Hojlund si confessa: «Allegri mi libera, ora vinciamo qualcosa»

Hojlund si confessa: «Allegri mi libera, ora vinciamo qualcosa»

Ci voleva un gol per sciogliere il ghiaccio, e adesso Rasmus Hojlund parla come uno che si è tolto un macigno dalle spalle. Il centravanti danese, tornato a esultare nel 4-1 dell’U-Power Stadium, si è raccontato a lungo ai microfoni di Radio Kiss Kiss alla vigilia della trasferta più sentita dell’anno. Niente frasi fatte da conferenza stampa: Rasmus ha ammesso che il Napoli finora ha raccolto meno di quanto meritasse, ha difeso il lavoro del gruppo e ha lanciato un messaggio chiaro alla piazza. «Credete in noi», ha detto. E detto da uno che fino a una settimana fa veniva messo sulla graticola, suona quasi come una promessa.

La svolta di Monza e il peso delle critiche

Partiamo dal campo. Per Hojlund la vittoria contro il Monza può davvero essere quella della svolta, ma il danese sposta l’asticella un po’ più indietro: secondo lui la crescita è cominciata già dopo il ko di Venezia, quando la squadra ha iniziato a lavorare di più come collettivo. «Siamo diventati più forti», ha spiegato, riconoscendo però senza giri di parole che la classifica non rispecchia il potenziale della rosa. Un’ammissione onesta, che in una piazza come Napoli vale più di tante dichiarazioni trionfalistiche.

Poi c’è il capitolo personale, quello più delicato. Il digiuno sotto porta era diventato un tema caldo, tra radio, social e bar sport. Hojlund non si nasconde: «Ho giocato molte partite senza segnare, è stato bello tornare a farlo». E sulle critiche risponde da veterano, nonostante l’età: è la vita del calciatore moderno, capitava anche al Manchester United, e l’unica ricetta è concentrarsi su sé stessi e lavorare. Tradotto: le chiacchiere non lo spostano di un millimetro, i gol sì.

Allegri, De Bruyne e McTominay: il nuovo Hojlund

Il passaggio più interessante riguarda però Massimiliano Allegri. Il danese racconta di un tecnico che gli ha concesso più libertà, senza però rinunciare ai compiti precisi: essere forte nel gioco, fare gol, aiutare la squadra e soprattutto essere il primo a pressare l’avversario. È l’identikit del centravanti moderno che Allegri ha in testa, uno che apre la fase difensiva prima ancora di pensare a quella offensiva. E se i numeri recenti del Napoli in zona gol sono esplosi, una parte del merito è anche di questo nuovo equilibrio.

Accanto a lui, poi, ci sono due che di calcio se ne intendono parecchio. Su Kevin De Bruyne e Scott McTominay Hojlund spende parole al miele: due giocatori fantastici con una reputazione mondiale, ma anche due persone con cui ha costruito un ottimo rapporto fuori dal campo. Con McTominay, del resto, la complicità nasce ai tempi dello United. Avere certi rifornitori alle spalle, per un attaccante, è come avere il vento a favore.

Juve, Porto e Lazio: la settimana che vale una stagione

Lo sguardo, ovviamente, è già rivolto a domenica sera. Per Hojlund Juventus-Napoli sarà «una partita molto difficile» contro una squadra dalla grande storia, e il danese dimostra di aver già capito tutto della rivalità tra le due tifoserie. Subito dopo il volo verso il Portogallo per la sfida di Champions contro il Porto, poi la Lazio al Maradona prima della sosta. Tre gare, due in trasferta, con il fattore viaggio a pesare. «Se le vinciamo tutte può essere una settimana molto positiva, altrimenti un periodo difficile», ha ammesso con realismo.

E gli obiettivi? Qui il centravanti non si nasconde: «Dobbiamo vincere qualcosa, magari la Coppa Italia o la Serie A», pur sapendo che quest’anno sarà durissima, con la Champions da onorare il più a lungo possibile.

Il cuore napoletano: Maradona, Capri e il sogno Ischia

Non poteva mancare un pensiero per Diego Armando Maradona, nel giorno in cui avrebbe compiuto 66 anni: per Hojlund giocare nello stadio che porta il suo nome è un’esperienza fantastica, «è il più grande di tutti». E fuori dal campo Rasmus si sta innamorando del territorio: Capri lo ha stregato, Pozzuoli è ormai una tappa fissa, e nella lista dei desideri c’è Ischia. «Napoli è unica», ha giurato. Ai tifosi chiede pazienza e fiducia: la squadra sta crescendo e vuole dimostrarlo sul campo. Da Torino in poi, sarà il campo a dire se aveva ragione.