Vigilia di big match a Castel Volturno, e Massimiliano Allegri si presenta davanti ai microfoni con il suo stile di sempre: niente proclami, tanta concretezza e qualche messaggio ben indirizzato. Nella conferenza stampa di oggi, alla vigilia della sfida di sabato alle 18 contro la Roma, il tecnico azzurro ha toccato tutti i temi caldi: dalla regia di De Bruyne alle condizioni di Rrahmani, passando per il digiuno di Hojlund e il momento difficile di Lucca. Il filo conduttore? Uno solo: il risultato prima di tutto.
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Toggle«Gara importante, ma non decisiva»
Allegri non nasconde il peso della partita, ma prova a togliere un po’ di pressione dalle spalle dei suoi. «È una partita importante, vale tanto», ha ammesso, riconoscendo i meriti di una Roma che «sta facendo molto bene dall’anno scorso» e che quest’anno lotta per il primo posto. Complimenti anche a Gian Piero Gasperini, che secondo il tecnico livornese «sta facendo un ottimo lavoro». Poi il richiamo all’inciampo di Venezia, ancora fresco: «Siamo scivolati, vogliamo riprendere il cammino in campionato». La chiosa, però, è tutta allegriana: siamo solo all’ottava giornata, nessuna partita è già decisiva.
Sul piano tattico, l’allenatore si aspetta una gara durissima. La Roma «ti viene a prendere uomo a uomo», servirà «grande tecnica» e sarà una sfida molto fisica. Un avvertimento particolare è stato riservato a Donyell Malen, l’attaccante olandese che il Napoli aveva pure seguito in estate: «Dobbiamo stare attenti e cercare di limitarlo». Tradotto: attenzione massima alle ripartenze giallorosse.
Regia, Rrahmani e infermeria: il punto
Il nodo più discusso della settimana è la posizione di Kevin De Bruyne. Il belga verrà confermato davanti alla difesa? Allegri non si sbilancia: giocatori di quella qualità «possono giocare davanti alla difesa e nel doppio mediano», ma in quel ruolo ci sono anche due specialisti come Stanislav Lobotka e Gilmour. Lo slovacco «ha giocato tantissime partite» e la gestione delle energie resta fondamentale. La decisione arriverà dopo l’ultimo allenamento di oggi, segno che il ballottaggio è ancora apertissimo.
Capitolo difesa: Amir Rrahmani ieri era febbricitante e le sue condizioni verranno valutate fino all’ultimo, mentre «gli altri sono tutti a posto». Buone notizie anche da McTominay, in fase di recupero, e da Anguissa, tornato in campo dopo un lungo stop: per lui la convocazione è probabile, la maglia da titolare tutta da verificare. Si valuterà anche se portare in panchina Vergara, mentre Badiashile, ha ricordato il mister, «ha giocato molto poco negli ultimi 18 mesi». Il quadro generale è quello di un gruppo che sta ritrovando la condizione, anche se per qualcuno – ha sottolineato Allegri – il recupero deve essere soprattutto mentale.
Scudo su Hojlund e Lucca
Il passaggio più “paterno” della conferenza riguarda gli attaccanti. Su Rasmus Hojlund, finito nel mirino per qualche partita a secco, Allegri è stato netto: prima della sosta aveva segnato due gol con il Napoli, poi ha trovato la rete con la Danimarca e ha giocato tutte le gare. «Deve rimanere sereno, sono contento di lui. L’importante è che la squadra segni». Un messaggio chiaro anche all’ambiente, che negli ultimi giorni non ha risparmiato critiche al danese.
Stesso discorso per Lorenzo Lucca, che sta vivendo un momento complicato: «È un giocatore che ha delle qualità, è un giocatore del Napoli e va aiutato». E poi una riflessione che vale per tutti: «Il calcio è bello perché un pallone ti può girare un periodo positivo o negativo». Insomma, Allegri fa quadrato attorno ai suoi centravanti, consapevole che contro una delle migliori difese del campionato servirà la loro miglior versione.
Lavoro senza palla e testa: la ricetta di Max
In chiusura, il tecnico ha indicato la vera priorità della sua squadra: la fase di non possesso. «Quando siamo nella nostra metà campo dobbiamo dimostrare di essere più forti», ha spiegato, ribadendo che i progressi si misurano con i risultati, «che passano attraverso la prestazione». Fondamentale, per lui, anche la lettura della partita.
E alla domanda se si senta più mental coach che allenatore, Allegri ha risposto con la consueta saggezza: la parte psicologica «è sempre stata importante da quando esiste il calcio» e un allenatore deve saper gestire risorse umane, capendo abitudini e carattere di ogni giocatore. Domani al Maradona, verso il tutto esaurito, si capirà se il messaggio è arrivato forte e chiaro.