Ci sono partite che si portano dietro un conto in sospeso, e Juventus-Napoli di domani sera all’Allianz Stadium (fischio d’inizio alle 20.45) ne ha uno bello pesante. Con Massimiliano Allegri costretto in tribuna dalla seconda e ultima giornata di squalifica, a guidare gli azzurri dalla panchina sarĆ ancora una volta Marco Landucci. E dall’altra parte, a giocarsi mezza carriera bianconera, ci sarĆ Luciano Spalletti. Proprio loro due: i protagonisti di uno dei siparietti più velenosi degli ultimi anni di Serie A.
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ToggleAprile 2023: Ā«Pelato di m…, ti mangio il cuoreĀ»
Bisogna riavvolgere il nastro fino all’aprile del 2023, come ha fatto oggi Il Mattino. Allora Landucci sedeva sulla panchina della Juventus come vice di Allegri, Spalletti guidava il Napoli lanciato verso il tricolore. Nel finale di una partita incandescente, il secondo bianconero perse completamente le staffe e rivolse al tecnico di Certaldo una frase che fece il giro d’Italia in pochi minuti: Ā«Pelato di m…, ti mangio il cuoreĀ». Gli ispettori della Procura federale presenti a Torino la misero nero su bianco nel loro rapporto, e il conto arrivò puntuale: cinquemila euro di multa e un turno di squalifica.
Ma quella sera, per i tifosi napoletani, resta indimenticabile per tutt’altro. Il Napoli vinse in casa della rivale storica e di fatto spalancò le porte del terzo scudetto, la ciliegina più dolce su una stagione da sogno. Fu una gara tremenda per tutti, arbitri compresi: il pugno di Federico Gatti a Khvicha Kvaratskhelia rimasto senza sanzione divenne virale in un attimo, mentre il gol annullato alla Juve nel finale fece infuriare l’ambiente bianconero. Una notte di veleni, insomma, che tre anni dopo torna d’attualitĆ a parti completamente rovesciate.
Il “talismano” in panchina
Oggi Landucci ĆØ dall’altra parte della barricata, e a Napoli lo hanno giĆ adottato. I numeri parlano chiaro: con il successo per 4-1 di Monza, firmato da Rasmus Hojlund, Politano, Rafa MarĆn e De Bruyne, il vice di Allegri ĆØ arrivato a otto vittorie in undici panchine da sostituto del suo capo, tra Cagliari, Juventus, Milan e ora Napoli. Praticamente una garanzia. Non a caso, tra i tifosi azzurri c’ĆØ chi lo considera un vero portafortuna, e c’ĆØ un feeling con la piazza che sembra quasi inspiegabile per uno che il Napoli lo ha sempre visto da avversario.
C’ĆØ anche un filo di romanticismo nella sua storia: da portiere della Fiorentina, il 10 maggio 1987, era in campo al San Paolo nel pareggio che consegnò al Napoli di Maradona il primo scudetto. E domani, per lui, sarĆ un’altra notte da ex: a Torino ha lavorato al fianco di Allegri dal 2014 al 2019 e poi dal 2021 al 2024, vincendo tutto quello che c’era da vincere in Italia.
Spalletti sull’orlo di una crisi di nervi
Se Landucci arriva allo Stadium col vento in poppa, Spalletti ci arriva con l’acqua alla gola. La Juve ĆØ in ritiro, l’ambiente ĆØ pesantissimo e la panchina del tecnico toscano traballa vistosamente: le due squadre sono appaiate a quota 14 punti, lontanissime dalla vetta e staccate di sei lunghezze dalla zona Champions. Per l’ex allenatore dello scudetto azzurro, battere proprio il Napoli sarebbe l’unico modo per allontanare le nubi; perdere, invece, potrebbe significare il capolinea.
Ecco perchĆ© la sfida nella sfida promette scintille. Da una parte un vice che vuole certificare il suo magic moment, dall’altra un allenatore che non può più sbagliare e che di quella frase del 2023 non si ĆØ certo dimenticato. Allegri dalla tribuna ha chiesto silenzio e lavoro, niente proclami. Ma state certi che, quando Landucci e Spalletti si ritroveranno a pochi metri di distanza, la stretta di mano sarĆ una delle immagini più attese della serata.