Il talento non si discute, mai. Il problema è che per goderselo bisogna prima vederlo in campo, e con David Neres questa è diventata un’impresa. Il brasiliano è di nuovo ai box, l’ennesima volta, e a Castel Volturno comincia a farsi strada un pensiero che fino a qualche mese fa sembrava impensabile: se a gennaio arrivasse l’offerta giusta, il Napoli potrebbe lasciarlo partire. Non una svendita, sia chiaro, ma nemmeno più un intoccabile. Una svolta che racconta bene quanto sia cambiata la percezione attorno a uno dei giocatori più amati dal Maradona.
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ToggleOtto infortuni in tre stagioni: i numeri che preoccupano
Partiamo dai numeri, perché sono quelli a pesare sul tavolo della dirigenza. Neres è arrivato in azzurro nell’estate del 2024 e da allora ha messo insieme appena 61 presenze, non sempre da titolare. Il dato che fa davvero paura, però, è un altro: otto infortuni in tre stagioni, tra l’altro nessuna delle quali giocata per intero. Per un esterno che fa della rapidità e dello strappo la sua arma principale, una fragilità muscolare così ricorrente è un campanello d’allarme che non si può più ignorare.
L’ultimo stop è una lesione al muscolo semimembranoso destro, e secondo il Corriere del Mezzogiorno il rientro è previsto per metà novembre, quindi dopo la sosta. Tradotto: niente Monza, niente Juventus, niente Porto. Ancora una volta il Napoli dovrà fare a meno della sua fantasia proprio nel momento in cui servirebbe di più. Quando c’è, Neres accende la luce: salta l’uomo, vede corridoi che gli altri non vedono, sblocca partite incastrate. Il guaio è che la squadra non è mai riuscita ad averlo con continuità, e una squadra con ambizioni di vertice non può vivere di lampi.
Il prezzo e lo scenario di gennaio
Secondo quanto riportato da AreaNapoli, il club valuta il brasiliano intorno ai 20 milioni di euro. Una cifra importante, che rende complicata un’operazione lampo ma non la esclude affatto. Il ragionamento della società è semplice: nessuna fretta e nessuna intenzione di regalarlo, ma se dal mercato internazionale arrivasse una proposta concreta, il Napoli si siederebbe al tavolo. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche dei prossimi mesi: un Neres che torna e resta in piedi alza il suo valore e magari fa cambiare idea a tutti; un’altra ricaduta, invece, renderebbe la separazione quasi inevitabile.
Toccherà a Giovanni Manna muoversi con attenzione. Il fronte Calciomercato Napoli di gennaio, del resto, rischia di essere più movimentato del previsto, perché l’emergenza in rosa sta mettendo a nudo tutti i limiti di profondità della squadra. E un eventuale tesoretto ricavato da Neres potrebbe servire proprio a sistemare i reparti più in sofferenza.
Un’infermeria che non si svuota mai
Il caso Neres, infatti, è solo la punta dell’iceberg. Il Corriere del Mezzogiorno conta tredici giocatori che si sono dovuti fermare da inizio stagione, un numero enorme. Alisson Santos, out per una lesione al bicipite femorale sinistro, dovrebbe tornare subito dopo la sosta: un’altra assenza pesante davanti, dove Rasmus Hojlund continua a non avere un vero alter ego affidabile. Va peggio a Costantino Favasuli: la lesione al retto femorale destro lo terrà fuori fino a inizio dicembre, e il rientro, inizialmente previsto per metà novembre, è slittato.
E poi c’è il capitolo Alessandro Buongiorno, che ormai è quasi un mistero. Operato a luglio a Lione per la riparazione della radice del menisco mediale del ginocchio destro, doveva stare fuori due o tre mesi. Invece è rimasto fuori dalle liste di Serie A e Champions e le ultime indicazioni parlano di un ritorno non prima di gennaio 2027. Il club non diffonde aggiornamenti ufficiali da tempo, e lui intanto si mostra sorridente sui social.
In mezzo a tutto questo c’è Massimiliano Allegri, squalificato e costretto a ridisegnare la squadra ogni tre giorni con rotazioni sempre più corte e tanti giovani da lanciare. Domani a Monza comincia un tour de force che dirà molto della stagione. Senza Neres, ancora una volta. E chissà che non sia proprio questa l’ultima volta in cui il Napoli si ritrova ad aspettarlo.