De Bruyne regista anti-Juve: da scettico a chiave del Napoli

De Bruyne regista anti-Juve: da scettico a chiave del Napoli

C’è una prima volta per tutto, anche per uno che ha vinto praticamente ogni cosa. Domani sera allo Stadium, fischio d’inizio alle 20.45, Kevin De Bruyne affronterà per la prima volta la Juventus con la maglia del Napoli. E lo farà in una posizione che fino a qualche settimana fa avrebbe fatto sorridere mezzo mondo del calcio: non sulla trequarti, non a ridosso della punta, ma davanti alla difesa, con il pallone tra i piedi fin dalla prima costruzione. Juventus-Napoli passa da lì, dalla regia del belga. E la storia di come ci si è arrivati merita di essere raccontata.

«Era scettico, poi ha capito»

Secondo quanto riportato da Tuttosport, quando Massimiliano Allegri gli ha prospettato lo spostamento in cabina di regia, la reazione di KDB non è stata proprio entusiasta. Lo scetticismo c’era, ed è comprensibile: a 35 anni e con una carriera costruita sugli ultimi trenta metri, sentirsi dire «ti voglio più indietro» può suonare quasi come un declassamento. Poi però il campo ha fatto il resto. Il belga si è reso conto che in fondo Max aveva ragione: da lì si tocca più palla, si vede tutto il campo davanti e, soprattutto, ci si diverte.

Il punto è proprio questo. De Bruyne non interpreta il ruolo come un classico metodista che smista corto e protegge la difesa. Appena riceve guarda la porta, cerca subito la verticale, anche con il lancio lungo, e prova ad arrivare nell’area avversaria nel modo più semplice possibile. È questa capacità di saltare le linee con un solo passaggio ad aver permesso agli azzurri di cambiare marcia nelle ultime settimane. Una regia «illuminante», come l’ha definita qualcuno, che ha restituito al Napoli una pericolosità offensiva che in certi momenti della stagione si era smarrita.

L’emergenza Lobotka cambia tutto

Che a Torino sarebbe toccato a lui era ormai una certezza. L’infortunio alla caviglia rimediato da Stanislav Lobotka contro il Monza terrà lo slovacco fuori per circa un mese e mezzo, una batosta vera per un centrocampo che su di lui aveva costruito equilibri e geometrie. Ma il paradosso è che la soluzione era già in casa, e Allegri l’aveva già sperimentata. Inutile cercare un clone di Lobo: l’interpretazione di De Bruyne è completamente diversa, meno ragionata e più verticale, ma finora si è rivelata molto efficace.

Ai suoi lati agiranno Zambo Anguissa e Scott McTominay, cioè fisico, corsa e inserimenti: due incursori capaci di coprire le spalle al belga in fase di non possesso e di attaccare l’area quando lui alza la testa. Parte invece dalla panchina Billy Gilmour, che sarebbe stato l’alternativa più “naturale” per caratteristiche. Davanti, salvo sorprese, il tridente delle ultime uscite: Lang a sinistra, Politano a destra e Rasmus Hojlund al centro, terminale ideale per i lanci del belga. Le altre novità riguardano la porta, con Meret verso il ritorno tra i pali, e la difesa, dove resta da sciogliere il dubbio Rrahmani, con Marianucci pronto in caso di forfait.

Tre sconfitte da cancellare e Spalletti sull’orlo

C’è poi un conto personale da regolare. Nello scorso campionato De Bruyne aveva saltato per infortunio entrambi i confronti con la Vecchia Signora, quindi i suoi unici precedenti contro i bianconeri risalgono ai tempi del Manchester City. Il bilancio, come ricorda Repubblica, è impietoso: tre partite, tre sconfitte. Uno zero da trasformare finalmente in una vittoria, magari proprio nella sfida più sentita da tutta la città.

E il contesto rende tutto ancora più pesante. Sull’altra panchina siederà Luciano Spalletti, l’eroe dello scudetto del 2023, che domani si gioca il posto: una sconfitta contro il Napoli potrebbe costargli caro. Allegri lo sa e non si fida di una Juve in crisi, anzi: è proprio per questo che punta sulla formazione che offre più garanzie. Il punto di riferimento, però, sarà uno solo. Se il Napoli vuole prendersi una notte magica a Torino, la strada passa dai piedi di De Bruyne. Da scettico a regista, il passo è stato breve. Ora tocca dimostrarlo nella partita che conta di più.