Finalmente una buona notizia vera, di quelle che non hanno bisogno di interpretazioni. A due giorni dal big match di sabato contro la Roma, il Napoli ritrova Antonio Vergara: il report ufficiale diffuso dal club dopo la seduta mattutina di oggi a Castel Volturno parla chiaro, Ā«Vergara si ĆØ allenato con il gruppoĀ». Tutto l’allenamento, non un pezzetto come ieri. E per Massimiliano Allegri, che si prepara a una settimana da cinque partite in quindici giorni, ĆØ un po’ come trovare dieci euro nella tasca del giubbotto dell’anno scorso.
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ToggleIl report da Castel Volturno: seduta piena, nessun intoppo
Gli azzurri hanno lavorato in mattinata con il solito copione della vigilia lunga: riscaldamento fisico, esercitazione in fase di possesso e chiusura con un lavoro tattico, quasi certamente cucito addosso alla squadra di Gasperini che sabato alle 18 si presenterà al Maradona. Il dettaglio che conta, però, è uno solo. Ventiquattro ore fa il ragazzo aveva fatto solo una parte della seduta con i compagni, per poi spostarsi su un programma personalizzato. Oggi ha completato tutto insieme al gruppo, senza fermarsi.
Il passo in avanti ĆØ netto e arriva nel momento giusto. Non significa automaticamente maglia da titolare, ma la strada verso la convocazione per la Roma, giĆ ipotizzata stamattina dal Corriere dello Sport, adesso sembra spianata. Lo staff medico lo monitorerĆ fino all’ultimo, ma il segnale lanciato dal campo ĆØ inequivocabile.
Un mese e mezzo di stop: dal soleo alla voglia matta di tornare
Facciamo un passo indietro. Vergara si era fermato il 6 ottobre con la Nazionale, nella sfida contro la Turchia, rimediando una lesione distrattiva di medio grado al soleo destro. Un infortunio fastidioso, di quelli che non si possono forzare, e che gli ĆØ costato quattro partite: Villarreal e BodĆø/Glimt in Champions League, Frosinone e Venezia in campionato. Ma il dato che fa più impressione ĆØ un altro: l’ultima presenza con la maglia del Napoli risale al 13 settembre contro il Bologna. Più di un mese senza il ragazzo che, a inizio stagione, era sembrato una delle sorprese più frizzanti della rosa.
Ed è proprio qui che entra in gioco la prudenza. Il rientro sarà graduale, anche perché in questa stagione il Napoli ha già pagato a caro prezzo qualche recupero affrettato, con giocatori tornati a disposizione e subito costretti a fermarsi di nuovo. Allegri lo sa bene: meglio uno spezzone di qualità contro i giallorossi che una ricaduta che lo terrebbe fuori per altre settimane. Lui, dal canto suo, scalpita. E si vede.
Rotazioni, finalmente: anche la difesa respira
Il ritorno di Vergara si inserisce in un quadro che, per la prima volta da tempo, comincia a sorridere ad Allegri anche nelle retrovie. Il Mattino sottolinea come la vera nota lieta di questo avvio sia Rafa Marin: finito ai margini nella scorsa stagione, lo spagnolo ĆØ diventato un punto fermo della linea, praticamente intoccabile accanto ad Amir Rrahmani. In attesa di riavere Alessandro Buongiorno, il tecnico ha trovato in quella coppia la sua base.
E poi ci sono i rientri in gruppo di Sam Beukema e Luca Marianucci. L’olandese ha giĆ rimesso piede in campo nel finale contro il BodĆø, sfortunato protagonista sul terzo gol norvegese, e ha bisogno di rodaggio dopo un’estate tormentata dai problemi fisici. Marianucci, invece, si era fermato a Castel di Sangro proprio quando cominciava a entrare nelle idee del nuovo allenatore. Entrambi possono diventare preziosi per far rifiatare i titolarissimi in un calendario che non concede tregua.
A centrocampo, intanto, Allegri ha l’imbarazzo della scelta: con Stanislav Lobotka pronto a riprendersi le chiavi della regia e De Bruyne reduce da una prova convincente da play contro il BodĆø, l’eventuale innesto di Vergara a gara in corso aggiunge strappi, freschezza e imprevedibilitĆ .
Cosa cambia per sabato
Difficile immaginare Vergara dal primo minuto contro una Roma che arriva al Maradona con una delle difese più solide d’Europa. Più realistico pensarlo come arma da sfoderare nella ripresa, quando le gambe cominciano a pesare e serve qualcuno capace di saltare l’uomo e accendere la partita. Ed ĆØ esattamente quello che mancava al Napoli nelle ultime settimane: un’alternativa vera, non un ripiego.
Sabato sapremo se Allegri deciderĆ di rischiarlo o di aspettare ancora qualche giorno. Una cosa ĆØ certa: la panchina azzurra, da oggi, ĆØ un po’ più lunga e un po’ più pericolosa. E con cinque partite in quindici giorni, avere un Vergara in più può fare tutta la differenza del mondo.