roba”: anche lui, a modo suo, ha lasciato un pezzo di cuore a Napoli. E adesso testa alla Roma, perché sabato al Maradona le polemiche dovranno lasciare spazio solo al campo.