Ci sono partite che portano con sé un retrogusto particolare, e Napoli-Roma di domani alle 18 è una di queste. Non solo per la classifica o per il blasone delle due squadre, ma per un nome che a Castel Volturno conoscono bene: Donyell Malen. L’attaccante olandese che oggi trascina i giallorossi a suon di gol è stato, appena qualche mese fa, un obiettivo concreto del Napoli. Anzi, qualcosa di più: un’intuizione di mercato che il direttore sportivo Giovanni Manna aveva avuto prima di tanti altri e che, per una serie di circostanze, non si è mai trasformata in realtà.
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ToggleIl retroscena di gennaio: Manna ci aveva visto giusto
Bisogna tornare alla sessione invernale di gennaio 2026. Malen in quel momento vestiva la maglia dell’Aston Villa e in Premier non stava trovando la continuità che cercava. Manna aveva individuato in lui il profilo ideale per dare una scossa all’attacco azzurro: rapido, capace di attaccare la profondità, abile sia da centravanti sia partendo largo. I contatti c’erano stati, il discorso era avviato e, a sentire le ricostruzioni di queste ore, si era arrivati davvero vicini alla fumata bianca.
Poi il freno a mano. Il motivo è sostanzialmente uno, con una doppia faccia: il Napoli era vincolato a un mercato a «saldo zero» e, prima di affondare il colpo, avrebbe dovuto sbloccare alcune cessioni. Tempo, insomma, che il club azzurro non aveva. E nel calcio chi esita perde: la Roma si è mossa con maggiore rapidità, ha messo sul piatto una formula con obbligo di riscatto e si è presa il giocatore. Fine della storia, almeno fino a domani pomeriggio.
I numeri che fanno male: sei gol in sei partite
Se oggi a Napoli qualcuno si mangia le mani, ha i suoi buoni motivi. Malen sta vivendo un inizio di stagione da fuoriclasse: sei presenze e sei gol in Serie A, a cui si aggiungono tre reti in tre gare di Champions League. Una media impressionante, che lo ha trasformato nel riferimento offensivo di Gian Piero Gasperini, bravo a cucirgli addosso un sistema che ne esalta strappi e conclusioni.
Non è stato tutto rose e fiori, intendiamoci: a Como l’olandese si è fatto espellere per un brutto fallo su Kaiki e ha dovuto scontare la squalifica contro il Genoa. Ma per la sfida del Maradona sarà regolarmente a disposizione, e non a caso Massimiliano Allegri in conferenza stampa ha acceso la spia rossa: attenzione a Malen. Un avvertimento tutt’altro che di circostanza, visto che il Napoli ha incassato 14 gol nelle prime dieci partite e la difesa resta il vero tallone d’Achille di questo avvio. Sui confronti diretti, poi, pesa il paragone con Rasmus Hojlund, ancora alla ricerca della giusta continuità sotto porta in azzurro: un tema che domani in tribuna in tanti avranno in testa.
Non solo Malen: anche Hermoso torna da ex obiettivo
A rendere il quadro ancora più curioso c’è un altro giallorosso che il Napoli aveva corteggiato: Mario Hermoso. Ai tempi in cui il difensore spagnolo veniva accostato agli azzurri, Aurelio De Laurentiis liquidò un tifoso in ritiro con un secco «capisci poco di calcio». Quella battuta è rimasta nella memoria dell’ambiente, e oggi riemerge con un certo sapore ironico: Hermoso è finito alla Roma, dove ha messo insieme 58 presenze e 7 gol, diventando una colonna del reparto arretrato.
Due ex obiettivi, due strade diverse prese per ragioni diverse, ma lo stesso risultato: domani saranno avversari. E il tema del calciomercato del Napoli, tra occasioni perse e scelte discutibili, tornerà inevitabilmente d’attualità se uno dei due dovesse lasciare il segno.
La vigilia: Roma in emergenza, Napoli con Vergara e Rrahmani
Il contesto, almeno sulla carta, sorride agli azzurri. Gasperini arriva in Campania con una squadra decimata: fuori Dybala, Koné e Pellegrini, tanto che in panchina ci saranno anche due ragazzi della Primavera. Proprio per questo il peso di Malen nell’economia giallorossa diventa ancora più grande: è lui l’uomo che può risolvere la partita da solo.
Dall’altra parte, Allegri ha diramato i convocati dopo la rifinitura pomeridiana: rientra Vergara, fermo dall’inizio di ottobre, e c’è anche Rrahmani nonostante la febbre. Restano fuori Buongiorno, Alisson Santos, Neres e Favasuli. Il Maradona va verso il tutto esaurito, e la sensazione è che il duello tra la retroguardia azzurra e quel bomber che poteva essere nostro sarà una delle chiavi del match. Il rimpianto, si sa, fa rumore solo quando l’ex ti punisce: domani sapremo se Manna dovrà solo sorridere della sua intuizione o mangiarsi le mani davanti a tutto lo stadio.