Il giorno dopo è, se possibile, ancora più pesante della notte. Il 2-0 di Juventus-Napoli non è soltanto una sconfitta in uno scontro diretto: è la fotografia di una squadra che non riesce a uscire dal pantano e di un ambiente che comincia a perdere la pazienza. E stavolta il malumore sale fino al piano più alto. Aurelio De Laurentiis ha seguito la partita in tv dalla sua casa in Svizzera e, racconta Il Mattino, oggi sentirà Massimiliano Allegri per farsi spiegare cosa sta succedendo. Non una semplice telefonata di cortesia, insomma.
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ToggleLo Stadium, il crollo nella ripresa e un’altra serata da dimenticare
Eppure il Napoli a Torino non era partito male. Primo tempo bloccato, qualche buona trama sulla destra con Politano, un paio di occasioni non sfruttate. Poi, nella ripresa, la squadra si è spenta piano piano. Al 70′ il sinistro di Kerim-Sam Alajbegovic, primo gol in Serie A per il giovane bianconero, ha sbloccato la gara; cinque minuti dopo il secondo giallo a Luca Marianucci ha lasciato gli azzurri in dieci e all’87’ ci ha pensato Jeremie Boga con un tiro a giro imprendibile per Meret a chiudere i conti.
Allegri, squalificato, ha vissuto tutto dalla tribuna accanto al ds Giovanni Manna. Secondo la Gazzetta, nella pancia dello Stadium il tecnico era «nerissimo»; gli è stato poi concesso di parlare con la squadra negli spogliatoi. Il vice Landucci, davanti ai microfoni, non ha cercato scuse: secondo tempo bruttissimo, Juve meritatamente vincitrice, adesso testa bassa e lavorare. Certo, le polemiche arbitrali non mancano – il fallo di Koopmeiners su Anguissa e la ginocchiata di Lucumì sono stati giudicati da rosso da diverse moviole – ma nessuno, in casa azzurra, si è aggrappato all’alibi di Sozza.
I numeri che fanno paura: mai così male dal 2009-10
Il problema è che la sconfitta di Torino arriva dopo una settimana che aveva illuso tutti. La vittoria col Bodo, il 4-1 di Monza, il pareggio spettacolare con la Roma: sembrava l’inizio della risalita, invece era un fuoco di paglia. I conti della Gazzetta sono impietosi: sesta sconfitta in tredici partite ufficiali, appena 14 punti in campionato, il peggior bottino dal 2009-10. La capolista Lazio ne ha il doppio, il Como quarto è lontano nove lunghezze e perfino il sorprendente Frosinone sta sei punti sopra.
Tradotto: la zona Champions oggi è un miraggio, e il paragone con la disastrosa stagione post scudetto comincia a circolare con insistenza. Il presidente, scrive sempre Il Mattino, era convinto che la crisi fosse alle spalle. Ora si ritrova con una squadra fragile, un’infermeria piena e una piazza che chiede risposte. Il confronto di oggi con Allegri servirà proprio a questo: capire se il tecnico ha in mano la situazione o se serve una scossa diversa.
Infermeria piena e il Porto dietro l’angolo
Come se non bastasse, Torino ha lasciato anche un conto salatissimo in termini di infortuni. Kevin De Bruyne è uscito all’intervallo per una distorsione alla caviglia e oggi si sottoporrà agli accertamenti; Giovanni Di Lorenzo ha chiuso anzitempo per un affaticamento agli adduttori ammettendo di non stare bene già prima della gara; Olivera ha alzato bandiera bianca nel finale, mentre Milinkovic-Savic deve fare i conti con un leggero affaticamento muscolare. L’unica buona notizia è Hojlund: rimasto in hotel per una sindrome influenzale, dovrebbe recuperare.
La squadra si allena stamattina a Vinovo e poi vola in Portogallo, dove in Champions League la aspetta il Porto. Subito dopo arriverà la Lazio capolista, senza lo squalificato Marianucci. Due partite che, a questo punto, valgono molto più di sei punti: valgono la credibilità di un progetto e, forse, la panchina. Allegri lo sa benissimo. De Laurentiis, da oggi, vuole sentirselo dire a voce.