Complimenti sì, ma con il coltello tra i denti. Ivan Juric ha presentato la sfida di domani sera al Brianteo, fischio d’inizio alle 20:45, e ha scelto una strategia precisa: incensare l’avversario e caricare i suoi. Nella conferenza stampa della vigilia il tecnico del Monza ha speso parole importanti per il Napoli e soprattutto per il collega in panchina, che domani però in panchina non ci sarà, visto che sconta la squalifica. Il messaggio di fondo è chiaro: i brianzoli non hanno nessuna intenzione di fare da sparring partner.
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Toggle«Max è cambiato tanto»: l’elogio che non ti aspetti
La frase che ha fatto il giro dei siti è quella su Massimiliano Allegri. Juric non ha girato intorno alla domanda: secondo lui Max a Napoli è un altro allenatore rispetto a quello che si era visto alla Juventus. «Contro la Roma, per 60 minuti ho visto un Napoli favoloso», ha detto il croato, aggiungendo che oggi l’Allegri azzurro gli sembra «molto più offensivo». Un riconoscimento che stride parecchio con il clima che si respira in città, dove dopo il 3-3 con i giallorossi è partito il tiro al bersaglio contro il tecnico livornese, tra opinionisti scatenati e richieste di esonero già a fine ottobre.
C’è però un dettaglio che a Castel Volturno non deve sfuggire: quei sessanta minuti. Juric parla di un Napoli bellissimo per un’ora, cioè esattamente fino a quando la squadra ha smesso di gestire il doppio vantaggio. È lo stesso tallone d’Achille ammesso da Allegri, con i gol incassati quasi tutti nelle riprese. Chi conosce il calcio aggressivo di Juric sa che il Monza proverà a portare la partita proprio lì, sul piano dell’intensità e della corsa, aspettando che gli azzurri calino.
Zeballos, la notte dell’ex mancato
La notizia più succosa, per chi tifa Napoli, riguarda però Exequiel Zeballos. Juric lo ha dichiarato pronto, insieme a Touré, e l’argentino domani potrebbe giocarsi una partita dal sapore particolare. Il Changuito, 24 anni, cresciuto nel Boca Juniors e con Maradona nel cuore, era stato a un passo dal Napoli: il nome era circolato già a gennaio, poi in estate la trattativa si era fatta concreta. Giovanni Manna lo aveva confermato anche dal ritiro di Dimaro, gradimento totale ma con una condizione, cioè l’uscita di un attaccante per fargli spazio.
Quell’uscita non è mai arrivata, il Monza si è inserito ed ha chiuso l’affare. Risultato: il ragazzo che sognava il Maradona domani si troverà di fronte la squadra che aveva messo in cima alle sue preferenze. E si sa come vanno queste storie nel calcio: la legge dell’ex, o del quasi ex, colpisce spesso proprio nelle serate in cui uno avrebbe voluto essere dall’altra parte. Occhio, perché un argentino con il dente avvelenato è il cliente peggiore che possa capitare a una difesa già piena di cerotti.
Monza da record in casa, ma dietro balla
Juric non ha nascosto i problemi. La sconfitta con il Torino ha lasciato il segno e il suo Monza ha la seconda peggior difesa del campionato: «Stiamo prendendo troppi gol, subiamo in situazioni inusuali per le mie squadre». Dietro qualcosa cambierà, anche perché Kouadio andava preservato, e il tecnico ha ribadito di non avere un undici fisso. Niente mediano di rottura, però: «Non ho bisogno di un filtro, dobbiamo essere più aggressivi e vincere più contrasti».
Il rovescio della medaglia fa paura. I brianzoli vivono il miglior avvio offensivo della loro storia in Serie A, con 15 gol in otto giornate, e ben 11 sono arrivati nelle quattro gare casalinghe: quasi tre reti a partita al Brianteo. I precedenti in Brianza sorridono agli azzurri, con una sola vittoria del Monza in nove incroci ufficiali, ma questa squadra corre, pressa e attacca. «Mi aspetto una squadra che ha voglia e fame», ha chiuso Juric. Tradotto per il Napoli: senza la giusta cattiveria, domani sera rischia di essere un’altra notte da mal di testa.