Lucca titolare a Monza: l’ultima chiamata di Allegri

Lucca titolare a Monza: l'ultima chiamata di Allegri

C’è un nome che stasera farà discutere più di tutti gli altri, prima ancora del fischio d’inizio. È quello di Lorenzo Lucca. Secondo le principali testate sportive, da Gazzetta a Corriere dello Sport, il centravanti ex Udinese partirà dal primo minuto nella sfida dell’U-Power Stadium contro il Monza, nona giornata di Serie A. Una scelta che spacca la piazza, perché il ragazzo finora a Napoli ha raccolto più fischi che applausi. Ma Massimiliano Allegri tira dritto, e stavolta rilancia.

Aziendalismo o autolesionismo?

La domanda l’ha messa nero su bianco la Gazzetta dello Sport, ed è la stessa che si fanno in tanti nei bar di Fuorigrotta: aziendalismo o autolesionismo? Il ragionamento del tecnico livornese è semplice: se un calciatore è nella rosa del Napoli, vuol dire che il club lo ha ritenuto pronto per competere su tutti i fronti. Tutti dentro al progetto, nessuno escluso. Il problema è che il precedente fa paura. A Venezia la coppia Lucca-Giovane ha prodotto poco o niente, e quella sconfitta in Laguna ha reso ancora più tesi i rapporti tra l’allenatore e una parte della tifoseria.

Eppure Max ama il rischio, e lo dimostra anche questa volta. Le rotazioni, d’altronde, non sono un capriccio: Rasmus Hojlund non può giocarle tutte, vive un digiuno di gol che inizia a pesare e ha bisogno di rifiatare. Stesso discorso per Kevin De Bruyne, che secondo Il Mattino si concederà un sacrosanto turno di riposo. Al suo posto torna in cabina di regia Stanislav Lobotka, dopo due panchine di fila. In difesa, con le assenze di Badiashile, Buongiorno e Spinazzola e un Di Lorenzo da preservare dopo la botta al ginocchio, dovrebbe arrivare l’esordio da titolare di Luca Marianucci, probabilmente in una difesa a tre insieme a Rrahmani e Rafa Marin.

Il peso di una piazza che non perdona

Allegri, in conferenza, ha provato a proteggere il suo attaccante: «Avrà ancora chance per giocare, aveva fatto un ottimo precampionato. È un ragazzo che sente le pressioni un po’ di più, è sempre entrato bene quando l’ho messo in campo. Bisogna essere sempre fiduciosi, Lucca è un buon giocatore». Parole da padre di famiglia, più che da allenatore. E non è un caso che, per la seconda volta, Lucca venga lanciato in trasferta, lontano dal Maradona e dai suoi mugugni, dove la pressione si gestisce un po’ meglio.

Il tema mentale, del resto, è centrale. La psicologa dello sport Monica Pignataro, intervistata in questi giorni, ha spiegato che il salto da una realtà tranquilla come Udine a un club di prima fascia è enorme e spesso sottovalutato: la paura di non essere all’altezza dei compagni più famosi, l’ansia di sbagliare ogni pallone, i muscoli che si irrigidiscono proprio quando servirebbe naturalezza. Il consiglio più pratico? Staccare i social, ascoltare solo allenatore, compagni e persone di fiducia, e concentrarsi su ciò che si può controllare: il lavoro in campo. Per un centravanti che i gol li deve fare per mestiere, la lucidità sotto porta è tutto.

Una notte che vale più di tre punti

A Monza, in panchina, non ci sarà Allegri, squalificato: toccherà ancora a Marco Landucci, alla sua terza volta da sostituto. Di fronte un avversario in salute, guidato da Juric, che in casa ha vinto le ultime due gare (2-1 al Sassuolo e 4-0 al Cagliari) e che gioca uno dei calci più piacevoli del campionato. Il Napoli, invece, è indietro in classifica e non può più permettersi passi falsi: senza i tre punti, come scrive Il Mattino, si rischia di scivolare in un crepaccio.

Ecco perché la partita di Lucca va oltre il singolo. Se il numero 27 dovesse sbloccarsi, Allegri avrebbe ragione su tutta la linea e il Napoli si ritroverebbe un’alternativa vera in attacco. Se invece dovesse andare come a Venezia, le critiche pioveranno doppie: sul giocatore e sull’allenatore che ha scelto di insistere. Per Lucca è, a tutti gli effetti, l’ultima chiamata. Per Allegri, una scommessa che può cambiare il clima attorno alla squadra. Stasera sapremo chi dei due avrà avuto ragione.