Juve in ritiro, Spalletti si gioca tutto col Napoli

Juve in ritiro, Spalletti si gioca tutto col Napoli

Altro che vigilia tranquilla. Mentre a Castel Volturno si respira l’aria leggera del poker rifilato al Monza, dall’altra parte d’Italia c’è una squadra che da domani si chiude a chiave. La Juventus andrà in ritiro alla Continassa fino alla sfida di domenica sera contro il Napoli: una scelta che sa di emergenza, chiesta direttamente da Luciano Spalletti dopo il disastro di Marassi. E proprio il tecnico che ha regalato a Napoli il terzo scudetto ora rischia di vedere la sua avventura in bianconero decisa dagli azzurri.

La strigliata di Carnevali alla Continassa

Il 2-0 incassato contro il Genoa ha lasciato il segno, e parecchio. Come racconta la Gazzetta dello Sport, l’amministratore delegato Giovanni Carnevali è sceso in campo al centro sportivo e ha parlato alla squadra e all’allenatore con toni durissimi. Il senso del discorso è stato più o meno questo: così non si può andare avanti, il momento è inaccettabile, ma il gruppo di lavoro non si tocca. Tradotto dal linguaggio societario: Spalletti per ora resta, la fiducia c’è, ma è appesa a un filo.

Carnevali ha chiesto a Gleison Bremer e compagni una reazione immediata, non soltanto nei risultati ma anche nell’atteggiamento. Perché quello che ha fatto più male, a Genova, è stata la sensazione di una squadra che si sgonfia alle prime difficoltà. Senza anima, senza idee, con un avversario sulla carta inferiore che ha fatto la partita. Per una piazza come quella bianconera, un colpo difficile da digerire a tre giorni dallo scontro diretto.

Il toto-panchina: Conte sogno, Inzaghi per l’estate

E così, inevitabilmente, è partito il toto-allenatore. Secondo Tuttomercatoweb, tutto passa dalla gara con il Napoli, al massimo dalla prossima sosta. Il nome che la tifoseria juventina invoca con più insistenza è quello di Antonio Conte, ex azzurro e uomo dei miracoli in corsa, anche se resta da capire se sarebbe disposto ad accettare una panchina a stagione iniziata: diversi retroscena raccontano di un Conte orientato verso il no. Se invece la società decidesse di rimandare tutto all’estate, prenderebbe quota Simone Inzaghi, oggi all’Al-Hilal e quindi non disponibile nell’immediato.

C’è però chi, anche in casa bianconera, comincia a sospettare che il problema non sia soltanto l’allenatore. Una rosa giovane, senza leader veri, con un centrocampo leggero e senza un finalizzatore affidabile: è il ritratto impietoso fatto da più di un osservatore. Spalletti, dal canto suo, a fine gara si è scusato con i tifosi e ha ammesso che la squadra fatica a capire “dove sia andato il calcio”, con pochi ricambi e poco tempo per lavorare. Tempo che, ironia della sorte, adesso non ha più.

La rivoluzione di Spalletti e la commozione per Napoli

Per uscire dal tunnel il tecnico di Certaldo starebbe pensando a cambiare parecchio. Secondo Tuttosport in difesa Kelly potrebbe prendere il posto di Lucumi e Kalulu quello di Gatti, con dubbi anche sulla fascia destra. In mezzo resta aperto il ballottaggio tra Teun Koopmeiners e Sarr, mentre davanti sale la candidatura di Woltemade. Insomma, il Napoli rischia di trovarsi di fronte una Juve rimescolata, nervosa ma anche ferita nell’orgoglio: il classico animale da maneggiare con cura.

E poi c’è il lato umano, che a Napoli non può passare inosservato. Spalletti ha già fatto sapere che arriverà alla sfida con un’emozione “al mille per mille”, parlando di Napoli come di una città impossibile da non amare, soprattutto quando ci vinci il campionato. Parole che fanno piacere, ma che domenica conteranno zero.

Il Napoli fiuta l’occasione

Dall’altra parte, il Napoli di Massimiliano Allegri arriva a Torino con entusiasmo ritrovato ma con l’infermeria piena. L’ultima tegola è arrivata oggi con l’esito ufficiale degli esami di Stanislav Lobotka: lesione della sindesmosi tibio-peroneale senza instabilità, associata a una lesione di basso grado del legamento della caviglia sinistra. Il club non ha dato tempi, lo slovacco ha già iniziato la riabilitazione, ma per lesioni di questo tipo si ragiona su qualche settimana di stop.

Allegri, ancora squalificato e quindi in tribuna con Landucci in panchina, conosce l’ambiente bianconero meglio di chiunque altro. Sa che una Juve in ritiro può reagire con rabbia, ma sa anche che la pressione può schiacciarla. Il compito degli azzurri è chiaro: reggere l’urto iniziale e poi colpire. Vincere allo Stadium significherebbe allungare in classifica su una rivale diretta e, magari, dare la spallata definitiva alla panchina del vecchio amico Spalletti. Un paradosso tutto napoletano, con un pizzico di malinconia.