Il poker di Monza è già archiviato, o almeno così vorrebbe Massimiliano Allegri. Perché domenica c’è l’Allianz Stadium, c’è la Juventus e c’è uno di quegli scontri diretti che a fine stagione si ricordano. A Castel Volturno oggi la squadra ha osservato un giorno di riposo, concesso dal tecnico per far rifiatare un gruppo che viaggia a ritmi folli, ma la testa dello staff è già tutta a Torino. E le prime indicazioni parlano chiaro: rispetto all’undici visto in Brianza ci saranno almeno due novità di peso.
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ToggleTornano Meret e De Bruyne
La prima riguarda la porta. Alex Meret è pronto a riprendersi il suo posto tra i pali dopo la gestione del turno infrasettimanale, in cui Milinkovic-Savic si è fatto trovare prontissimo con un paio di interventi da applausi. La seconda novità è quella che fa sorridere di più i tifosi: Kevin De Bruyne tornerà titolare dal primo minuto. Il belga a Monza ha lasciato il segno con un gol e una dedica speciale, e allo Stadium serve proprio la sua lucidità per accendere la luce in una partita che si annuncia bloccata, tattica, piena di trappole.
L’idea di Allegri è quella di trovare il giusto mix tra esperienza, sostanza in mezzo al campo e freschezza davanti. Tradotto: niente rivoluzioni, ma qualche ritocco mirato per dare alla squadra più qualità nella gestione del pallone. Gli ultimi ballottaggi verranno sciolti negli allenamenti di venerdì e sabato, ma la base dell’undici è già nella testa del livornese.
Il buco Lobotka e le tre strade
Il vero rebus, però, è in cabina di regia. Stanislav Lobotka ha lasciato Monza in stampelle con la caviglia sinistra fasciata: la prima diagnosi parla di trauma contusivo-distorsivo, gli esami strumentali in corso oggi chiariranno l’eventuale interessamento dei legamenti e il comunicato del club è atteso nel pomeriggio. In ogni caso, per la Juve lo slovacco è da considerare fuori. E allora come si rimpiazza il metronomo della squadra?
La soluzione più lineare porta a Billy Gilmour: è l’unico in rosa con caratteristiche simili, anche se lo scozzese interpreta il ruolo in modo diverso, più verticale e meno palleggiatore nello stretto. La seconda strada è quella “pesante”, già vista contro la Roma: niente regista puro, ma la diga muscolare formata da Anguissa e Scott McTominay, con De Bruyne libero di inventare tra le linee. C’è poi una terza ipotesi, più remota ma non da scartare con un allenatore come Allegri: Marianucci davanti alla difesa. L’ex Empoli è nato centrocampista prima di essere arretrato, e a Monza ha bagnato il ritorno in campo con una prova di personalità.
L’infermeria, intanto, resta affollata. Badiashile ne avrà per almeno un mese e punta il Sassuolo del 29 novembre, Spinazzola dovrebbe rientrare subito dopo la sosta per le Nazionali, mentre per Favasuli le speranze ci sono ma senza certezze.
Landucci in panchina e i piazzati segreti
Allo Stadium Allegri non ci sarà in panchina: deve scontare ancora una giornata di squalifica e guarderà la partita dalla tribuna, come a Monza, dove secondo i racconti era “nero come la pece” nonostante il 4-1. In panchina andrà di nuovo Marco Landucci, il fedelissimo che finora ha un rendimento da far invidia a molti titolari. I due, raccontano dal centro sportivo, stanno preparando contromosse specifiche per sorprendere Luciano Spalletti, compresi alcuni schemi inediti sui calci piazzati. Un dettaglio non da poco contro una Juve che, tra tre sconfitte nelle prime nove giornate e voci di esonero, arriverà alla sfida con i nervi a fior di pelle.
Da Torino a Oporto senza tornare a casa
C’è infine un aspetto logistico che pesa eccome. Con l’aeroporto di Capodichino chiuso per lavori, il Napoli dopo la Juventus non rientrerà alla base: lunedì volerà direttamente da Caselle verso il Portogallo, dove mercoledì affronterà il Porto in Champions League. Cinque partite in quindici giorni, una rosa già provata dagli infortuni e un lungo viaggio senza passare da casa: per questo Allegri dosa le energie col contagocce, e per questo anche il giorno di riposo di oggi non è un caso. Domenica, però, non si può sbagliare: vincere a Torino significherebbe dare una spallata vera alla classifica e, forse, anche alla panchina di Spalletti.