Stangata Allegri: due giornate, salta Monza e Juventus

Stangata Allegri: due giornate, salta Monza e Juventus

Il verdetto è arrivato ed è più pesante di quanto in tanti, a Castel Volturno, speravano. Il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea ha fermato Massimiliano Allegri per due giornate effettive di gara, aggiungendo un’ammenda da 10mila euro. Tradotto: niente panchina mercoledì sera in casa del Monza e, soprattutto, niente ritorno da ex allo Stadium domenica 1° novembre, nella sfida contro la Juventus che lui conosce meglio di chiunque altro. Il conto del burrascoso finale di Napoli-Roma, insomma, lo paga tutto il tecnico livornese. E lo paga caro.

Cosa c’è scritto nel comunicato

Le motivazioni sono nero su bianco e non lasciano troppo spazio alle interpretazioni. Allegri è stato squalificato per aver rivolto, al 45′ del secondo tempo, un’espressione ingiuriosa agli ufficiali di gara; per aver poi indirizzato agli stessi, negli spogliatoi, un’espressione definita “gravemente irrispettosa”; e infine per aver assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un dirigente della Roma. Le prime due infrazioni sono state segnalate dal quarto uomo e dal direttore di gara, la terza dai collaboratori della Procura federale presenti al Maradona.

Un quadro che smentisce la versione dell’allenatore. Subito dopo il rosso, arrivato a ridosso del 3-3 firmato da Balerdi, Allegri era tornato sui suoi passi chiedendo a gran voce “Cosa ho detto?”. Per il giudice, evidentemente, qualcosa di sbagliato l’ha detto eccome, sia in campo sia lontano dalle telecamere. Nelle ricostruzioni dei giornali era già emerso il clima incandescente: secondo quanto raccontato, una frase dell’arbitro Andrea Colombo, “Vedrai quello che scrivo nel referto”, era stata vissuta da Max quasi come una minaccia. Il referto, alla fine, ha parlato. Va detto che in mattinata circolavano scenari ancora peggiori: con offese esplicite verso gli arbitri si temeva di arrivare fino a quattro turni. Ci si è fermati a due, ma la sostanza cambia poco.

Monza e Stadium dalla tribuna: il Napoli senza guida

Il tempismo è il peggiore possibile. Il Napoli è a -11 dalla vetta e si trova nel mezzo di un tour de force che prevede Monza, Juventus e la trasferta di Champions a Porto nel giro di una settimana. Allegri stava già preparando un robusto turnover per la gara in Brianza, che sarà diretta da Ayroldi: ora dovrà preparare tutto in settimana e poi affidare la gestione della partita al suo staff. Non proprio la condizione ideale per un gruppo che, negli ultimi tempi, ha mostrato di perdere la bussola proprio nei momenti caldi delle gare, lasciando per strada punti pesantissimi nelle rimonte subite.

E poi c’è la Juventus-Napoli. Per Allegri sarebbe stato il primo grande ritorno a Torino da avversario sulla panchina azzurra, un incrocio carico di significati e di ricordi. Lo guarderà dall’alto, con la sensazione di chi è rimasto chiuso fuori dalla propria festa. Il tecnico potrà comunque parlare in conferenza stampa alla vigilia di Monza-Napoli, e lì sarà inevitabile tornare sull’argomento.

Non è finita: ora tocca alla Procura federale

Il capitolo disciplinare, peraltro, potrebbe non essere chiuso. Nel comunicato non c’è traccia della frase pronunciata nel post-partita sulla Roma, quel “l’anno scorso gli hanno messo la Champions in tasca, sempre loro” che ha fatto infuriare il club giallorosso. Secondo l’Ansa quelle parole, dette in una saletta nei pressi della sala stampa, non sono state valutate dal giudice. La palla passa quindi al procuratore federale Giuseppe Chiné, che attendeva proprio questa decisione per capire se aprire un fascicolo: Allegri potrebbe essere ascoltato e rischiare un’ulteriore multa, che potrebbe toccare anche il Napoli, visto che il club non si è mai dissociato pubblicamente da quelle dichiarazioni.

Sullo sfondo restano le vecchie ruggini con Gian Piero Gasperini, che secondo i retroscena non si aspettava un attacco del genere, e i malumori di Trigoria. La Roma una prima risposta l’ha avuta; la seconda dipende da Chiné. Il Napoli, invece, deve trovare in fretta la serenità che in questo momento sembra mancare a tutti, a cominciare dal suo allenatore. De Laurentiis gli ha già rinnovato la fiducia: adesso servono i risultati, anche con Max in tribuna.